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Ziarati Hamid - Il meccanico delle rose |
Akbar - che vive in un paese ai bordi del deserto dove si estrae la migliore essenza delle rose di Persia - è un capofamiglia religioso e rispettato e trova un modo tutto suo per rimediare ai torti del destino che gli ha rubato un figlio. Khodadad è appena un ragazzino quando fugge di casa in cerca di se stesso, nei giorni dell'anniversario del martirio dell'Imam Hossein e dei suoi settantadue seguaci. Donya ha conosciuto la felicità e la disperazione, prima di andare in sposa a un uomo che ha il doppio dei suoi anni. Mahtab stava per laurearsi in medicina e iniziare una nuova vita, quando è incappata nei Guardiani della Rivoluzione. Laleh ha il nome d'un fiore - quello del martirio - e forse è una "pazza d'amore": è lei, dal letto di un ospedale, in un lucido delirio, a tirare inconsapevolmente i fili di tutte le storie, e a restituire il volto contraddittorio del suo amato, il meccanico delle rose. Il quadro dunque è compiuto. Ma chi è al centro di quel quadro ? L'uomo che da il titolo al libro ha creduto - come tutti - di essere protagonista della sua vita, ed è stato una comparsa in quella degli altri. Quel che è certo è che sullo sfondo, dietro le tante figure, resta un Paese riconoscibilissimo ma mai nominato, per rispetto di chi - vivendo nei suoi confini - non può nominarlo.
Media Voto: 5 / 5Manuela di Trieste (24-08-2009) Non vedevo l'ora che questo sito riaprisse per postare il mio commento all'ultimo libro di Hamid, comperato impulsivamente e divorato in soli tre giorni.Non posso che confermare il parere di Fairy:rispetto al primo romanzo (che pure ho letto molto volentieri)l'autore è maturato, affinando capacità descrittive e linguistiche.L'avvio è forse un po' lento, ma dopo un po' riesce difficile staccarsi dalla pagina, tale è la sua capacità di traspoirtarci nel suo affascinante e tormentato paese (ma, come ha fatto notare un'altra lettrice,la vicenda offre solo uno spunto per riflettere su temi universali). Amici amanti del Bello, leggete e diffondete questo libro...ne vale la pena !!! Voto: 5 / 5 |
Giulia (24-08-2009) Un libro stupendo,intenso,struggente,profondo. Il personaggio centrale,Reza,il “meccanico delle rose”,viene descritto e raccontato attraverso la narrazione delle vite di coloro che l’hanno conosciuto,in un libro che coniuga sofferenza,violenza,guerra ad amore,dolcezza,amicizia. Le dolorose storie di Akbar,Khodadad,Donya e Mahtab si fondono per costruire il ritratto di Reza,devoto alle sue rose più di ogni altra cosa. Nell’ultimo capitolo,Laleh,donna innamorata di Reza,completa il suo toccante quadro,concludendo questo indimenticabile libro. Voto: 5 / 5 |
Maria (22-07-2009) Cinque racconti uniti da un filo, solo in apparenza sottile. Cinque storie, che coprono un arco temporale ampio (dal 1920 ai giorni nostri), ambientate in un paese (l’Iran, mai nominato ma riconoscibile da tanti dettagli) distante dal mondo e dalla cultura occidentale. Ma questa è solo la prima impressione, alla fine quello che il romanzo riesce a trasmettere è il concetto del dolore universale (al di là della longitudine) scaturito dalla perdita, vissuta in tutta la sua drammaticità, senza sconti di pena. La perdita di un figlio nato morto (nel primo racconto) si congiunge con quella di una figlia uccisa dai Guardiani della Rivoluzione (nell’ultimo racconto) in un cerchio che, almeno idealmente, si chiude. Un libro coinvolgente da leggere senza stupirsi se alla fine si avranno gli occhi lucidi. Voto: 5 / 5 |
fairy (05-06-2009) Anche questa volta è riuscito a commuovermi. Trovo una maturità nuova in questo libro che non c'era in Salam Maman. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |
Anna Zijno (26-05-2009) "Se è vero che «noi siamo bambole e il Cielo è una bambina», come recita una quartina di Omar Khayyam, forse la vita di ognuno di noi - come quella del protagonista di questo romanzo - può essere raccontata attraverso le storie di chi ci ha sfiorati"...si legge nella copertina del secondo libro di Ziarati. Per una come me che ama profondamente Omar Khayyam e le sue "Rubaiyat" sarebbe bastato solo questo per amare "Il meccanico delle rose". Ma Omar non c'entra, Omar dà solo una piccola traccia, perchè il libro è veramente bello e Ziarati supera in maniera brillante la sua seconda prova letteraria. Bello, davvero bello, complimenti! Voto: 5 / 5 |
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