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De Silva Diego - Non avevo capito niente | Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.
12 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5anna (22-04-2012) un libro divertente. è vero che a tratti è un po' verboso, forse gli avrebbe giovato un po' di "sfrondatura", ma nell'insieme è scorrevole e godibile e, ogni tanto, dietro alle battute si intravede un po' più di profondità. un autore che vorrei conoscere meglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrico (12-03-2012) Bello, divertente, ironico e meditativo. Un bel romanzo di facile lettura e ritmo godibile. De Silva scrive di vita vera, di esperienze quotidiane che ci toccano da vicino. Una bella scoperta. Consigliatissimo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco ferraro (11-01-2012) Francamente mi aspettavo di più; la struttura che avevo letto nelle recensioni e nella presentazione era intrigante, però in sostanza il racconto è tutto lì, mentre lo leggevo aspettavo continuamente che si sviluppasse, che prendesse quota, ma non è successo. Ci sono queste continue riflessioni, digressioni, che potrebbero essere difinite "filosofico-esistenziali", forse caratteristiche della "napoletanità", ma alla lunga stancano e non apportano molto al racconto.
La vicenda è moderna e plausibile e talvolta ci si può immedesimare nei personaggi, non c'è altro, forse ci si potrebbe tirar fuori una buona fiction. Il personaggio migliore è Tricarico, la guardia del corpo che la camorra affida all'avvocato; anche la camorra ne esce quasi con un aspetto da commedia ed in parte anche simpatico, come se il suo ruolo l'avesse scritto Totò o Peppino De Filippo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio De Rosa (01-12-2011) Splendido personaggio Vincenzo Malinconico, divertente, arguto e triste allo stesso tempo. Ottimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vincenzo (10-11-2011) Questa è una bellissima storia d'amore e di filosofia, altro che romanzetto divertente!
L'autore mette in fila quello che non si riesce mai a dire al momento giusto e a fare, quando occorre, ma con una grande rivincita finale. Bene. Benissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (11-05-2011) Avete presente quando mentre leggete vi scappa da ricedere perchè vi ci ritrovate proprio in certe situazioni comiche? Ecco, con questo libro mi è capitato proprio così. Peccato che sembri un po' troppo sbrigativo, e poco scorrevole a volte, se no sarebbe davvero un gran bel libro! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
laura lalyct@tiscali.it (28-03-2011) Pagina 125... un'idea si insinua in me: lo mollo o no???? e alla fine l'ho mollato... mi spiace mollare, mi capita davvero raramente... ma questo libro non ha ne testa ne piedi... secondo me scritto senza cognizione di causa... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
MARIA ROSARIA (19-03-2011) Simpaticissimo. Ho iniziato a leggerlo in treno e mi ha fatto trascorrere delle ore piacevolissime. Tra l'altro penso che lo spaccato di "vita forense" che descrive sia assolutamente reale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (14-02-2011) Peccato, mi pareva interessante ed ero pronto a leggerlo con piacere, ma arrivato a pag. 90 mi sono fermato.
Troppo verboso, troppo rapsodico per appassionarmi.
Una struttura del genere la reggi se hai uno stile tale da far risultare ironica e geniale ogni riflessione, ogni divagazione.
E invece qui di pensieri memorabili- o comunque interessanti da leggere- l'avvocato Malinconico ne piazza uno su cinque. Il resto è francamente scritto bene, ma insapore come un bicchiere d'acqua fresca.
Con la montagna di libri nella mia lista dei "da leggere" non penso proprio che perderò altro tempo su questo. E, in conclusione, consiglio all'autore di leggersi "Zia Mame" per vedere come si scrive un romanzo di genere umoristico, che però piazza qua e là pure riflessioni serie e fulminanti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Vincenzo (08-02-2011) Altalenante, ma tende piu' verso il basso. Alcun spunti sviluppati bene, interessanti, ma raramente compiuti (la mentalita' camorristica). Altri trattati con sufficienza, retorici (il rapporto con i figli). Qualche personaggio interessante spesso schiacciato dall'ego dell'avvocato. Anche se mi piace lo humor intelligente presente in tutto il racconto, non lo consiglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Robin (17-01-2011) Riflessioni (spesso noiose) di un avvocato scarso alle prese con una vita piena di eventi negativi affrontati in maniera strampalata. Come il suo modo di parlare e di pensare, del resto.
Leggero, al limite del piacevole, ma comunque niente di che. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Rossella (05-01-2011) Arrivata all'ultima pagina non ho ancora capito se mi è piaciuto.
I miei sentimenti, opinioni nei confronti di questo libro sono contrastanti, esattamente come gli umori, le caratteristiche del protagonista avvocato Malinconico.
Non so quindi se mi è piaciuto, a tratti si, se l'ho odiato, a tratti no, se mi ha fatto ridere o riflettere, certamente si.
Beh vi dirò di più dopo "Mia suocera beve". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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