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Proust Marcel - Alla ricerca del tempo perduto | "A confronto con l'opera di Proust, quasi tutti i romanzi che si conoscono sembrano dei semplici racconti. Alla ricerca del tempo perduto è una cronaca ricavata dal ricordo: nella quale la successione empirica del tempo è sostituita dal misterioso e spesso trascurato collegarsi degli avvenimenti, che il biografo dell'anima, guardando all'indietro e dentro di sé, sente come l'unica cosa vera. Gli avvenimenti passati non hanno più potere su di lui, ed egli non finge mai che quanto da tempo è accaduto non sia ancora accaduto, e che non sia ancora deciso quanto da tempo è deciso. Perciò non c'è tensione, non c'è acme drammatico, non c'è assalto e scontro, ne susseguente soluzione e pacificazione. La cronaca della vita inferiore scorre con armonia epica, poiché è soltanto ricordo e introspezione. E la vera epica dell'anima, la verità stessa, che qui irretisce il lettore in un dolce, lungo sogno in cui egli soffre molto, ma soffrendo gode anche la libertà e la pace; è il vero pathos del decorso delle cose terrene, quel pathos che sempre scorre, che mai si esaurisce, che costantemente ci opprime e costantemente ci sostiene." (Erich Auerbach)
Media Voto: 2.33 / 5ivano (22-01-2012) Ho cominciato a leggere l'opera di Proust, "Alla Ricerca Del Tempo Perduto", per curiosità, attratto dalle varie recensioni e, forse, soprattutto dal libro, che non ho letto, "Come Proust può cambiarti la vita". Avendo visto l'intera opera nella biblioteca del mio paese (edizione integrale in 7 volumi della collana Nuova Universale Einaudi, del 1973, a cura di Paolo Serini), mi sono deciso con coraggio a cominciare questo lungo viaggio ( luglio 2010-gennaio 2012). Sono partito con il primo libro, "La strada di Swann", e ho presto capito che Proust è lo scrittore che ho sempre cercato. Il suo procedere calmo nelle descrizioni delle cose che lo circondano, delle emozioni che vive, sono piene di poesia e hanno un effetto tranquillizzante. Leggendo Proust il lettore ritrova se stesso in quanto l'opera descrive, elaborandole in modo mirabile, le emozioni dell'uomo (la gelosia, il bisogno di affetto, l'attaccamento alla mamma, i tormenti causati dall'invaghimento ...), ciò che rende la "Recherche" anche terapeutica dal punto di vista psicologico. Certo, la lettura è impegnativa e faticosa a causa dei lunghi periodi e, a volte, è necessario fermarsi più volte su di una singola frase (forse a causa della traduzione datata).
Tutta l'opera è un paradigma dell'esistenza umana (per una spiegazione accattivante vedere M. Ferraris su YouTube).
... il TEMPO, il suo effetto distruttivo a discapito degli esseri (l'invecchiamento), e il Tempo ritrovato, dentro di noi, cioè i nostri vissuti (la vita vera) che, ripescati, diventano in un certo qual modo "Senza Tempo", in una dimensione atemporale, eterna.
A un certo punto Proust ci chiede se abbiamo ritrovato noi stessi nelle sue pagine, se quanto da lui descritto ci ha aiutato a discendere nel fondo del nostro abisso per portare alla luce quanto di nascosto vi è di noi (la vita vera). La risposta che posso dare è pienamente affermativa.
Lettura Fondamentale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco marcomauro2000@yahoo.it (07-11-2008) Chi acquista questo libro deve disporre di leggio da tavola; il volume non si può leggere stando comodamente seduti, tantomeno a letto, figuriamoci sul bus come si augura Citati; non lo si può leggere perché la stessa quantità di caratteri presenti in 3 pagine della densissima, maneggevole e pregevole edizione Meridiani, qui è compressa in 2 pagine; non si può sostenere il tomo con una mano sola perché il formato e il peso sono eccessivi; non lo si può consultare perché manca di qualsiasi indice (quindi al lettore è richiesta una memoria enciclopedica) e manca il segnalibro; non lo si può sfogliare agilmente perché le pagine sottilissime, e quasi trasparenti, si strappano; non lo si può annotare perché la formattazione e gli spazi fra le righe lasciano margini bianchi ridottissimi; non lo si può leggere perché la dimensione dei caratteri affatica irrimediabilmente la vista dopo pochissime pagine e andando a capo l'occhio molto spesso confonde la riga perché l'interlinea è troppo ridotta. A che serve questo librone?
La Recherche richiede al lettore totale dedizione e sacrifici; la si può leggere in 4 settimane a patto di dedicargli non meno di 10-12 ore al giorno ininterrottamente; l'Einaudi però impone al lettore un libro illeggibile; Perché?. Regalare 55 euro all'Einaudi perché li investa nell'ennesimo Supercoralli cartonato di qualche celebre pennaiolo? Questo l'Einaudi deve a Proust e al lettore? Ci rimettono certamente le traduzioni Bonfantini, Caproni, Fortini, Ginzburg, Giolitti, Neri e Serini; seppur datate potevano interessare il lettore di traduzioni.
Sappia comunque, l'unico eroe che si accecherà e che completerà la lettura - dovrà pur esserci almeno uno stolto -, sappia d'aver letto un'edizione vecchissima (dai 40 ai 20 anni) ormai desueta perché Gallimard (e Mondadori) hanno recentemente ricostruito completamente i libri postumi della Recherche. Sappia che questa Recherche è una raccolta di traduzioni a più mani su una ricostruzione vecchia - oggi considerata sbagliata - della Recherche. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
omar lastrucci (29-10-2008) precisiamo che il libro è un capolavoro di inestimabile masestria letteraria,ma..proprio non capisco che bisogno aveva l'einaudi di comrimere in un solo unico,pesantissimo voume tutti iromanzi della recherche,e a un prezzo elevatissimo rispetto alla qualità tipografica;ne ho sfogliato un volume in libreria;pagine fragili come seta,rilegatura cedevole in più punti,e,come ho detto,pesante e scomodo-Per quel prezzo non vale davvero la pena,l'edizione migliore della recherche,sia come veste grafica,traduzione e approfondimenti,è quella della mondadori. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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