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Savage Sam - Il lamento del bradipo | Andrew Whittaker è indebitato fino al collo, la rivista letteraria che dirige è a un passo dalla bancarotta, la casa in cui vive cade a pezzi e la moglie lo ha lasciato. Andrew però non molla. È una fucina di idee, progetti. Forse anche illusioni e velleità. E scrive, forsennatamente, a chiunque. Poi raccoglie tutto. Un presente e un passato di sogni, ideali e rimpianti emerge dagli stralci del suo strampalato epistolario: lettere di rifiuto ad aspiranti scrittori, lettere alla ex moglie, lettere a ditte incaricate di rifare i soffitti di casa, lettere di sfratto, annunci di appartamenti in affitto, appunti, cose pensate, bozze di racconti, pezzi di un romanzo, lettere alla madre, post scriptum per la badante della madre, pagine di diario, liste della spesa, cartelli per gli inquilini del palazzo, ancora lettere, ancora pensieri, ancora cartelli... Ne esce l'impossibile catalogo di un amabile perdigiorno. O, meglio, di un nevrotico e coscienzioso archivista del tutto e del nulla in cui siamo immersi.
| La recensione de L'Indice |
 "Nel caso la lavatrice non parta, invece di prenderla a calci avvertire la proprietà" "Cara Jolie qualche volta mi spavento all'idea che da un momento all'altro scenderò per strada ululando" "Se mi faccio saltare le cervella, dopo me ne pentirò?". Il libro di Savage è uno spezzatino narrativo che racconta la vita di Andrew Whittaker con un puzzle di annunci, lettere, liste della spesa, monologhi, abbozzi di racconti. Whittaker è il fondatore di "Bolle", rivista letteraria della provincia americana. È anche un affittacamere divorziato in lotta donchisciottesca con l'ottusità del mondo letterario e del mondo in generale. Luglio, agosto, settembre, ottobre: quattro mesi per quattro capitoli. Diciotto lettere alla ex moglie Jolie in cui racconta il suo decadimento artistico, economico, mentale e animalesco vista la somiglianza che sviluppa con l'animale del titolo, il bradipo. Se non fosse per il taglio autoironico e la ricca vena di humour rischierebbe di essere una storia al confine dei cliché dell'artista perdente, escluso dai clan della cultura di massa. In questa suo secondo libro Savage prosegue il connubio con il mondo animale a pelo corto. La metafora dello scrittore-bradipo è più debole di quella del topo-lettore del suo primo libro e best seller Firmino. Le scene di immedesimazione del protagonista nello stile di vita del bradipo sono comunque simpatiche. Come quando Whittaker imita il lamento del bradipo, grido di dolore e disgusto verso un mondo che non è in grado di capirlo. Alla fine Whittaker dovrà scegliere se arrendersi o continuare a combattere contro i suoi mulini a vento. Sarà il bradipo che è in lui a decidere. Federico Jahier |
6 recensioni presenti. Media Voto: 1.83 / 5cristina (19-01-2011) Ho letto prima Firmino ed è stata una lettura carina, diversa e non mi è dispiaciuto, poi il natale dell'anno scorso mi e' arrivato per natale il lamento del Bradipo, ho deciso di affrontare la sua lettura dopo un anno esatto che lo tenevo nella libreria, i commenti letti erano davvero poco poco entusiasmanti e purtroppo non si sono smentiti. Il personaggio è cinico ed egoista, l'altruismo nn sa neanche dove sta di casa, ma non e' solo l'antipatia che acquisisci verso il personaggio che non mi ha colpito ma il tutto nell'insieme, ho deciso di finirlo solo per capire come finiva.... domanda perche' ha una fine! lo sconsiglio a tutti... lasciate perdere, buttate via del tempo... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ciarlatani (23-11-2009) Un vero peccato! Sembra quasi che Savage, dopo lo splendido e commovente Firmino sia stato costretto a scrivere qualcosa, tanto per scrivere. Il risultato è un testo noioso fino al sonno e ridondante . Il tema poteva avere un suo valore se riassunto in tre cartelle. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Eugenio (10-11-2009) Tanto mi è piaciuto Firmino quanto poco mi è piaciuto questo.
Concordo con chi ha scritto che non vale nè il denaro che costa nè il tempo necessario per leggerlo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
claudio (15-10-2009) Assolutamente in disaccordo con i due primi lettori. Mi è piaciuto moltissimo, non meno senz'altro di Firmino, anzi. Mi sono anche specchiato in questo "bradipo" ambientato durante il periodo Nixon non a caso. Esilarante la sua racclta di tutto quanto ha a che fare con la scrittura, sia che sia una risposta ad un collaboratore di "Bolle" -la rivista di cui Andrew è direttore, caporedattore e quant'altro- sia che sia un invito ad un inquilino a pagare l'affitto. Per me merita senz'altro un voto alto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara (14-10-2009) Firmino era poetico, commovente fino alle lacrime, uno di quei libri che ti spiace finire, perchè vorresti adagiarti ancora un po' in quell' atmosfera così toccante.... Se vi aspettate qualcosa di simile...non comprate il lamento del bradipo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Filippo (20-09-2009) Un libro noioso...rimpiango il tempo che ho perso per leggerlo...mi sorprende come a certi autori venga fatta una tale pubblicità...soldi davvero buttati al vento... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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