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Piccolo Francesco - La separazione del maschio |
Il protagonista di questo libro, il Maschio, è un padre capace di tenerezza e di attenzione, è un marito allegro e appassionato. Ma ha molte altre donne. Relazioni di lunga durata, in cui il sesso è il veicolo primario attraverso il quale passano la comunicazione, l'affetto, la curiosità, la scoperta dell'altro. Il sesso è un pensiero costante, un'ossessione e una consuetudine, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Più ancora della seduzione e della conquista, più dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna di queste relazioni. È questa la separazione del maschio, dunque. Dove per maschio s'intende davvero, genericamente, il maschio di uomo nell'apice dell'età riproduttiva, in un ambiente circostante quanto mai generoso di sollecitazioni e stimoli. E per separazione s'intendono due cose: quella, letterale, dalla moglie, a cui condurrà fatalmente il percorso del libro; e quella, fisica e metaforica, che divide all'interno dello stesso uomo il padre dal marito e dall'amante. Quasi che fosse impossibile conciliare gli impulsi e i sentimenti, quasi che l'unica strada per tenere tutto insieme fosse una rigida compartimentazione, cioè: vivere molte vite.
Recensioni 1 - 20 di 32 recensioni presenti. Media Voto: 2.78 / 5Elena (05-07-2009) Bello, coinvolgente,interessante e a mio avviso inquietante. Ho sofferto tantissimo leggendo questo libro.Quello che mi ha messo di più in crisi è stata certamente la lucidità con la quale racconta e confessa i suoi piccoli delitti. Una storia che adesso non riesco a digerire ma che mi scandalizza e affascina allo stesso tempo.DA LEGGERE. Voto: 4 / 5 |
ilaria musilse@libero.it (29-06-2009) Scritto da dio! Una specie di Philip Roth "de' noartri".
Resti sempre in bilico tra il disgusto per il personaggio, di un egoismo talmente ottuso da fare quasi tenerezza, e la totale identificazione con il suo tentativo di vivere due, tre, mille vite, cercando ingenuamente di tenere tutto insieme.
E' vero, ci sono un paio di situazioni in cui la descrizione millimetrica dell'amplesso sconfina nel porno. Ma veramente c'è ancora qualcosa che ci scandalizza?
Geniali e profonde alcune elaborazioni sulla genitorialità e sulla routine coniugale. Voto: 5 / 5 |
NR (08-05-2009) DISASTRO. Libro velleitario e stonato. Scrittura furbetta e il tentativo, presente sin dalla copertina, di sollecitare sentimenti pruriginosi. In realtà solo un libro fiacco e scontato, con alcune sgradevoli punte di volgarità.
Voto: 1 / 5 |
lucia (03-05-2009) Bello. Mi è piauciuto proprio. Per la sua disincantata sincerità, perchè apre una finestra sul mondo delle relazioni tra uomo e donna senza risparmiare niente, anche le riflessioni più dure. Voto: 5 / 5 |
Silvia (27-04-2009) Autocelebrativo nella modalità di prosa e nella rappresentazione del percorso del personaggio. Paralrsi addosso, nei libri, è per pochi. Ma nel complesso lo trovo godibile, senza pretenziosità. Checchè ne dicano tutti non lo trova affatto dissimila dalla realtà, anche se si preferisce non dirlo. e mi riferisco alla realtà di uomini e donne, perchè le cose si fanno sempre in due. Voto: 3 / 5 |
Sergio (27-03-2009) Molto sotto le aspettative. Conoscevo Piccolo come sceneggiatore, aveva fatto buone cose, ma la narrativa non è per lui. Il romanzo è frutto di una pianificazione furbesca che lo rende falso e artefatto, non coinvolgendo mai il lettore. Meglio dedicarsi a quello che uno sa fare meglio che volersi estendere a campi che non ci appartengono. Siete d'accordo? Senza rancore. S Voto: 1 / 5 |
Alessandro Peleggi alessandro.peleggi@clonwerk.it (24-03-2009) Un libro decisamente interessante che probabilmente non entrerà a far parte della storia alta della letteratura; la sincera confessione di un uomo comune con le sue ossessioni frivole come il cacao sul cappuccino e quelle più intense come il sesso. Un sesso vissuto in modo maniacale e spesso patologico. Un inno o forse una discutibile "lancia spezzata" a favore di una sincera, a volte pura, poligamia. L'amore totale per la figlia o meglio per la "paternità" accompagnato da un "modus amandi" disarmante, apatico, disperato e indifferente allo stesso tempo. Una narrazione fluida e scorrevole ne fa un libro a tratti piacevole e per certe tematiche lo definirei "immedesimante". Una lettura non superflua ma neanche irrinunciabile. Discreto. Voto: 3 / 5 |
giovanna (19-03-2009) Questo è un bel libro; questo non è un libro sul sesso e sui tradimenti. Al contrario: “La separazione del maschio” sa raccontare, come pochi romanzi, il senso la gioia la fatica l’agio e il disagio di una relazione. E la mente dei bambini, l’incanto l’impegno le paure gli slanci della paternità. E anche i pensieri, i cinismi le vigliaccherie le scappatoie degli uomini (e delle donne). E lo fa attraverso una lingua chiara e pulita, e insieme suggestiva. Ma mai retorica.
Insomma, un libro da leggere, senza moralismi e tenendo sempre a mente una cosa: che quello del “maschio geneticamente privo di senso di colpa” (con tutte le conseguenze che comporta, sesso e tradimenti compresi) è un artificio letterario, un personaggio (il protagonista e narratore del libro), non un teorema. Quindi niente irritazioni e personalizzazioni, e buona lettura.
Voto: 5 / 5 |
vittoria (17-03-2009) io ho letto questo libro con la voglia di sapere come andava a finire, come si legge un giallo;
ho trovato interessante il misto di comico e di tragico con cui è raccontato l'impulso vitale di superare la paura del vuoto e della morte con quella esagerata attività sessuale, maschile e femminile, e il sospetto del maschio montatore che forse anche nel sesso c'è odore di morte;e mi hanno emozionato le suggestioni di malinconia e di tenerezza intorno alla vita coniugale, al rapporto con la figlia. è un racconto romantico e triste. Voto: 3 / 5 |
Fabio fabiorossi_081@fastwebnet.it (09-03-2009) FASTIDIOSO. Ecco l'aggettivo che mi è venuto in mente leggendo questo libro... Esatto. fastidioso. Non capisco per quale motivo vengano pubblicati simili libri. C'è tanto autocompiacimento (della serie quanto so' figo, quanto so' bravo, quanto cito il cinema...), c'è tanto sesso (dettagliato ed inutile! Ma sto autore si crede Celine in morte a credito, o che so, Gean Jenet in notre dames de fleurs? Oppure ancora... Si crede di esser Rocco Siffredi? Ma per favore.... Anzi no ma mi faccia il piacere. Un dualismo maschio (trombatore impenitente) e padre (affettuoso) al limite del ridicolo.
Spero solo vivamente che il libro non sia autobiografico, sebbene qualche dubbio ce l'ho, perchè in tal caso l'autore è messo proprio male... Voto: 1 / 5 |
Giada (08-03-2009) Libretto mediocre. Manca la forza e la tenuta della scrittura vera, a tratti anche molto irritante. Sparirà in fretta dal mio scaffale. Voto: 1 / 5 |
Tina (01-03-2009) ho letto il romanzo molto velocemente e subito il protagonista, un maschio infantile e egocentrico al tal punto da non accorgersi cosa accade attorno a lui, mi è stato antipatico...
più tardi , riflettendo, mi sono accorta che l'autore ha avuto la capacità di rendere perfettamente il vuoto di alcuni "maschi" , troppo presi da sè e dal sesso... che in fondo non amano neanche tanto.
la trama è esile e corre sui ricordi di amplessi e notti calde, ma Piccolo è stato in grado di spingere il lettore ad andare oltre le apparenze e a provare pietà per il maschio, incapace di vivere la "separazione" in modo adulto e consapevole.
Voto: 3 / 5 |
elena manzari (01-03-2009) allusivo? ma no, che dite? è solo un'impressione .... la parte più interessante del libro, a mio avviso, è quella relativa al cappuccino e al cacao ... per il resto ... lasciamo stare. Voto: 2 / 5 |
Giulia (22-02-2009) Mi sembra ben scritto e anche verosimile. L'unica cosa che ho trovato un po' artificiosa è la costruzione del filo narrativo che viene continuamente interrotto, anche in un modo un po' forzato, come se l'autore volesse creare suspance a tutti i costi, oppure riprodurre nella scrittura il mestiere del protagonista. Voto: 3 / 5 |
kik (17-02-2009) DA DIMENTICARE. Tutto ammicca a qualcosa, dalla copertina in poi. Tutto è banalmente esplicito. Brutta lettura, davvero. Voto: 1 / 5 |
Massimo massimosalvoni@gmail.com (12-02-2009) Da tempo non mi riconoscevo nel personaggio di un libro. Molto bello, vero, generazionale. Cercherò tutti i libri di Piccolo sperando di trovare nelle sue righe altre perle come quelle sparse nelle pagine di questo libro. Voto: 5 / 5 |
anto (10-02-2009) Davvero brutto. Irritante, costruito, superficiale. Per scrivere di sentimenti e di sesso bisogna avere una penna felice. Piccolo non ce l'ha. Voto: 1 / 5 |
Daniele (29-01-2009) Di letteratura c'è pochissimo. Delude amaramente. Il protagonista fa sfoggio di una presuzione senza pari, di sentimenti solo presupposti leali- specie quelli a danno della figlia. Quanto all'Ars amatoria, credo sia eccessivo nella sua espressione, non solo volgare ma ridondante. Forse, se leggesse qualcosa del tipo Salwa al-Neimi farà ancora in tempo ad imparare come si scrive a proposito del sesso. La realtà descritta sa troppo di televisivo.
Quello che c'è di buono non riguarda il tema del sesso ed è scarseggiante. Il finale è una conseguenza inevitabile della situazione creata per tutto il romanzo. Il protagonista suppone fino alla fine di farla franca... ma solo lui lo pensa. Voto: 1 / 5 |
ANTONIO BOCCHI antonio.bocchi@virgilio.it (26-01-2009) Un racconto agghiacciante, un manifesto che lascia sbalorditi, attoniti. Se quello è un uomo, poveri noi. Povere le donne, poveri i figli, povera la società. E’ meglio che nel cappuccino gli mettano il cianuro, al posto del cacao che tanto fastidio arreca al protagonista del romanzo. Uomo debole, fragilità d’animo assoluta e senza speranza, aggrappata alla durezza di un pene che diventa il simulacro ridicolo di una potenza fittizia. Bambino ridicolo e mai cresciuto, tremebondo di fronte all’amore reale che è intensità e potenza vera. Si ingozza di surrogati di affetto indossando una maschera patetica. Scrittura efficace, straniante, indugia sui rapporti sessuali come unico mondo possibile. I riferimenti cinematografici, precisi e circostanziati, aumentano ulteriormente il gelo di un animo disperato e inconsapevole. La figlia potrebbe essere un salvagente. Ma il mare gelido in cui si dibatte il protagonista lo inghiotte come un passeggero del Titanic a mollo nel mare del Nord. Voto: 3 / 5 |
M. (26-01-2009) BRUTTO. Senza altri aggettivi. Veramente brutto.
Voto: 1 / 5 |
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