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Holt Anne - La porta chiusa |
Helen Lardahl Bentley è il primo presidente donna degli Stati Uniti. Ha prestato giuramento da soli quattro mesi, e ha deciso che la sua prima visita di Stato sarà in Norvegia, il suo paese d'origine. Ma appena arrivata a Oslo, sparisce senza lasciare tracce. A indagare sul suo probabile rapimento le menti migliori della polizia norvegese e dell'FBI americano. Arriva cosi anche Warren Scifford, il responsabile dell'unità di scienze comportamentali con il quale Johanne Vik ha avuto una contrastata storia d'amore. La sua presenza rischia di compromettere il delicato equilibrio di coppia di Johanne e Ingvar Stubø, ma la posta in gioco è troppo alta per tirarsi indietro. Ma ben presto si scopre che nel passato della Presidente esiste un'immensa zona d'ombra capace forse di spiegare il motivo della sua scomparsa.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2 / 5Monica (17-12-2009) "Quello che ti meriti" e "Non deve accadere" erano ben altra cosa. Questo invece mi ha deluso tantissimo...Incommentabile. Voto: 1 / 5 |
luca lucamazzei@iol.it (14-12-2009) E' il primo libro della Holt che leggo e mi è sembrato tutt'altro che noioso. Certo non è un capolavoro nè tantomeno una "grande trhiller", ma per passare un paio di pomeriggi mentra fuori piove mi sembra l'ideale. Voto: 3 / 5 |
tania (17-11-2009) Definisco questo libro un'occasione sprecata: non c'è nessun approfondimento dei personaggi e la storia è talmente strampalata da risultare comica.
Amo molto la coppia Ingvar/Joanne, ma in questo romanzo è praticamente assente. E che dire poi del segreto di Joanne? Sviluppato in una riga...che peccato! Voto: 1 / 5 |
Federico (06-11-2009) Anne Holt sorprende ancora una volta con un nuovo capitolo della saga che vede come protagonisti la criminologa Vik ed il poliziotto Stubo, personaggi complicati, reali, incredibilmente vivi. L'Autrice sorprende perché si è dimostrata (con questo terzo libro) di poter cambiare...cambiare genere di storia, stile ma di rimanere sempre la stessa (per fortuna europea e mai troppo "statunitense", sebbene di USA se ne parli molto in quest'opera). Infatti non ha nulla di somigliante con "Quello che timeriti", come dopotutto il secondo romanzo (Non deve accadere). Forse, questa volta, la storia potrebbe deludere un poco, ma ciò non toglie che si possa parlare di una bona opera (tenuta alta, a parer mio, dagli incredibili personaggi che la popolano e che, con la loro umanità, la rendono ricca: personaggi, insomma, troppo vivi in grado, per questo di affascinare). Indiscusso successo (il migliore libro, in altre parole), comunque, resta Quello che ti meriti. Voto: 5 / 5 |
rossana d'alessandro rossanadalessandro@libero.it (28-10-2009) Noioissimo e sgangherato: sfido chiunque a capire come hanno realmente fatto ad impadronirsi della presidente..bel servizio di sicurezza, fra parentesi. E non parliamo delle coincidenze assurde, come quella della rapita che si trova nella cantina della poliziotta paralitica... e la Vik odiosa e scorbutica con il suo pazientissimo uomo. Ma soprattutto noioso, noioso, noioso. Voto: 1 / 5 |
mc (27-10-2009) Sorprende che un editore come Einaudi pubblichi un giallo come questo. I personaggi sono inesistenti e sembrano disegnati con lo stampino. La vicenda poi e' assolutamente improbabile, e sembra cucita assieme - malamente - solo per giustificare le 430 pagine del testo. Gli eventi culminanti sono frutto del caso e aggiungono un elemento di irrealta' quasi comico.
Complessivamente, un'altro libro di AH assolutamente da sconsigliare, e pubblicato solo per sfruttare l'onda del "giallo scandinavo". Voto: 1 / 5 |
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