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Murgia Michela - Accabadora | Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.
Recensioni 1 - 20 di 102 recensioni presenti. Media Voto: 3.77 / 5Carla Federica (02-02-2012) Sto ancora cercando disperatamente, ma con grande sincerità, qualche nuovo scrittore italiano (giovane o diversamente giovane poco importa) in grado di muovermi qualcosa in più. Avevo grandi speranze in Michela Murgia, e per questo ho comprato il libro. Purtroppo le mie aspettative non sono state soddisfatte. E' un lavoro dignitoso, l'autrice ha studiato, si è applicata, ha imparato il mestiere, alla fine ha confezionata un buon prodotto per l'industria editoriale. Alcune parti assolutamente inutili, come il viaggio a Torino, sembra siano state inserite proprio per compiacere un certo pubblico che aspetta di ritrovare nei romanzi anche la strada di casa. Dovrei essere sarda (e non lo sono) per giudicare, in Sardegna sono stata soltanto da turista, ma mi pare che la Sardegna sia qui descritta come una delle tante campagne del nostro paese, mentre la sua speciale identità si perde, segnalata soltanto dai nomi un po' bizzarri dei dolcetti tipici. Il personaggio di Bonaria è inconsistente, assolutamente non penetrato. Insomma quasi zero emozioni. Voto 2 per l'impegno. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ferdi (15-11-2011) Un'idea originale (sul difficile e controverso tema dell'eutanasia) trattata xo' da una penna insicura, non matura ne' preparata abbastanza x conferire alla storia la drammaticita' e l'epos che la stessa avrebbe meritato! Il lungo racconto (definirlo romanzo e' un po' troppo) si lascia leggere velocemente ma questo non sempre e' un pregio...Impalpabile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mauro C. (21-10-2011) Che dire? Rievocare una figura come "s'accabadòra", con tutto il suo mistero e tutto il suo fascino è stata senza dubbio, una sensazionale idea. Su una figura come questa però, che aveva il compito di "accompagnare" i moribondi alla fine della loro agonia, direi, che si poteva scrivere decisamente di meglio. E se da un lato abbiamo una trovata geniale, dall'altro c'è un'evoluzione della storia che ha luci ed ombre. Alcune pagine sono anche pregevoli. Si resta sul tema; poi però ci si perde e si ha l'impressione che si stia quasi sfuggendo dall'enorme capacità attrattiva che la pratica arcaica dell'eutanasia emana, con la conseguenza che non ci si addentra in modo energico nel senso mitologico della figura e nella più approfondita analisi che ne sarebbe dovuta scaturire. Voto tre. Di stima! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniele (16-09-2011) Letto tutto d'un fiato in un solo giorno.. assolutamente bellissimo, emozionante, realistico, "verista" ma al contempo lirico e letterariamente splendido. Un libro indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosarino (31-07-2011) Mi è piaciuto molto. Soprattutto, mi è piacito il racconto del sodalizio che nasce (si spezza e si ricompone)tra la bambina e la donna che l'adotta. Non è un racconto di grandi emozioni, è... delicato. Io lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Patrizia (23-07-2011) In una struttura narrativa molto semplice agisce un linguaggio denso e potente: ci sono passaggi che ho sottolineato e riletto con grande piacere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (12-07-2011) Devo dire che è passato senza lasciare il segno. Dalle molte recensioni lette mi aspettavo ben di più.. insomma, interessante per quel piccolo scorcio che offre sulla vita in Sardegna, ma per il resto la trama è proprio poca cosa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alessia (27-06-2011) Lettura veloce, tradizioni e culture sarde belle da scoprire ma la narrazione non mi ha entusiasmato! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marina (25-06-2011) Nutrivo molte aspettative, visto il Premio prestigioso vinto con questo romanzo, invece sono rimasta delusa: la storia è senza mordente, forse anche banale; per niente avvincente, non suscita curiosità; io personalmente non vedevo l'ora di finirlo per archiviare la parentesi aperta sulla storia letta. Il mio giudizio è negativo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elettra (20-06-2011) L'ho trovato soprattutto una grande intrinseca dichiarazione d'amore alla terra di Sardegna più profonda, di cui si respirano gli odori, le tradizioni e i sentimenti nascosti. La trama scorre piacevolmente ma non è particolarmente avvincente. Invita alla riflessione, ma senza provocare troppo coinvolgimento. Certamente non è uno di quei libri che lasciano il segno, malgrado sia a tratti piuttosto pretenzioso. Mediocre. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gabryx_venite@hotmail.it (14-06-2011) Un inno alla morte e all'eutanasia che vuole sembrare poetico ma non vi riesce. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (23-05-2011) Non sapevo nulla di quest'autrice e quindi ho intrapreso la lettura senza alcun pregiudizio, tranne quello riservato a tutti gli autori italiani che, salvo rare eccezioni, tendono a piangersi addosso e a cadere nello stereotipo, nella letteratura come nel cinema. Scritto benissimo, trama avvincente, suspence e verosmiglianza, risvolti socioantropologici anche profondi affrontati con garbo, che non vanno a scapito della narrazione scorrevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia (21-05-2011) Un gran bel libro, dal sapore ben caratterizzato e una storia che non si dimentica. Oltre al modo di scrivere assolutamente apprezzabile, altro fattore di particolare pregio di questo libro è la lunghezza: non sempre servono 400 pagine per scrivere qualcosa di valido. Molto consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fraggg (26-04-2011) Bello: commovente e interessante. Descrivere una figura/leggenda che non conoscevo. Un po' dulusa sul finale, ma ne consiglio ugualmente la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vale (13-04-2011) Non sono tra le fan della Murgia. Ho trovato troppo clamore intorno a questo romanzo, anche se ha degli spunti interessanti e una dignitosa qualità di scrittura. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
AB (02-04-2011) Un libro che si fa leggere, con qualche autocompiacimento, tutto sommato direi sopravvalutato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Valeria (10-03-2011) Ho apparve finito di leggere questo libro e sto cercando di emergere dall'entusiasmo dell'innamoramento per dare un giudizio più obiettivo: concordo con chi scrive che la parentesi piemontese non c'entra niente. Direi che doveva aggiungere pagine e non poteva più attingere agli spunti che la vita del paese poteva offrire per aneddoti riconducibili con coerenza ala trama o alla vita di Maria. L'ho trovato scritto molto bene, anche se lo stile, così elegante e articolato, può non essere il miglior veicolo per descrivere le emozioni. E' un romanzo sulla maternità, direi questo. La maternità quando si esprime aldilà dei vincoli di sangue, nell'amore, nell'accudimento, nel riconoscimento dei bisogni e nel desiderio di soddisfarli. Commovente e dolcissimo. Le qualità superano i difetti. Brava michela, mi hai commosso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
andrea (07-03-2011) Brava Michela Murgia, un libro bello che si legge in poco tempo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra (04-03-2011) E' sempre stata controversa in Sardegna la figura dell'Accabadora ma questo è prima di tutto un romanzo.Io l'ho trovato molto coinvolgente,intenso,a tratti commovente.Parla del bene e del male,della vita e della morte,della giustizia e dell'ingiustizia.Brava Michela Murgia! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 102
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