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McCarthy Cormac - Il guardiano del frutteto |
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Titolo | Il guardiano del frutteto |
| Autore | McCarthy Cormac | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 225 p., brossura | | Traduttore | Pareschi S. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Tre uomini (il vecchio Zio Ather, il giovane Sylder che contrabbanda liquori e il ragazzino John), sono i protagonisti di una vicenda che ruota attorno a un cadavere, quello del padre di John, ucciso da Sylder e vegliato da Ather in un orto fra le montagne del Tennessee. Ma in un'agghiacciante commedia degli errori nessuno dei tre ha davvero compreso l'identità dell'altro. Il romanzo, primo dell'autore, ricorre a una lingua volutamente arcaica.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5raffaello raffaello59@hotmail.com (30-06-2010) Non sono un estimatore dell'autore, ma avendo letto qualcosa di McCarthy in passato, mi sono fatto tentare dal suo primo libro. Devo dire che l'ho trovato abbastanza noioso, personaggi stereotipati, una pignola e sovrabbondante descrizione della natura, non poi così selvaggia e aspra come l'autore si sforza di presentarcela quasi ossessivamente. In fin dei conti si tratta di boschi e torrenti, mica è la savana.
La venatura nostalgica pervade fortemente il racconto, come in altri dell'autore. McC. la rincorre incessantemente fino al dettaglio più minuto: nei paesaggi, nei gesti, nei suoni, nei colori dei boschi, nella vita degli animali, nell'attenzione interessata data dalle persone a cercare di interpretare qualsiasi segno che la natura trasmette.
Poco più che 30enne il "vecchio" Cormac e già vecchio, con tutto quell'afflato che mette nel libro per ricordare un mondo che era già scomparso e che lui deve aver rivissuto in mille racconti di bar e ricostruito certosinamente.
La trama abbastanza confusa, con dei corsivi a volte incomprensibili, appare infine secondaria. Probabilmente quello che interessa(va) all'autore era rievocare quel mondo e questo l'abbiamo capito. Anche troppo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ty_corey (27-04-2010) Volevo dare 4, perchè paragonato ad altri suoi scritti non merita il massimo.. ma spero che un giudizio alto porti il maggior numero di persone ad avvicinarsi a questo scrittore..che come ha scritto giustamente qualcuno nella sua recensione, è un genio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
geko (19-10-2009) bellissimo... non perfetto, non all'altezza delle prove della maturità, ok. Prevale lo sperimentalismo, l'influenza di Faulkner ma il mondo di McCarthy c'è già tutto e alcune pagine sono perfette, ad esempio la gatta che vaga dopo il diluvio e il suo miagolio in cielo, alla fine. Non trovo che ci sia niente di gratuito nella terribile (forse per qualcuno insostenibile) e meravigliosa rappresentazione del dolore animale, che è costante dell'opera di mcCarthy nella sua riflessione sul male, la casualità e l'innocenza. Gli animali rappresentano l'anima, qualsiasi cosa sia. E penso alla lupa di oltre il confine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (09-09-2009) Sono contento che almeno in questi anni Cormac McCarthy abbia un degno successo commerciale, derivante dal Pulizer e dalle trasposizioni cinematografiche (l'Oscar dei Coen è anche un po' suo).
Perchè c'è poco da fare, McCarthy è il numero 1. Francamente fatico a capire come uno scrittore del genere non susciti entusiasmi collettivi come altri nomi famosi, molto, ma molto meno talentuosi di lui. E' proprio vero che al giorno d'oggi ti perdonano tutto tranne il GENIO, come diceva Wilde.
Per questo McCarthy l'ho scoperto troppo tardi ma ho rimediato all'istante divorandomi tutta la sua opera fra cui il suo primo lavoro "Il guardiano del frutteto".
Indubbiamente non è il miglior testo di McCarthy, essendone anche il primo lavoro e quindi lo scrittore è ancora alla ricerca di uno stile e di un'estetica. Infatti dei romanzi di McCarthy è quello apparentemente più confuso, con molte parti rivolte al passato (in corsivo come suo solito) e senza un protagonista ben definito.
Però leggendolo con calma e dedizione, non lasciandosi confondere dai primi capitoli, la narrativa di McCarhty sboccia in tutta la sua magnificenza. E' forse il romanzo più "naturalista" di McCarthy, se cosi si può dire, un naturalismo vicino alla "Southern Gothic" cosi cara a Faulkner. Le descrizioni dei paesaggi spietati ed infiniti sono una manna dal cielo, pagine su pagine da scrittore in missione, da pelle d'oca per chi ama la letteratura e l'uso della parola (fantastica la parte della tempesta che allaga il frutteto). Il naturalismo si evince anche dalla proposizione asettica delle violenze perpetrate a uomini, animali e natura, come negli ambienti chiusi dei grandi naturalisti tedeschi.
Non posso non dare cinque stelle ad un libro del genere. Bellissimo.
PS: Einaudi, a quando la versione italiana di "Suttree", il più lungo lavoro di McCarthy, il suo capolavoro a cui darei 6 stelle su 5? L'ho letto in inglese, però devo dire che le traduzioni di Raul Montanari sono ottime. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (31-08-2009) Confuso, volutamente confuso. Una violenza sugli animali assolutamente gratuita che mi ha profondamente disturbato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Cristiana (12-07-2009) Scritto e tradotto benissimo. Qualche carenza nella trama....è del 1965.. lo scrittore si farà..... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio palma (07-03-2009) Cormac è un genio, a mio parere insuperabile. e allora? e allora probabilmente questo è un libro stilisticamente troppo difficile, ecco tutto. Non riesco a dire che non mi è piaciuto, perchè LUI è il massimo per definizione. Solo che gli altri suoi libri li ho letti e riletti, questo l'ho finito a fatica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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