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In una città qualunque, di un paese qualunque, un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è cosi. Gli viene diagnosticata una cecità dovuta a una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge la sua vittima in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città, e l'intero paese. I ciechi, rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbruttimento da chi non è stato ancora contagiato, "scoprono - come ha scritto Cesare Segre - su se stessi e in se stessi, la repressione sanguinosa e l'ipocrisia del potere, la sopraffazione, il ricatto e, peggio, l'indifferenza". Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4.85 / 5Fabio fabio.tadini@yahoo.it (29-01-2010) Cosa rimane di questo libro a fine lettura?? Banalmente la difficoltà legata all'uso spregiudicato della punteggiatura, soprattutto nei dialoghi (tra pagg. 254 e 256 ci sono 2 punti... non a capo...) e ciononostante la straordinaria leggibilità di frasi con 5-6, se non più, incisi.
Ma c'è molto più di questo: la grande capacità di Saramago di leggere prima nell'animo di ciascun individuo e poi di raccontarne come nessuno le dinamiche di socialità. E questo tema viene sviluppato in un libro a metà tra la filosofia e la psicologia sociale, eppure eccezionalmente scorrevole ed incalzante, capace in molti momenti di essere ironico.
Finalmente uno scrittore premiato che non si limita al puro esercizio di stile, ma lascia veramente qualcosa (moltissimo) ai suoi lettori, e non è poco!!! Voto: 5 / 5 |
Valentina (18-12-2009) Mi è stato consigliato da una amica lettrice, ma è andato oltre ogni mia aspettativa! Non conoscevo Saramago, ma il libro mi davvero colpito ed adesso cercherò di conoscerlo ancora meglio! Voto: 5 / 5 |
Elio (07-11-2009) Com'è possibile che non l'abbia ancora votato?
Rimedio subito. Questo romanzo,preso quasi per caso,mi ha fatto scoprire uno dei più grandi scrittori viventi. Dietro le righe,la violenza e la brutalità di questo romanzo ci sono parti di una tenerezza unica. In una società in cui tutti finalmente sono uguali ma nonostante questo sempre umani,terribilmente umani. Quasi tutti,perché una sola persona non ha perso la vista...
Capolavoro di Saramago insieme al Vangelo secondo Gesù Cristo. Voto: 5 / 5 |
esercizio di stile (19-10-2009) Un capolavoro.
Romanzo surreale che cattura il lettore per la crudezza, il cinismo e il disincanto delle descrizioni.
Nessun aspetto del mondo invaso dalla cecità è tralasciato da Saramago.
Da leggere. Per imparare a guardare anche la nostra realtà con occhi diversi. Voto: 5 / 5 |
Ant.74 (08-10-2009) E' un romanzo allegorico, è un romanzo bellissimo, è un romanzo di denuncia, è tutto ciò di cui nel mondo non vediamo, nonostante gli occhi: Soprusi, perdita di valori, indifferenza, disastri prodotti dalla globalizzazione, malattie etc. Da leggere e rileggere, per riflettere! Voto: 5 / 5 |
babi (31-08-2009) superato lo spaesamento iniziale per uno stile davvero originale, l'autore ti obbliga ad arrivare alla fine grazie alla cappa di ansia ed inquietudine di cui la trama è permeata. nel complesso è un libro che non può lasciare indifferenti, ma non nascondo che in alcuni momenti ho avvertito come eccessivi e ansiogeni lo squallore dei fatti e la continua ricerca di brutture da parte dell'autore. in una parola potrei dire scioccante. Voto: 4 / 5 |
Aeffe (25-08-2009) Un libro così merita un encomio anche se è l'ennesimo e non aggiunge niente a quanto già detto.
Un talento assoluto nella narrazione, un uso spregiudicatamente rivoluzionario della punteggiatura tale da risultare leggibilissimo e una conoscenza dell'animo umano da far venire i brividi.
Consiglio: dopo questo leggetevi un libraccio, tanto vi parrebbe comunque modesto. Voto: 5 / 5 |
Akhe (02-08-2009) Sono d'accordo con chi dice che ci si può staccare dal libro solo al momento in cui lo si è concluso! È un libro talmente affascinante da farmi letteralmente divorare pagina dopo pagina... Voto: 5 / 5 |
Megant (13-07-2009) Confermo e sottolineo i consensi degli altri lettori. Nonostante la struttura un po' confusa dei dialoghi è un libro eccezionale, scorrevole, appassionante. Ogni personaggio è dettagliato fin nelle pieghe più sottili dell'animo. Voto: 5 / 5 |
michela (19-06-2009) Il mio primo libro di Saramago mi ha aperto un universo filosofico di indagine sulla natura umana. Ho riflettuto- e lo sto ancora facendo- sul forte senso politico della sua discussione, sul suo modo genuinamente materiale di intendere il reale e sulle conseguenze profetiche delle scelte umane, sempre più abissali, sempre più esauste, incapaci di trovare se stesse. Ho scorto nella prosa rapida e sequenziale l'incedere del progresso che tutto controlla ma niente vede; il gusto, tutto umano, di patire e di ripartire; il senso oscurato delle certezze che ci circondano.E' un dialogo senza fine con un'umanità cieca, graffiata dai sogni ma incapace di guardare a se stessa. Voto: 5 / 5 |
franz (17-06-2009) Un'incursione a toccare le note più acute e più gravi nel pentagramma degli umani sentimenti. Una narrazione sperimentale ed incalzante che trascina dentro l'orrore della storia. Magnetico, inquietante e contagioso ..in odor di profezia :-) Voto: 4 / 5 |
Slump (03-06-2009) Magistrale incursione nella cieca ineluttabilità del Caso. Impossibile abbandonare la lettura prima di essere giunti al termine. Un capolavoro di Stile. Voto: 5 / 5 |
Brunella (19-03-2009) S T U P E N D O Voto: 5 / 5 |
barbara (18-03-2009) Montaigne, nel XVI secolo, scriveva che "...le leggi mantengono il loro credito non perché sono giuste, ma perché sono leggi ... chiunque ubbidisce loro perché sono giuste, non ubbidisce loro giustamente come dovrebbe". E' ciò che viene definito il "fondamento mistico dell'autorità": ed è uno dei sistemi usati dal potere quando, privo di reale legittimazione, rischia di collassare su sé stesso. "Cecità" ed il successivo libro di Saramago "Saggio sulla lucidità" appaiono, in questo contesto, estremamente emblematici e di una sconcertante e drammatica attualità. Metafora della vita? Miseria e grandezza dell'uomo? Molto di più. Talento letterario? Molto di più. Assolutamente da leggere !!! Voto: 5 / 5 |
Francesca TpV (12-03-2009) E' un libro bellissimo! Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |
Falco Pellegrino (08-03-2009) Una metafora sulla vita che lascia attoniti. Scritto magistralmente utilizzando uno stile personalissimo e una punteggiatura essenziale. L'autore evoca con pietas tutte le miserie e le grandezze dell'uomo, nel quale però sembra riporre più fiducia che nel trascendente. Un libro indimenticabile. Voto: 5 / 5 |
Fabio Palma fp@fabiopalma.net (07-03-2009) Sia chiaro, averne, e averne, di libri così. Sia chiaro, è un libro DA AVERE. E l'idea di base è puro genio, di quello che sgocciola perchè ce n'è troppo. Straordinario, anche se meno difficile di quanto si pensi nel seguirlo, lo stile. Sublime l'ironia. Insomma, non diamo la lode solo e solamente perchè al mondo, oggi, c'è Mc Carthy. Voto: 4 / 5 |
Paola paolaperrone.p@libero.it (04-02-2009) Qualora vi foste mai chiesti come si può sopravvivere senza uno dei sensi più importanti, questo libro vi darà una esauriente descrizione delle difficoltà che comporta non avere occhi per "vedere". La descrizione delle circostanze e delle conseguenze dovute ad una iprovvisa epidemia che si diffonde da una parte all'altra della città è narrata dall'autore in maniera magistrale senza tralasciare alcun dettaglio. Sicuramente non è un libro per chi non ama vedere il mondo attraverso le sue crude relatà. Una storia che vi farà vedere il mondo con altri occhi...Leggetelo! Voto: 5 / 5 |
Ala67 (01-02-2009) Ringrazio voi lettori IBS che, leggendo un'altra recensione, uno di voi ha suggerito questo titolo. Incuriosita l'ho preso e letto in pochi giorni. Un libro insolito, veramente inquitante e toccante. Nei capitoli della "quarantena" in manicomio, viene fuori tutta la crudeltà umana. Bello, bellissimo, un capolavoro da leggere. Voto: 5 / 5 |
DANIELA (07-01-2009) meraviglioso! con LA MONTAGNA INCANTATA di T.Mann e' il libro piu' bello che ho letto, avvincente, strano, toccante, particolarissimo, ti senti anche tu cieco e nello stesso tempo sei la donna che ci vede, non conoscevo l'autore ma veramente e' un genio Voto: 5 / 5 |
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