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Piccolo Francesco - La separazione del maschio | Il protagonista di questo libro, il Maschio, è un padre capace di tenerezza e di attenzione, è un marito allegro e appassionato. Ma ha molte altre donne. Relazioni di lunga durata, in cui il sesso è il veicolo primario attraverso il quale passano la comunicazione, l'affetto, la curiosità, la scoperta dell'altro. Il sesso è un pensiero costante, un'ossessione e una consuetudine, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Più ancora della seduzione e della conquista, più dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna di queste relazioni. È questa la separazione del maschio, dunque. Dove per maschio s'intende davvero, genericamente, il maschio di uomo nell'apice dell'età riproduttiva, in un ambiente circostante quanto mai generoso di sollecitazioni e stimoli. E per separazione s'intendono due cose: quella, letterale, dalla moglie, a cui condurrà fatalmente il percorso del libro; e quella, fisica e metaforica, che divide all'interno dello stesso uomo il padre dal marito e dall'amante. Quasi che fosse impossibile conciliare gli impulsi e i sentimenti, quasi che l'unica strada per tenere tutto insieme fosse una rigida compartimentazione, cioè: vivere molte vite.
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti. Media Voto: 2.92 / 5Stefano (30-11-2011) Capolavoro assoluto della letteratura italiana. Una lettura imprescindibile per ogni uomo...ed ogni donna intelligente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Guia (28-08-2011) Capisco che possa sconcertare, ma se sconcerta è solo perchè racconta un sacco, ma un sacco di verità, e questo è indubbiamente un pregio, senza contare il fatto che offre ottimi spunti di riflessione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvana (09-04-2011) Con questo libro mi si è aperto il mondo maschile,a me poco comprensibile,inoltre mi è piaciuta la metafora della separazione del maschio e la difficoltà tutta infantile del non senso di colpa del personaggio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe (12-11-2010) Ecco l'ennesimo P. Roth italiano. Quando introdurranno il penale per certi paragoni? Lasciamo perdere. E' un libro molto televisivo, sia nella meccanica, sia nei riferimenti culturali. Totalmente bidimensionale, piatto, allude ad una profondità che è incapace di esplicare, come fa la televisione. Riesce in neppure 200 pagine ad essere prolisso, inoffensivo, quindi sostanzialmente inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Damiano Lippi superdamy77@libero.it (17-09-2010) Vero, toccante, profondo, sincero.. coglie alla perfezione molti ritagli della vita quotidiana, pensieri, attimi, situazioni, stati d'animo che ognuno di noi, più o meno, attraversa, vive, colora, sfiora. Mi è piaciuto molto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
evi (10-09-2010) il libro più bello che ho letto negli ultimi anni.. sorprendente...e sorprendentemente vero... reale.. disincantato..stimola moltissime riflessioni.. ed è così realistico che puoi trovarci aspetti di te che ti si rivelano nella più trasparente sincerità.. (vedi la strana fitta allo stomaco che sente il protagonista..)! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
catia (21-07-2010) Se ci fosse stato lo 0 tra i voti, avrei dato quello. L'ho interrotto più o meno a pag.40. Mi ha suscitato una forte sensazione di fastidio, è irritante. Soldi buttati! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
elena (10-03-2010) Letto d'un fiato, dopo il mio compagno. Ero incuriosita in un primo tempo dalla sua curiosità e poi dalla lettura della quarta di copertina. Il paradosso del maschio. Un sogno che diventa realta'. Condivisibile o meno, sono sicura che rappresenti una bella fetta di umanità. Quanto alla scrittura, non male. Consigliato ai curiosi dell'umana natura in senso lato, sconsigliatissimo ai moralisti e a chi si scandalizza facilmente;-) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
valerio (04-03-2010) com'è che dice lo scrittore siculo? musica leggera per ceti medi... cose da unità, si salva solo la copertina, la cosa più studiata del libro, la più sofferta Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elena (05-07-2009) Bello, coinvolgente,interessante e a mio avviso inquietante. Ho sofferto tantissimo leggendo questo libro.Quello che mi ha messo di più in crisi è stata certamente la lucidità con la quale racconta e confessa i suoi piccoli delitti. Una storia che adesso non riesco a digerire ma che mi scandalizza e affascina allo stesso tempo.DA LEGGERE. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ilaria musilse@libero.it (29-06-2009) Scritto da dio! Una specie di Philip Roth "de' noartri".
Resti sempre in bilico tra il disgusto per il personaggio, di un egoismo talmente ottuso da fare quasi tenerezza, e la totale identificazione con il suo tentativo di vivere due, tre, mille vite, cercando ingenuamente di tenere tutto insieme.
E' vero, ci sono un paio di situazioni in cui la descrizione millimetrica dell'amplesso sconfina nel porno. Ma veramente c'è ancora qualcosa che ci scandalizza?
Geniali e profonde alcune elaborazioni sulla genitorialità e sulla routine coniugale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NR (08-05-2009) DISASTRO. Libro velleitario e stonato. Scrittura furbetta e il tentativo, presente sin dalla copertina, di sollecitare sentimenti pruriginosi. In realtà solo un libro fiacco e scontato, con alcune sgradevoli punte di volgarità.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lucia (03-05-2009) Bello. Mi è piauciuto proprio. Per la sua disincantata sincerità, perchè apre una finestra sul mondo delle relazioni tra uomo e donna senza risparmiare niente, anche le riflessioni più dure. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (27-04-2009) Autocelebrativo nella modalità di prosa e nella rappresentazione del percorso del personaggio. Paralrsi addosso, nei libri, è per pochi. Ma nel complesso lo trovo godibile, senza pretenziosità. Checchè ne dicano tutti non lo trova affatto dissimila dalla realtà, anche se si preferisce non dirlo. e mi riferisco alla realtà di uomini e donne, perchè le cose si fanno sempre in due. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sergio (27-03-2009) Molto sotto le aspettative. Conoscevo Piccolo come sceneggiatore, aveva fatto buone cose, ma la narrativa non è per lui. Il romanzo è frutto di una pianificazione furbesca che lo rende falso e artefatto, non coinvolgendo mai il lettore. Meglio dedicarsi a quello che uno sa fare meglio che volersi estendere a campi che non ci appartengono. Siete d'accordo? Senza rancore. S Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alessandro Peleggi alessandro.peleggi@clonwerk.it (24-03-2009) Un libro decisamente interessante che probabilmente non entrerà a far parte della storia alta della letteratura; la sincera confessione di un uomo comune con le sue ossessioni frivole come il cacao sul cappuccino e quelle più intense come il sesso. Un sesso vissuto in modo maniacale e spesso patologico. Un inno o forse una discutibile "lancia spezzata" a favore di una sincera, a volte pura, poligamia. L'amore totale per la figlia o meglio per la "paternità" accompagnato da un "modus amandi" disarmante, apatico, disperato e indifferente allo stesso tempo. Una narrazione fluida e scorrevole ne fa un libro a tratti piacevole e per certe tematiche lo definirei "immedesimante". Una lettura non superflua ma neanche irrinunciabile. Discreto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giovanna (19-03-2009) Questo è un bel libro; questo non è un libro sul sesso e sui tradimenti. Al contrario: “La separazione del maschio” sa raccontare, come pochi romanzi, il senso la gioia la fatica l’agio e il disagio di una relazione. E la mente dei bambini, l’incanto l’impegno le paure gli slanci della paternità. E anche i pensieri, i cinismi le vigliaccherie le scappatoie degli uomini (e delle donne). E lo fa attraverso una lingua chiara e pulita, e insieme suggestiva. Ma mai retorica.
Insomma, un libro da leggere, senza moralismi e tenendo sempre a mente una cosa: che quello del “maschio geneticamente privo di senso di colpa” (con tutte le conseguenze che comporta, sesso e tradimenti compresi) è un artificio letterario, un personaggio (il protagonista e narratore del libro), non un teorema. Quindi niente irritazioni e personalizzazioni, e buona lettura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vittoria (17-03-2009) io ho letto questo libro con la voglia di sapere come andava a finire, come si legge un giallo;
ho trovato interessante il misto di comico e di tragico con cui è raccontato l'impulso vitale di superare la paura del vuoto e della morte con quella esagerata attività sessuale, maschile e femminile, e il sospetto del maschio montatore che forse anche nel sesso c'è odore di morte;e mi hanno emozionato le suggestioni di malinconia e di tenerezza intorno alla vita coniugale, al rapporto con la figlia. è un racconto romantico e triste. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio fabiorossi_081@fastwebnet.it (09-03-2009) FASTIDIOSO. Ecco l'aggettivo che mi è venuto in mente leggendo questo libro... Esatto. fastidioso. Non capisco per quale motivo vengano pubblicati simili libri. C'è tanto autocompiacimento (della serie quanto so' figo, quanto so' bravo, quanto cito il cinema...), c'è tanto sesso (dettagliato ed inutile! Ma sto autore si crede Celine in morte a credito, o che so, Gean Jenet in notre dames de fleurs? Oppure ancora... Si crede di esser Rocco Siffredi? Ma per favore.... Anzi no ma mi faccia il piacere. Un dualismo maschio (trombatore impenitente) e padre (affettuoso) al limite del ridicolo.
Spero solo vivamente che il libro non sia autobiografico, sebbene qualche dubbio ce l'ho, perchè in tal caso l'autore è messo proprio male... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giada (08-03-2009) Libretto mediocre. Manca la forza e la tenuta della scrittura vera, a tratti anche molto irritante. Sparirà in fretta dal mio scaffale. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 41
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