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Vargas Fred - Un luogo incerto | Adamsberg, con l'impagabile Danglard, si trova, un po' annoiato, in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca: si tratta nientemeno che di "armonizzare i flussi migratori" con i colleghi di ventitré Paesi. Ma dove c'è Adamsberg tutto può accadere. E il ritrovamento delle diciassette scarpe - o come dice il preciso Danglard, "diciassette piedi, otto paia e un piede singolo" - spinge il nostro "spalatore di nuvole" a percorrere un'altra Europa: quella dove dopo quasi trecento anni la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo. Tra Londra, i dintorni dell'Hauts-de-Seine e la Serbia, attraverso il "nero tunnel" che conduce alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro, l'indagine poliziesca si intreccia all'esplorazione di quel continente ignoto che è la follia umana. Humour, fantasia visionaria, erudizione, colpi di scena, dialoghi strepitosi, capacità di indagare nelle pieghe più profonde dell'anima si fondono in un intreccio in cui Adamsberg fa i conti con il mito e la realtà del vampiro. E con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita.
Recensioni 1 - 20 di 56 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5Lucy (15-10-2011) Peccato. La grandissima Vargas - al solito - ha una delle sue trovate narrative straordinarie, ma si perde in una costruzione artificiosa e priva di carattere. Una storia pasticciata, piena di parentele costruite ad hoc per dar senso al filo conduttore, di coincidenze improbabili e personaggi stranamente (per l'autrice) inconsistenti. Ma siamo fiduciosi: il genio di Fred non si ferma qui. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
roman (12-07-2011) Mi spiace per chi riesca a definire complicato e macchinoso questo libro. Scorre come un torrente.
La vargas sta rinnovando il genere. Forse alcuni non se ne sono accorti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele (25-06-2011) Altro bel libro della Vargas, come al solito molto originale, molto intricato e pieno di quella dose di acido umore che da sempre accompagna le peripezie del commissario Adamsbergh. Un libro che si legge tutto d'un fiato e che fa passare veramente buoni momenti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MB (08-04-2011) Forse meno bello degli altri, bello, intrigante come gli altri, ma esattamente come per l'avventura in Canada, quando Adamsberg esce dalla Francia..perde un qualcosa....comunque da leggere, perchè l'atmosfera surreale della Vargas c'è tutta e vale il libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
liv (07-09-2010) leggendo le opinioni negative, credo che per leggere la vargas bisogna entrare in un ottica un pò surreale per poter assaporare al meglio la lettura...se no si rischia di trovarla senza capo nè coda.
Sono sincera la scrittura spesso a me risulta un pò labirintica e non scorrevole ma devo riconoscere che le storie sono sempre avvincenti e mai banali.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Fava a.fava@libero.it (02-06-2010) Uno dei migliori di Vargas a mio avviso. Credo che quando l'autrice afferma che "un delitto è sempre semplice", intenda dire che lo è l'atto in sé; non necessariamente devono esserlo anche il costrutto narrativo sottostante, le motivazioni che hanno scatenato il delitto, gli interpreti che ruotano attorno alla vicenda e il loro modo di essere e di esprimersi. Quello che mi colpisce maggiormente di Vargas è proprio la sua capacità di rendere realistici e quotidiani elementi di fantasia e fenomeni che appartengono all'immaginario collettivo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SAT (19-04-2010) uno legge il risvolto di copertina: a fre vargas non piaccino le storie assurde e complicatissime. e poi sfogliando sfogliano di fibise risucchiai in una macchinosissima vicenda di vampiri. vabbè. personaggi assurdi, irreali, dialoghi senza un briciolo di verosimiglianza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
letyhk (22-01-2010) E' il primo che leggo di questa autrice. Scorrevole e piacevole nella lettura ma decisamente troppo macchinosa la storia. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
antonio ricerca@orkus.it (13-01-2010) Molto più che un giallo... come quasi tutti i romanzi di Fred Vargas. Questa signora è capace di creare personaggi indimenticabili,lasciandoti con un'incredibile nostalgia della loro straordinaria umanità. E' terribile che nella vita di tutti i giorni sia rarissimo incontrare persone come queste.La svagata tenerezza di Adamsberg viene ancor più esaltata in quest'ultima avventura , proprio perchè il commissario è stato duramente strapazzato da una cattiveria quasi inconcepibile.
Un libro eccezionale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rocco (27-11-2009) mai letto un libro così improbabile, dove la storia fa le capriole per trovare un senso. la trama si slega e si rilega ad ogni pagina; quasi mai la trama sembra rispettare un filo conduttore logico e strutturato lungo un progetto. Cis ono pagine, dialoghi e descrizioni che potrebbero ben essere tolte senza perdere nulla del libro. 1 stella, ma molto, molto cadente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
MAURO (15-10-2009) Fine, misterioso, pauroso, scanzonato...........in una parola bellissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
brionytallis (23-09-2009) Adamsberg è sempre mitico. Però la Vargas poteva evitarci l'ennesimo ricorso ai vampiri .. mi sembra che quest'anno ne abbiamo avuti a sufficienza.
Sicuramente non è il migliore della serie ma i personaggi sono unici. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
senna977 senna@freemail.it (18-09-2009) A me è piaciuto davvero tanto. Non ho letto niente altro della stessa autrice, ma questo mi ha appasionato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emarilli (13-09-2009) I libri della Vargas mi piacciono perchè c'è sempre una qualche curiosità bizzarra da imparare, in questo caso la leggenda del vampiro di Highgate, i nomi di due stirpi di vampiri e altro.Quando chiudo il romanzo dopo aver finito di leggerlo corro sempre ad informarmi se la bizzaria che ho imparato è vera,fino ad ora è risultata sempre tale da lì si parte ma poi si scoprono ulteriori cose divertenti e questo mi piace tantissimo. Non concordo con chi critica lo splatter di questo romanzo perchè è funzionale alla storia e ne viene spiegato il motivo(altra curiosità da apprendere:nell'antichità il fegato era la sede...andatevelo a leggere!).Il 4 anzichè il 5 come valutazione è dovuto alla comparsa/coinvolgimento di un secondo figlio di Adamsberg e relativa parentela col suo rivale che lo salva da morte certa, una serie di coincidenze troppo assurde, ma tant'è. Adamsberg e la sua cricca sono favolosi come al solito,secondo figlio compreso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
jane (12-09-2009) Sono d'accordo con Standbyme e Charlie : questa volta la Vargas ha fatto fiasco. Più che il luogo è incerta la storia, poco coesa oltre che poco credibile fra vampiri e piedi tagliati, con una mole di inutili pagine. Si prenda un anno sabbatico la Vargas anziché sfornarci un altro horror così grottesco l'anno prossimo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (06-09-2009) Per fortuna che nel frontespizio Fred Vargas dichiara di non sopportare i gialli ultraviolenti che raccontano quindi intrighi complicatissimi che nella realtà non esistono “un delitto è sempre semplice” sostiene la Vargas. Mi sembra che ci sia una forte contraddizione tra questa affermazione e il delitto descritto in questo giallo. Non è riuscita l’autrice a creare un’atmosfera gotica che forse avrebbe un po’ giovato a tutta la struttura: è stato un tentativo miseramente fallito. Il movente che arma le mani dell’assassino è molto poco credibile. Ben poca è la tensione e il colpevole è fin da subito facilmente individuabile. Non bisogna approfittare della fama per ingannare così i lettori: sarebbe meglio scrivere un romanzo in meno ma meditare un po’ di più su quello che si sta scrivendo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luigi La Carrubba (03-09-2009) Se leggi un bel libro mai prendere il successivo dello stesso autore quasi sempre è una grossa delusione. Questo è il successivo. Noioso, prolisso, e improbabile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
bice (30-08-2009) Sarà che per carattere sono distante anni luce da Adamsberg,ma non riesco ad affezionarmi al personaggio,non mi "prende"come Montalbano.Il libro è veramente ben scritto,il linguaggio è preciso e tagliente,però forse la storia è un pò forzata,e a tratti falsamente macabra.I dialoghi fra Adamsberg e Danglard da soli valgono più del voto che ho dato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
PaolaV (25-08-2009) Ho comprato questo libro della Vargas dopo aver letto tutti gli altri che avevano per protagonista principale il commissario Adamsberg ed anche gli altri scritti dalla stessa autrice. Trovo che come sempre la Vargas sia inimitabile nel creare una suspence di un certo tipo, i personaggi si confermano tutti degni dell'attenzione del lettore anche perché ognuno di loro è attraente pur nei propri difetti (Adamsberg è sempre nelle nuvole, Danglard e la Retencourt sono sempre affidabili e sostegno di tutto il commissariato, etc.). Trovo però anche che per la prima volta sia stata messa "troppa carne al fuoco": c'è una sorta di rincorrersi di colpi di scena (es. il figlio sconosciuto di Adamsberg, la sua liberazione che ha qualcosa dell'incredibile, l'intrecciarsi di parentele mai accennate nei romanzi precedenti) che nuoce a mio parere all'equilibrio complessivo della storia. E' vero che uno dei pregi della Vargas è, secondo il mio modesto parere, quello di portare il lettore un pò a spasso fra le nuvole insieme al commissario, ma un minimo di semplicità e di rigore logico ogni tanto non guasterebbe. Speriamo che nel prossimo romanzo l'autrice ridimensioni un minimo il tiro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Clelia (28-07-2009) Inizia con un delitto impensabile,poi è una faticosa ricostruzione dei moventi e degli indizi, da un capo all'altro d'Europa, scavando nel passato. Forse è uno dei più surreali romanzi della Vargas. I dialoghi incatenano e riescono a far sorridere sempre e si conferma la presenza di vecchiette bellicose e risolutive come marchio di fabbrica della nostra Fred. E' un romanzo ambizioso,ma veramente troppo incredibile per essere credibile. Ma non è prprio per questo che amiamo Fred Vargas? Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 56
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