|
|  |
Ruffolo Giorgio - Il capitalismo ha i secoli contati |
|
Titolo | Il capitalismo ha i secoli contati |
| Autore | Ruffolo Giorgio | Prezzo Sconto 15%
|
€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, VI-295 p., brossura |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
| |
|
| Alcuni sostengono che il capitalismo avrebbe imboccato una strada di autodistruzione di cui si può prevedere il necessario percorso e la sua inevitabile fine. Per Giorgio Ruffolo non è vero. Non c'era niente, nel passato del capitalismo, che fosse necessario e inevitabile. E non c'è niente di simile nel suo futuro. Perché le origini del capitalismo possono essere rintracciate ben prima della nostra epoca, prima dell'emersione del volto potente e inquietante dell'impresa contemporanea. Perché già l'antichità dell'Occidente, tra Grecia e Roma, conteneva in sé i segni di quella attrazione verso il denaro e verso la produzione di valore che costituisce l'essenza della produzione e dello scambio capitalistico. Il passato del capitalismo gode quindi una durata straordinariamente lunga, e questo spinge Ruffolo a guardare al futuro nella certezza che il capitalismo non avrà vita troppo breve. Perché esso ha dentro di sé la capacità di adattarsi ai tempi più diversi, l'elasticità necessaria a catturare l'immaginazione degli uomini di qualsiasi epoca, gli strumenti indispensabili per continuare a essere lo scenario economico del futuro.
Media Voto: 2.5 / 5sergio oliveri (30-10-2010) Dopo il godibilissimo “Quando l’Italia era una superpotenza” e il meno comprensibile e più prolisso “Lo specchio del Diavolo”, ho acquistato questo libro per la promessa indicazione di scenari futuri del Capitalismo. Purtroppo ne sono restato deluso. La materia è presa esageratamente da lontano, e soprattutto l’Autore sembra rivolgersi ad una singola elite di lettori in grado di comprendere per intero le fasi di processi di cui enuncia le premesse per poi indicare immediatamente dopo i risultati. L’uso corposo di citazioni rende il testo simile ad una tesi di laurea da presentare ad un relatore piuttosto che a degli studenti, oltretutto non sempre universitari; in particolare il capitolo in cui discute l’abuso degli strumenti della finanza è comprensibile (forse) solo a laureandi in economia: avrei apprezzato, invece, una spiegazione corredata da esempi, alla Piero Angela. Infine, la parte che dovrebbe indicare quegli ipotetici scenari di cui si diceva sopra è davvero poca cosa.
La presenza di qualche errore (“business are business”, per esempio) e di qualche corollario del tutto inutile mi ha lasciato, francamente, alquanto sconcertato. Insomma un titolo in più per Autore ed Editore, ma senza l’offerta di nuovi contenuti
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fabio Marchioni (28-09-2009) Il saggio è interessante e suggestivo nella sua tesi di fondo che poi è quella che emerge dall' assidua lettura degli editoriali dello stesso autore pubblicati su " La repubblica".
Come lettura però è piuttosto impegnativa sopratutto nei capitoli dedicati alle potenze economiche antiche. Probabilmente più indicato come opera tematica da spulciare a fronte di approfondimenti specifici che come opera divulgativa. comunque merita. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Ruffolo Giorgio |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|