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Lattanzi Antonella - Devozione | Tra regolari visite al sert, sterili incontri con medici e psicologi, litri di metadone in affido, astinenza che morde e frantuma le ossa, il rapimento di Annette, ragazza ricca, potrebbe risolvere una volta per tutte il problema di procurarsi la roba. Svanita l'onnipotenza dello sballo, però, il sequestro della francesina è un incubo che fa paura. Come i rapporti indispensabili ma ormai avvelenati - la madre, la sorella, l'amica Giara - che Nikita non ha saputo salvaguardare. Come il sogno di diventare scrittrice, sgretolato ogni giorno di più dai buchi in vena. Come l'Epatite C: killer silente che sta decimando uno dopo l'altro i suoi amici. E che forse anche Nikita ha contratto. Nikita non è Christine F. Nel 2006 la tossicodipendenza non è più solo ruberie, marchette, squallore. Nel 2006 il metadone - la droga dello Stato - libera dalla strada, dall'emarginazione coatta. Ma Nikita sa che può incatenare a una dipendenza infinita. È difficile smettere di amare l'eroina.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.44 / 5massimo (05-10-2011) Un libro crudo, che racconta una storia molto dura e al tempo stesso vera. La prosa è incalzante, incisiva. Scorre molto, però a un certo punto sembra avvolgersi, stancarsi. Si arriva alla fine un po' col fiatone. Complessivamente un libro discreto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franca (27-08-2011) Brava la Lattanzi. Essenziale e dolorosa la sua prosa. Aspetto i prossimi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vale (23-05-2011) Mi è piaciuto. Crudo (a tratti troppo) ma vero. Una brava scrittrice e un romanzo da tenere in considerazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
M. (13-05-2011) Bello e durissimo. Questa autrice mi è stata segnalata da un amico che aveva visto giusto. Giovani scrittrici crescono! :) mary Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Charlie (28-03-2011) Una storia che racconta il contrasto stridente tra l'esistenza giovanile e la presenza immanente della droga. L'eroina è la cupa protagonista delle vite dei ragazzi che vivono e muoiono in questa storia. La scrittura, cruda e contaminata sostiene un racconto che talvolta sembra tendere l'orecchio ad altre storie già viste e già lette. Comunque un buon romanzo d'esordio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito (12-05-2010) E' un romanzo eccezionale da tutti i punti di vista: linguistico, letterario, umano. La Lattanzi è una maestra di stile e dà vita a personaggi di giovani che, sebbene possano risultare a volte sgradevoli perchè distruttivi, hanno delle psicologie interessantissime. Il libro è pieno di innovazioni a livello di racconto che cambia continuamente , con continue sorprese narrative . Lo stile oltre che elevato è anche cinematografico e c'è molta suspance. Trovo poi geniale l'alternarsi nei dialoghi dei dialetti calabrese e barese, con in più il personaggio di Annette, che si esprime in un curioso misto di italo-francese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luigi r. (27-04-2010) ho appena finito di leggerlo, sicuramente lo rileggerò subito, per gustarmi tutti i particolari curatissimi, sia delle azioni che degli stati d'animo che delle descrizioni (mai sterili, sempre funzionali). la natura sempre presente nella sua bellezza distaccata dalle vicende umane mi ha fatto pensare a leopardi. la lingua è sorprendente, la storia avvincente, i personaggi vivi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ada bassi (19-04-2010) non so come abbia fatto l'autrice a porre la stessa cura nella descrizione realistica (pare di vedere un film) e nella scelta del linguaggio sempre adatto ad ogni momento. Il libro mi ha preso dalla prima parola all'ultima. ho sofferto con i protagonisti e, malgrado tutto, ho sperato con loro. assolutamente lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola (16-04-2010) E' un romanzo avvincente, coinvolgente, sconvolgente. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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