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Vargas Fred - L' uomo a rovescio | Ma è davvero un lupo che uccide tra le montagne del Mercantour? Mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un lupo mannaro. Quando Suzanne viene ritrovata sgozzata, il dubbio diviene certezza. Il disegno narrativo e la costruzione dell'intreccio disegnano un contesto in cui lo scenario aspro e selvatico della montagna fa da contrasto al calore della giovane Camille, eterna amante in fuga del commissario Adamsberg. Proprio lui, guardando distrattamente un servizio del telegiornale dedicato ai lupi, una sera crede di riconoscere la sagoma della donna nella piazza del borgo montano. È infatti in questi luoghi che la donna, assieme a un amico ricercatore, crede di aver scoperto in un "lupo mannaro" l'autore di una catena di orrendi delitti. Ma sarà il commissario Adamsberg, precipitatosi da Camille, a scoprire la sconvolgente verità.
12 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Fabrizio (17-01-2012) Anche questo è un ottimo libro della Vargas. L'ho letto dopo la cavalcata dei morti ma non mi ha assolutamente deluso! Scorrevole, lo si legge in un fine settimana. Trama avvincente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pam pamyoga@libero.it (05-10-2011) rispetto ad altri dello stesso autore, un po' prolisso e poco avvincente, manca come quel qualcosa che c'era negli altri Voto: 2 / 5 |  |  |  |
francesco c. (12-06-2011) E' il primo libro che leggo della Vargas e francamente devo dire di essere rimasto un po' deluso.
Peccato perché questa era una storia intricante e inquadrata in un contesto ambientale potenzialmente molto suggestivo. Già, potenzialmente! L'inizio è ottimo, il climax di tensione è portato avanti abilmente, poi però il libro inizia ad arenarsi e non riesce più ad uscire dalla secca. E' tutto troppo semplice, per chi ne mastica di gialli (anche se questo non è propriamente un giallo), non sarà arduo scoprire il mistero ed inoltre i personaggi sono stereotipati fino alla nausea. Non mi è poi piaciuta la prosa, anche se qui credo ci sia lo zampino del traduttore che probabilmente non ha dato il meglio di se. Tirando le somme, rimane una storiella piacevole, una lettura scorrevole e leggera, ma c'erano i presupposti per fare molto meglio....molto! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ragnetto (11-04-2011) Rispetto a "L'uomo dei cerchi azzurri" il racconto è un pò più fluido, i personaggi strambi ma non troppo e Camille, così "immateriale" nel primo libro della serie, qui è fin troppo presente...Ciò nonostante, è una bella storia, un bel giallo, e Adamsberg è davvero un gran personaggio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Kat70 (16-05-2010) Carino ma sottotono rispetto agli altri. E' ben scritto come tutti i romanzi della Vargas, ma secondo me è il peggiore della trilogia di Adamsberg. Si legge in pochissimo tempo ma non lascia un gran segno, l'ho trovato a tratti noioso e scontato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Robin (02-12-2009) Non è un capolavoro, ma mi è piaciuto. Come sempre, divertente e appassionante. Molto francese =) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simona proietti (10-07-2009) Sempre molto ben scritto, ma meno avvincente rispetto altri titoli dell'autrice. Qui, Frederica tradisce il suo proposito del giallo "semplice", complicando la trama con un colpevole poco credibile. Quello che resta alla fine, è la sensazione che il giallo sia solo la cornice narrativa della vera storia all'interno del romanzo: l'eterno lasciarsi/prendersi di Adamsberg e Camille. Comunque piacevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Slobodan tolstoi@virgilio.it (01-06-2009) Un ottimo libro, con dei bei personaggi. Mi spiace che il cacciatore di pellicce e l'osservatore di orsi sia il cattivo della situazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maro (07-04-2009) chiamatelo fiacco............ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
STEFANO R. (06-04-2009) Premetto che avendo sentito parlare e letto della Vargas quando in Italia una discutibile (ma forse comprensibile dal punto di vista editoriale) decisione della Einaudi aveva fatto uscire tre romanzi in ordine sparso, puntando soprattutto su "Sotto i venti di Nettuno", ho deciso di leggerli in ordine rigorosamente cronologico.
Pertanto la comparsa di Adamsberg, personaggio che entrerà nella storia della lettratura "giallo-nera" si è avuta ne "L'uomo dai cerchi azzurri".
In questo "L'uomo a rovescio" fa la sua entreé Camille e non sono d'accordo con i lettori che mi hanno preceduto: forse c'è un pò di prolissità, in alcuni punti, ma la perfezione dello schema "giallo" rivelata alla fine, vale il libro (anche se di serial killer per traumi psicologici infantili ne abbiamo conosciuti molti).
Quindi il mio voto è un 4 su 5. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vale (20-02-2009) Concordo con chi mi ha preceduto nel commento. Si legge ma nulla di che... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara Grasso (04-11-2008) A mio giudizio è il libro più "fiacco" della Vargas. Personalmente ritengo che "Sotto i venti di Nettuno" rimanga, ad oggi, il suo capolavoro Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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