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Murakami Haruki - Nel segno della pecora | "In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l'interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l'incarico - ma si tratta in sostanza di un ordine - di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze. Considerato l'esordio letterario di Murakami, "Nel segno della pecora" introduce molti dei temi cari all'autore: la solitudine dell'uomo, l'arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l'atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l'irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde." (Antonietta Pastore)
12 recensioni presenti. Media Voto: 3.75 / 5Emiliano (03-02-2012) Dovessi descriverlo in una parola sola direi: inconsistente! Che poi forse non è un giudizio differente da chi parla sotto di atmosfere metafisiche ecc., solo che nel mio caso la valutazione tende al negativo. Ci sono cose buone nel libro, prima fra tutti la trama eccentrica e alcune trovate come la ragazza dalle belle orecchie. Ci sono tematiche sociali, legate alla musica, al ricordo, al potere, all'amicizia. Ma arrivi in fondo e quando lo chiudi tutto svapora come una nuvoletta. Ammetto che forse sono io che non riesco ad entrare in queste letture "orientali", così ricche di introspezione e cibi (quante parole dedicate a cosa sta mangiando o bevendo qualcuno!). Del resto non è il primo libro che leggo di questo autore e i personaggi non sanno catturarmi (diafane creature del romanzo, a due dimensioni), mentre le sue storie lo fanno solo raramente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dave (28-01-2011) Libro surreale per chi come me non conosceva l'autore prima.
Anche se non è di facile comprensione ritengo che lasci "qualcosa" dentro. Che sia una pecora? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rain (30-11-2010) Mi mancava da leggere solo questa prima opera del grande Murakami, per un pò fuori stampa.
Che dire, storia 8come sempre) originale, personaggi mai scontati e sempre trasognati in un Giappone al limite tra passato e futuro, congegni del destino (o libero arbitrio?) che arrivano improvvisamente a sconvolgere tutto.
Ci sono tutti gli ingredienti dello stile inconfondibile di Murakami, sicuramente da leggere per gli appassionati.
Rain Voto: 4 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010)
Quando la vita sembra essere giunta ad un punto morto, quando hai perso tutto e niente sembra avere più senso.
Poi. L'accadimento banale, quasi insignificante. L'incontro paradossale.
E ancora. Solitudine, monti, foreste, case ai confini mondo, profondissimi pozzi, paesaggi mozzafiato. L'uomo solo con se stesso.
Infine. La rinascita, la resurrezione ad una vita nuova.
Questo è MURAKAMI HARUKI, a parer mio, uno dei più grandi autori contemporanei. Riproposto qui da Einaudi in una delle sue prime opere.
Leggetelo sempre.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (27-07-2010) Libro piacevole, storia interessante e molto originale.Non conoscevo l'autore e devo dire che mi ha favorevolmente impressionato. La sua rappresentazione della società, le sue analisi profonde sul quotidiano vivere, sul senso di frustrazione che ti prende e sull'incapacità di adattarsi ai mutamenti sempre più incomprensibili, rendono la sua scrittura fonte di profonda meditazione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (03-06-2010) Quando si legge Murakami bisogna abbandonare la razionalità ed immergersi nel surreale e nella fantasia più sfrenata. Nessuno si stupisce quando, appena ci si sveglia, si ricordano sogni dove si sono vissute situazioni assurde e impossibili nella realtà. Sogni che possono suscitare sentimenti estremi: allegria, terrore, benessere, armonia, indifferenza, irrequietezza, turbamento, ansia, stupore e tanti altri ancora. Il ricordo del sogno, con il trascorrere delle ore, se non dei minuti, svanisce lasciando un’effimera sensazione. A differenza dei sogni i romanzi di Murakami possono essere presi in mano in qualsiasi momento, si rileggono alcune pagine e si rivive il sogno. Con il “Nel segno della pecora” il sogno è stato, rispetto a quelli fatti con le successive opere, un po’ deludente. Forse mi aspettavo, come opera prima, molto di più o più probabilmente, non sono riuscito a cogliere la vera essenza della storia. Forse, e sottolineo forse, se avessi conosciuto Murakami con questo romanzo non sarebbe diventato uno dei miei autori preferiti e avrei perso indimenticabili opere come “Tokyo blues” “Dance, dance, dance”, “A sud del confine a ovest del sole”. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gelsomina (05-05-2010) murakami si conferma per la sua genialita' e la capacita' di giocare con gli archetipi e i nostri sogni/incubi. Mi spiace solo aver letto questo libro dopo Dance Dance Dance di cui costituisce l'antefatto, con l'hotel delfino e la ragazza dalle bellissime orecchie. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (30-04-2010) lo stile Murakami non si smentisce..Anche in questo libro viviamo una realtà onirica che l'autore fa sembrare quasi vera, non all'altezza di altri suoi scritti, ma cmq. molto coinvolgente e bella!
L'emozioni e gli stati d'animo che mi creano i libri di M. sono uniche..E' uno scrittore davvero particolare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alberto bertexbo@yahoo.it (15-04-2010) Che dire? Ad ogni libro si riapre lo scrigno magico; forse la parte onirica non è così fluida come nelle sue opere piu' mature ma la mano è già riconoscibile. Murakami rimane di gran lunga il mio scrittore moderno preferito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianni (06-04-2010) Finalmente torna in catalogo questo libro di Murakami. Finalmente riesco a leggerlo, dopo averlo cercato per tanto tempo. La lunga attesa fortunatamente non è stata delusa: anche questo libro è bellissimo. L’autore riesce a creare anche in questo romanzo l’atmosfera onirica e surreale tipica dei suoi romanzi. La trama è labile, appena accennata, basta un pretesto per partire (come spesso capita nelle sue opere) e poi parte la fantasia più sfrenata: il bello dei romanzi di Murakami è il modo in cui l’autore riesce a scrivere quello che succede, il modo in cui riesce a rendere plausibile anche l’inverosimile più spinto. Ecco che allora appare “normale” che una pecora (lo spirito della pecora) possa entrare in un uomo e manipolarlo secondo il suo volere ed i suoi piani; che l’”uomo pecora” appaia e scompaia dal rifugio in montagna, ma senza essere riflesso dallo specchio,…….
Questo romanzo secondo il mio parere non è il migliore di Murakami ma è pur sempre di straordinario livello.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AGT (04-04-2010) Una lettura eccezionale,la scrittura è estremamente avvincente,la trama originale e geniale,i personaggi costruiti in maniera straordinaria:un capolavoro;stimola domande e sensazioni.Uno scrittore unico nel suo genere e mai scontato o banale Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (27-03-2010) La scrittura di Murakami mantiene quella potenza onirica che fonde magistralmente il quotidiano con l'assurdo: niente di nuovo, si potrebbe pensare, Borges e Lovecraft, tanto per dire, hanno costruito mondi dell'onirico. Solo che Murakami non ha quasi nulla di metafisico, la sua prosaicità fatta del quotidiano, molto ordinario in cui vive il protagonista, un altrettanto "ordinary man" dipinge, con toni morbidi e puliti, una realtà dove l'assurdo ha una logica coerente e solida, a volte paranoica, a volte spalancata sull'introspezione così che i pensieri e l'azione sono a volte indistinti.
Resta il fatto che Murakami è un Maestro, un autore tra i più grandi tra i contemporanei.
Romanzo, questo, che ha un qualcosa di inquietante e volutamente inespresso. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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