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De Cataldo Giancarlo; Rafele Mimmo - La forma della paura | È il Comandante che dà forma alla paura. Governa con mente lucida una corte di mercenari, sbirri corrotti, politicanti spregiudicati. E una bellissima donna senza pietà. Si infiltra nel cuore dello Stato. Coltiva accortamente l'odio. Manipola il terrore vero e quello virtuale. E se un cucciolo del Maggio, un po' sbadato, si innamora della donna sbagliata e rischia di lasciarci le penne, peggio per lui. Ma il cucciolo ha la pelle dura. E un potente alleato. Lupo. Un poliziotto che sta dalla parte giusta. L'uomo che conosce meglio di chiunque altro il Comandante. E non lo teme.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Pino Chisari (13-04-2010) Non sono riuscito a finirlo. Personaggi stereotipi e scontati, trama banale. E' un libro scritto 'scientificamente' secondo i canoni editoriali del successo, già pronto per essere un copione cinematografico, ma non ha anima, né vera suspense... D'altra parte, De Cataldo, accettando le varie versioni cinematografiche del suo 'Romanzo criminale', ha già ampiamente dimostrato com'è facile cedere alle suggestioni commerciali della bassa qualità... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Walther (05-11-2009) premesso che a me sono piaciuti tutti i precedenti libri di De Cataldo, consiglio questo libro, dalla trama interessante ma non macchinosa, dove ancora una volta i confini fra "buoni" e "cattivi" sono labili, in cui si ritrovano vari elementi che, seppur di fantasia, permettono di comprendere la realtà e di come spesso le cose funzionino nel "dietro le quinte". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
don gralizoner (04-10-2009) Piccola macchina narrativa ben congegnata. Non è un libro che lascia impressioni durevoli, però, né sorprende il modo in cui tratteggia le trame che si svolgono nell'ombra nutrendo il nostro immaginario. Poco per "il primo thriller del mondo post-Bush" (così la quarta di copertina). Aspettiamo comunque il secondo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Raffaele Marando (07-09-2009) Vi acchiappa dalla prima pagina e vi molla all'ultima, quando non vorreste essere mollati. Vi fa rabbrividire, incazzare, sperare, sdegnare, e qualche volta anche ridacchiare. Vi fa riflettere, soprattutto, sul mondo multistrato in cui viviamo, dove quello che si vede in superficie potrebbe essere il contrario di quel che sembra e, ciò che è peggio, di quel che dovrebbe essere. Vi illude e vi delude per tornare a illudervi, perchè finchè ci sarà un Lupo la battaglia non è persa. Vi porta in giro per le strade e i quartieri di Roma con l'esattezza della topografia e soprattutto dell'atmosfera, che avevamo apprezzato nel celebratissimo Romanzo Criminale. Tutto questo in 260 pagine. Che si può pretendere di più da un libro? Forse solo una cosa: qualche decina di pagine in più nei punti giusti avrebbe giovato a tratteggiare in modo più approfondito la psicologia di qualche personaggio, dando meno la sensazione di sceneggiatura da film, ma non so se si possa considerare un difetto... Magari è solo il desiderio del lettore di prolungare il proprio piacere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gigi (27-06-2009) Ritmo serrato, trama coinvolgente, ultime 30 pagine da dimenticare. Peccato rovinare un bel romanzo con un finale scontato, banale e scritto di fretta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
daniela (21-06-2009) Non compratelo se immaginate un libro simile a "Romanzo Criminale"; gradevole, si legge agevolmente, forse il suo maggior difetto è quello di essere troppo somigliante ad una sceneggiatura e non avvicinarsi agli scrittori del genere. Le Carrè è ben lontano!
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea viddicu@hotmail.com (27-04-2009) Ancora un altro nel libro di De Cataldo. Io adoro questo scrittore che anche stavolta mette su una trama intensa e che funziona molto bene.
Bravo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tommaso (11-04-2009) Concordo con il tono televisivo, ma De Cataldo si conferma solido autore thriller ben sopra la media degli altri italiani! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
furio (18-03-2009) Non all'altezza di Romanzo Criminale, questo deve essere chiaro. Comunque una prova onesta, con una trama solida, una divisione netta tra buoni e cattivi magari anacronistica (oggi va di moda il gran mischione) però sincera. Forse un po' troppo televisivo, tra un capitolo e l'altro talvolta ci si aspetta che qualcuno chiami la pubblicità.
Furio Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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