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Lewinsky Charles - La fortuna dei Meijer |
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Titolo | La fortuna dei Meijer |
| Autore | Lewinsky Charles | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,43
(Prezzo di copertina € 15,80 Risparmio € 2,37)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 913 p., brossura | | Traduttore | Tortelli V. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nell'Ottocento gli ebrei svizzeri erano confinati in due villaggi. Uno di questi è Endingen, dove vivono felicemente il probo commerciante di bestiame Salomon Meijer e la sua famiglia. Una sera del 1871 alla loro porta si presenta un lontano cugino che afferma di essere stato ferito nella battaglia di Sedan e di volersi stabilire dai suoi unici parenti. Nessuno in quella pacifica casa intuisce quanti cambiamenti porterà quell'estraneo nelle loro esistenze. Perché Janki, così si chiama il giovane, è sì un po' sbruffone, ma ha anche il fiuto degli affari e molto spirito di iniziativa, e quindi nel giro di pochi anni non solo avrà sposato una delle ragazze di casa ma sarà il padrone di un fiorente negozio di stoffe francesi a Baden, la città più vicina. Dopo questo primo sommovimento, seguiremo i membri della famiglia Meijer per oltre settant'anni e quattro generazioni, li vedremo schierarsi nel 1893 contro il primo referendum, vagamente antisemita, della Confederazione, prendere, per opportunismo, decisioni che gettano nell'angoscia tutta la stirpe, e, d'altro canto, pagare a caro prezzo scelte coraggiose e coerenti, capiremo perché un battesimo può impedire l'amore fra due giovani e come sia possibile che, quando il mondo ebraico in tutta Europa verrà scompaginato, un medico omosessuale non più giovanissimo possa trovare del tutto inaspettatamente moglie e due figli.
Media Voto: 5 / 5Enrico Benella (25-11-2011) Qual è la "fortuna" dei Meijer cui accenna il titolo italiano? Da una parte è la loro capacità di accumulare ricchezza e far fruttare l'ingegno; dall'altra è il destino di vivere in Svizzera, schermati almeno in parte dalle tragedie della Storia. Paragonerei il romanzo a una sua scena, in cui la notizia dello scoppio della prima guerra mondiale arriva come un brusio nel teatro dove si svolge la festa di un'associazione sportiva ebraica. Tema di fondo è l'identità ebraica, col consueto contrasto tra tradizione centripeta e modernità centrifuga; a ricordare ai personaggi chi sono e la storia della diaspora, lo spirito dello zio Melnitz - una bella trovata che vivacizza le didascalie storiche sull'anti-semitismo. La confezione narrativa è generosa, anche se non di lusso; la lettura è gradevole, ben ritmata e senza pretese. Pregio del romanzo è la lucidità anti-sentimentale ma affettuosa con cui avvicina il lettore ai personaggi (Chanele, François / Shmul e Arthur sono mirabili). 900 pagine che reggono benissimo il proprio peso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniela fiorini (13-10-2010) E' un libro che leggi lentamente perchè ti dispiace arrivare alla fine. L'ho finito mezz'ora fa - aspettero' qualche giorno prima di iniziarne un altro, perchè si tratta di una saga familiare che comincia a fine ottocento per finire nel 1945 e ti rimane davvero dentro.
Unica nota negativa (non a causa dell'autore) è che il glossario dei termini ebraici si trova nelle ultime pagine e percio' questo ti costringe sempre a interrompere la lettura per andare a cercarne il significato (fra l'altro ce ne sono diversi in ogni pagina). Una nota a piè di ogni pagina sarebbe stata molto più agevole per il lettore.
A parte questo: favoloso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (26-01-2010) La saga della famiglia Meijer viene raccontata a cavallo di due secoli: l'autore sa rendere magistralmente ambienti e personaggi trasmettendo calore ed emozioni. Tra riti e abitudini yiddish si parte dalla guerra francoprussiana del 1870 e si arriva alla tragedia del nazifascismo con un succedersi di personaggi sempre coinvolgenti.
Scovato per caso sugli scaffali in libreria merita sicuramente di essere letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giusi67 (27-07-2009) Bellissimo romanzo, ti cattura sin dalle prime righe, 900 pagine che si leggono d'un fiato. Lo scrittore è un "grande", conosce tutti i segreti dello scrivere bene: sa rendere vivi i personaggi caratterizzando ognuno di loro con un gesto o un episodio di vita, tiene sempre desta l'attenzione, non annoia mai, non scade nel patetico, non è mai scontato. Dopo aver finito di leggere il romanzo per diversi giorni ho continuato a pensare a quei personaggi, come se fossero reali. Mi chiedo come mai non siano stati tradotti altri suoi romanzi e perché in Italia sia pressoché sconosciuto: mistero! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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