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Nove Aldo - La vita oscena | "Ero piccolo ma già sapevo che riempirsi di cose era il modo che usiamo per sentirci il più lontano possibile dalla morte". Un bambino osserva il mondo degli adulti con la sua voce tersa e visionaria. Il padre che guida velocissimo cantando jingle di Carosello, ma da quando la moglie si è ammalata spesso ferma l'auto di colpo e "fa la faccia della morte". La madre che era una hippy e ora ha il cancro e aspetta la morte, ma a morire per primo è il marito, "come un'offesa inimmaginabile". Rimasto solo, ormai adolescente, il protagonista sprofonda nell'alcol e negli psicofarmaci finché per errore non manda a fuoco la casa. E comincia la sua iniziazione all'abisso, dove droga e irrefrenabile desiderio sessuale ricalcano il meccanismo dell'attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze. Una specie di morte in vita da cui però - imprevista - affiora la rinascita.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5MilanoNoire milanonoire@gmail.com (08-05-2012) Un cazzotto nello stomaco, bello davvero. A volte, fa piacere constatare la sincerità e l'autenticità di una storia senza falsi pudori. E' così, se vi pare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
camu (24-02-2012) Ho voluto riprovare a leggere ancora questo autore. No, ci trovo poco. Artefatto, irritante.
Non ne voglio più sapere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
DANIELA dani.parena@libero.it (21-02-2012) Appena inizi a leggere "La vita oscena" ti arriva addosso un'ondata di dolore che non riesci a scansare, ti sovrasta e poi ti sommerge come uno tsunami. Parole dure, durissime ti colpiscono come una scarica di proiettili. Cancro. Morte. Solitudine. Disperazione. Psicofarmaci.
Un adolescente che perde entrambi i genitori, il vuoto e l'angoscia che iniziano già prima, dalla paura di questa morte, e dopo è come se il protagonista premesse un pulsante di espulsione da sé: inizia a vivere senza esistere, in uno stato di perenne alterazione da alcool e cocaina, dove tutto è amplificato ma anche allontanato, come in un presbite tentativo di messa a fuoco della realtà.
Poi pagine e pagine di attesa della riemersione che, invece, è frustrata a ogni passo, a ogni gesto del protagonista dalla sensazione di un inabissamento senza fondo. È un flusso di coscienza, o piuttosto di incoscienza, il racconto senza sconti e senza commiserazione di un tentativo dopo l'altro di auto annientamento, che passa attraverso l'alcool, la droga gli psicofarmaci e poi il sesso, comprato in ogni possibile forma.
Ma la scrittura ha il ritmo della poesia, e qualcosa di poetico ti raggiunge anche nei momenti più squallidi e angoscianti. Forse è la totale assenza di giudizio che spiazza, perché il protagonista non giudica se stesso né gli altri, forse è la capacità di fotografare in modo preciso e persino asettico questa condizione di non-vita, che riesce a raccontare senza voler stupire né colpire o scandalizzare.
C'è qualcosa di molto potente in questo racconto. Per il protagonista non c'è morte e non c'è rinascita, c'è solo la vita, e l'inferno che ha dentro e che pure può attraversare. Per uscirne. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (02-01-2012) Una storia di droga, sesso e solitudine. Libro toccante in cui l'autore narra la sua vita dall'infanzia alla giovinezza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
irene (27-10-2011) oscenità e bellezza. storia commovente e dura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberta (16-01-2011) Avete presente Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire? Mi è sembrava la versione maschile..
Non ho apprezzato il modo di scrivere.. a volte troppi particolari.. altre volte per niente..
E poi le frasi.. prima brevissime.. e poi lunghissime.. come se non avesse fiato per parlare..
Mi aspettavo un libro nel quale si sottolineasse una specie di rinascita..
Penso sia uno dei libri più brutti che ho letto recentemente.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alberto bertexbo@yahoo.it (06-12-2010) Non conoscevo Aldo Nove, l'ho sempre snobbato in libreria. Mi è capitato questo libro tra le mani, mi ha ispirato ed è stata una folgorazione.Il modo di scrivere mi ha ricordato a volte Ginsberg per il suo modo di trasformare la prosa in forma poetica ma colpisce soprattutto la forza emotiva del testo, ti entra sottopelle e non ti abbandona più! Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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