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Pamuk Orhan - Il museo dell'innocenza |
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Titolo | Il museo dell'innocenza |
| Autore | Pamuk Orhan | Prezzo Sconto 15%
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€ 20,40 
(Prezzo di copertina € 24,00 Risparmio € 3,60)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 585 p., rilegato | | Traduttore | La Rosa Salim B. |
| Editore | Einaudi
(collana Supercoralli) |
Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Entrato in un negozio per comprare una borsa alla fidanzata, Kemal Basmaci, trentenne rampollo di una famiglia altolocata di Istanbul, si imbatte in una commessa di straordinaria bellezza: la diciottenne Füsun, sua lontana cugina. Fra i due ha ben presto inizio un rapporto anche eroticamente molto intenso. Kemal tuttavia non si decide a lasciare Sibel, la fidanzata: per quanto di mentalità aperta e moderna, in lui sono comunque radicati i valori tradizionali (e anche un certo opportunismo). Così si fidanza e perde tutto: sconvolta dal suo comportamento, Füsun scompare, mentre Kemal, preda di una passione che non gli dà tregua, trascura gli affari e alla fine scioglie il fidanzamento. Quando, dopo atroci patimenti, i due amanti si ritrovano, nella vita di Füsun tutto è cambiato. Kemal però non si dà per vinto. In assoluta castità, continua a frequentarla per otto lunghi anni, durante i quali via via raccoglie un'infinità di oggetti che la riguardano: cagnolini di porcellana, apriscatole, righelli, orecchini... Poterli guardare, assaggiare, toccare è spesso la sua unica fonte di conforto. E quando la sua esistenza subisce una nuova dolorosa svolta, quegli stessi oggetti confluiranno nel Museo dell'innocenza, destinato a rendere testimonianza del suo amore per Füsun nei secoli futuri. La storia di un'incontenibile passione, ma allo stesso tempo uno sguardo ora severo, ora ironico, ma certamente non privo di profondo affetto sulla Istanbul di quegli anni e sulla sua contraddittoria borghesia. Narratore elegante e sottile, Orhan Pamuk torna a raccontare la Turchia e Istanbul, la sua amata città, attraverso le storie, le vite e gli amori dei suoi abitanti, perennemente sospesi tra Oriente e Occidente, tra impellente modernità e stringente tradizione. In questo romanzo, il primo dopo il premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 2006, l'autore indaga nelle profondità dell'animo umano con l'abilità dello scrittore di qualità, portando allo scoperto passioni inconfessabili, irrinunciabili e al contempo irraggiungibili. Il racconto prende il via nei primi anni Settanta, nel pomeriggio di un bel lunedì di maggio, rischiarato dal "cielo tipico delle giornate di primavera a Istanbul". è in questa cornice che il protagonista, Kemal, scopre il significato più vero della parola felicità, tra le braccia della donna amata, la diciottenne Füsun, lontana cugina. Tra i due si accende una passione al primo incontro dopo molti anni di lontananza, una folgorazione che li travolge e li trascina in un rapporto che si alimenta di un erotismo intenso e coinvolgente. La passione non si spegne nemmeno di fronte ai sensi di colpa, alle convenzioni sociali e ai doveri familiari che attanagliano Kemal: è infatti fidanzato con Sibel, ragazza giovane, elegante e di buona famiglia, per di più colta ("Ha studiato alla Sorbona", ama ripetere il padre di Kemal). è la fidanzata ideale per uno come lui, anche se "la belva del desiderio ribelle lo divora", il miraggio di avere l'una e l'altra lo seduce, l'idea di perdere la fidanzata "approdo sicuro" economicamente e socialmente lo spaventa e la prospettiva di una vita senza l'amante gli procura una sofferenza non solo emotiva ma anche fisica. Nel racconto di questo rovello interiore e nella descrizione dell'anatomia della sofferenza amorosa si concentra e si ammira l'abilità del narratore Pamuk, che affonda a piene mani nel labirinto delle emozioni e dei desideri di una vita. Sullo sfondo di questo intreccio di sensazioni si snodano le tappe della tormentata esistenza di Kemal: il fidanzamento ufficiale con Sibel, la rottura del loro rapporto, il casto riavvicinamento a Füsun e l'entrata nella nuova vita che lei ha saputo crearsi. E poi l'amore per il cinema, l'impegno come produttore cinematografico, i viaggi alla scoperta dei principali musei del mondo (con numerose tappe anche in Italia) e infine, sconvolgente e certo insospettabile anche per il lettore più smaliziato, una rivelazione, che avrà il potere di trasformare il sogno in realtà e la realtà in un sogno. Felicità è stare accanto alla persona che si ama recitano i pensieri del protagonista e lo stesso autore, Orhan Pamuk si materializza nelle pagine finali di questo romanzo per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, in un onirico passaggio di consegne, da cui nascerà, un Museo dell'innocenza, monito perpetuo all'amore, che travalica i confini del libro per raggiungere direttamente il cuore dei lettori. "Un museo del genere esisterà davvero - ha dichiarato Pamuk in un'intervista - Così spero per lo meno. Dovrebbe aprire nel giugno 2010." Avrà sede a Istanbul, nel quartieri di Cukurcuma. Il biglietto di entrata è riprodotto in una pagina del libro. Narratore vibrante e appassionato, Orhan Pamuk, tratteggia con maestria la storia di un amore che sfida la morale e le convenzioni comuni, sullo sfondo della Turchia degli ultimi trent'anni, regalandoci un romanzo di grande impatto emotivo, malinconico e travolgente, che farà riscoprire il sottile piacere della lettura.
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti. Media Voto: 3.42 / 5l_aleph (04-04-2011) Sorprendente!!! E' vero, la parte centrale e' lenta, ma e' funzionale al libro che e' la metafora dell'attesa. Non si deve abbandonare un libro cosi', o non si sapra' mai cosa si e' perso. ...finale di una raffinatezza e di un'originalita' che hanno eguali solo in altri romanzi di Pamuk. Credo che chi non ha apprezzato non sia molto "esperto"....;-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Benjamine (12-11-2010) Premetto che condivido pienamente l'opinione di Cesare riguardo Kemal ... forse se avesse cominciato a lavorare non avrebbe sprecato una vita dietro una ragazzina, collezionando anche schifezze nel nome del cosiddetto amore. Comunque. Il libro è troppo lungo, troppo nostalgico e il finale semplicemente brutto. La prima parte l'ho letta con il fiato in gola perchè ha suscitato in me profonde emozioni, toccando corde molto intime. Ho provato personalmente un amore folle e incondizionato per un uomo che purtroppo ha avuto troppa paura di mettere in gioco la sua tranquilla esistenza. Il mio 3 è quindi una sorta di media fra l'entusiasmo e l'empatia che ho provato all'inizio e la noia e l'incredulità sentite leggendo la cronaca interminabile di una vita spesa a non fare un benemerito nulla e per di più piangendosi addosso. Se volete apprezzare Pamuk consiglio Il Mio Nome è Rosso. Se desiderate stare male (e magari avete alle spalle un amore infelice) leggete pure questo, non vi deluderà. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
elenucchia (06-09-2010) Ho letto "Il mio nome è rosso" piena di meraviglia, ho letto "Il museo dell'innocenza" e non posso credere che l'abbia scritto lo stesso autore! L'idea da cui nasce il romanzo e gli spunti che questo vuole suggerire non bastano certo a giustificare le oltre 570 pagine che risultano di una noia mortale. Non solo, la scrittura è tremendamente povera, ripetitiva, elementare. Per non parlare dell'autoreferenzialità del finale in cui il protagonista cede la parola allo stesso Pamuk. Pietoso! Va bene che hai vinto il nobel, ma non è che allora puoi pubblicare la qualunque, o no?! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Bianca bmisura@hotmail.it (04-09-2010) Il libro? Bellerrimo. Immagino che noi donne lo possiamo apprezzare meglio, essendo sentimentali di DNA. Fa venire voglia di andare ad Istanbul, percorrere le vie, luoghi, entrare nell'appartamento Merhamet,visitare il museo, incontrare personaggi.
Una nota: io lo letto in versione inglese, publicato dalla Faber & Faber, peraltro costa £7.90, e credo sia stato tradotto davvero meglio dalla giornalista inglese Maureen Freely. Ho letto le prime pagine in italiano ... credo che il passato remoto non doni veramente al linguaggio usato da Pamuk.
Dal primo capitolo: "Please bring it tomorrow. Don't forget", Funsun said, her eyes widening. "It is very dear to me."
Vero che la parte centrale del romanzo è un pò troppo lunga ma non perdetevi d'animo, arrivate alla fine, ne vale la pena.
Buona lettura! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rita (02-09-2010) Sono pienamente daccordo con chi afferma che il romanzo è piuttosto noioso e ripetitivo, è esattamente quello che pensavo mentre lo leggevo. Ci si aspetta sempre che accada qualcosa che dia slancio al romanzo, invece niente... La storia non è male, ma per il suo contenuto avrebbe potuto entranci in un centinaio di pagine. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Cesare (07-06-2010) Non garantisco miracoli, ma questo libro è un vero rimedio naturale per l'insonnia. Con circa il prezzo di due scatolette di Tavor da 1 mg si hanno risultati davvero sorprendenti, anche grazie alle continue, comunicative, sbronze del protagonista. Purtroppo, dopo solo 600 pagine, arriva il finale a sorpresa ( ma non troppo ) a scuotere il lettore da tante belle dormite. Un finale doloroso che dovrebbe commuovere e riscattare l'insulsaggine della vicenda, ma che riesce solo ad indisporre chi si era ormai rassegnato verso un lentissimo, asfissiante epilogo felice. Neppure l'idea di raccogliere paccottiglia in un museo, come emerge dal testo, è originale; quello che invece Pamuk dovrebbe spiegare a noi poveri mortali è come faccia Kemal a campare serenamente 62 anni senza mai lavorare un solo un giorno. Magari, se lo sapessi, troverei il tempo per innamorarmi più spesso anch'io. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
renata (11-05-2010) L'innocenza...si perde...ma l'amore rimane impresso nell'animo del protagonista per sempre. un romanzo delicato, ambientato in una istanbul fortemente ancorata alle tradizioni,incentrato su un sentimento profondo che segna le scelte di vita del protagonista. non vi e' modo migliore di "lasciare traccia" di un amore "pulito", esponendo attraverso semplici oggetti, la forza travolgente di un sentimento che lega un uomo ad una donna.
un romanzo che invade la sensibilita' e lascia un senso di appagamento interiore non trascurabile.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabio oldholden@libero.it (22-03-2010) Dopo aver letto questo libro ho avuto una senzazione di appagamento assoluta,è vero che durante la lettura mi sono emozionato molto raramente, ma ho trovato ogni parola scritta sulla ossessione d'amore del protagonista,vera ,dolorosa e definitiva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo57 (24-02-2010) La scrittura di Pamuk è come al solito gradevole e scorre con grande fluidità, la trama l'ho trovata alquanto assurda e alla fine stucchevole
(dove lo si trova uno che collezione 4213 mozziconi di sigarette?????). Voto: 2 / 5 |  |  |  |
paola cellario@tin.it (19-01-2010) bellissimo libro ,un museo di competenze,intelligenza bellezza ,intelletto e capacita' di umanita' e sentimenti
la descrizione dei personaggi e' precisa e anche quella degli oggetti della bella Fusun, personaggio duplice
bellissimo, unico, imperdibile
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kenparker (17-01-2010) SONO D ACCORDO CON CHI LO TROVA A META PERCORSO UN PO NOIOSO...MA LA STORIA D AMORE RACCONTATA E FANTASTICA PURA .NON SO SE SONO TONTO MA HO DOVUTO FARE DELLE RICERCHE SU INTERNET PER SCOPRIRE CHE I PERSONAGGI DESCRITTI ERANO INVENTATI...MI SEMBRAVA UN AMORE TALMENTE REALE DI QUELLI CHE NE BASTANO UNO PER TUTTA LA VITA... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
piergiorgio (12-01-2010) Fino a metà stupendo, poi una fase di stanca, ma finale bellissimo! E' un libro triste e malinconico, una storia d'amore intensa che ha consumato la vita di un uomo, felice tuttavia di averla vissuta così. Una passione travolgente che ha trasceso il tempo e mitizzato la figura dell'amata, e sullo sfondo pregi e difetti di una meravigliosa Istanbul di trent'anni fa. Consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
g.m. (11-01-2010) Qui il tempo è un altro tempo...
Per chi sa l'ostinazione dell'amore.
Davvero molto bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
patrizia (10-01-2010) Romanzo complesso, con descrizioni della città di Istanbul superlative, esemplare nella narrazione dell'amore, sublime e totale ,agli antipodi rispetto alle esperienze di vita odierne in cui niente dura e nulla ha valore. Da leggere assolutamente| Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristina (06-01-2010) ho letto ISTAMBUL prima di perdermi nelle pagine stupende del Museo dell'innocenza. Non si può ma soprattutto non si deve leggere in fretta le descrizioni degli istanti di assuluta felicità che Pamuk ci regala parlando dell'amore. Ogni frase non è uguale a nessun'altra e l'autore scende negli abissi del cuore come solo chi è innamorato sa fare. Mi piace anche la dolce malinconia che tiene per mano lo scrittore turco mentre cammina nella sua città per riscoprirla ogni giorno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica (19-12-2009) E' il secondo romanzo che ho letto di Pamuk (l'altro è stato "Il mio nome è Rosso)e posso solo esprimere la mia delusione per un libro che inizia bene, ma che nella parte centrale diventa di una noia mortale, tanto che avresti voglia di invitare calorosamente Kemal a cercarsi un lavoro, un'occupazione qualsiasi o a fare del volontariato pur di togliersi Fusun dalla testa. Mi dispiace molto perché il libro è ben scritto; gli ultimi capitoli in cui si parla dei musei e dei collezionisti sono davvero belli. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mnuela di Trieste (03-12-2009) Dopo avere faticosamente portato a termine la lettura di "Il mio nome è rosso"credevo che non avrei mai più preso in mano un libro di Orhan Pamuk...invece, inspiegabilmente, non appena è uscito questo romanzo ho sentito l'irresistibile impulso di acquisirne una copia. Non me ne pento:dopo un avvio lento e poco entusiasmante mi riusciva difficile staccarmi dalla pagina. Chi è alla ricerca di colpi di scena e facili emozioni può rimanre deluso; ma chi apprezza il fascino delle piccole cose ed ama le descrizioni dettagliate (oltre all'analisi psicologica dei personaggi, campo in cui Pamuk ha pochi rivali)troverà il libro pienamente appagante. Certo, non è un romanzo da leggere tutto d'un fiato:va centellinato, assaporato poco a poco...il che contribuisce a ripagare il lettore della spesa sostenuta,permettendogli di tenere la mente occupata per parecchie ore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
YDC (30-11-2009) E' il primo libro di Pamuk che leggo e seppure all' inizio fossi perplessa sulla profondita' del contenuto, mi sono ricreduta in corso di lettura. Sono concorde con chi ha scritto in maniera molto critica che il libro e' spesso fermo, pesante, snervante ma al tempo stesso mentre volge al termine ti ripaga di tutta la lentezza sooportata fino a quel momento.
E' senza dubbio un libro malinconico ma non privo di poesia che, alla fine tirando le somme. ho apprezzato molto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
cristina (15-11-2009) Ho iniziato questo libro oltre un mese fa. Avevo letto la trama su alcuni giornali e mi era sembrata interessante. Mi sono sempre piaciuti i libri che parlano di un amore assoluto come quello di Kemal e Fusun. Nonostante ciò è quasi una sofferenza continuare a leggerlo. Non succede mai nulla! Ho provato anche a lasciarlo ma poi la curiosità per vedere come va a finire mi ha spinto a continuare a leggerlo.Mi piacciono molto le descrizioni che l'Autore fa della sua città e mi è venuta voglia di andare a Istanbul.E' il primo libro che leggo di Pamuk e quindi non posso fare un paragone con altri scritti da Lui.Certo leggerlo mi da una sensazione di torpore.Dicono che la fine riscatti tutte 575 pagine. Speriamo. Io speranziosa continuo a leggerlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sandra (15-11-2009) A me ha coinvolto ed è piaciuto tantissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 26
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