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Parrella Valeria - Lettera di dimissioni | Scendendo a capofitto per i rami delle generazioni, Clelia riesce a trovare il suo posto sull'asse del tempo: ha una data d'inizio, il 1914, e persino una capostipite, la nonna Franca, giunta dalla Russia a Napoli. Innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla città. Quando Clelia incontra Gianni non ha dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi "l'un l'altra come due carte da gioco poggiate in piedi". Per mantenersi lavora come maschera in un teatro, e proprio in teatro farà presto carriera. Appagata dal successo, Clelia sembra non accorgersi di scegliere sistematicamente il "male minore". Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l'energia e il coraggio delle storie necessarie. La storia di Clelia procede di pari passo con quella dell'Italia, e ci restituisce il ritratto di un Paese che ha progressivamente rinunciato al pubblico per il privato, all'etica per il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno di noi continua ad amare "come si amano solo le cose che vengono prima di noi e dopo di noi resteranno". Senza dismettere la voce intima e sensuale che le è propria, Valeria Parrella narra la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce, fino alla consapevolezza che "le cose non si compiono all'improvviso, ma all'improvviso le vedi nel loro intero".
Media Voto: 3 / 5Massimo F. (15-12-2011) Il compito era solo apparentemente semplice: affondare il coltello nel deterioramento del quadro socio-politico italiano degli ultimi 20-30 anni. Il binomio Napoli-cultura costituiva il contesto perfetto per esercitare amarezza e disincanto. La Parrella aggira il pericolo di banalizzazione ed evita con cura la retorica, offrendo una storia in cui esce fuori il cuore di chi l'ha scritta. Amarezza nelle riflessioni, compensata dal piacere della lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
silvia (03-10-2011) Questa volta la Parrella non mi ha convinto. La scrittura è sempre bella, modulata e sospesa, rende un'atmosfera molto particolare. Ma la trama si sfalda in un passato che non esiste e in fatti che non rimangono impressi. Nel finale ha un moto d'orgoglio e repentinamente racconta tutto ciò che non ha raccontato prima, con passione e coinvolgimento. Ma le prime due parti non mi son piaciute. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Federica (27-09-2011) Ho comprato questo libro dopo aver letto una recensione su un giornale, con tanto di richiamo in prima pagina. Mi sono precipitata in libreria per comprarlo ma confesso che sono rimasta delusa. "Lo spazio bianco" mi era piaciuto molto. Questo romanzo invece l'ho trovato grigio. Non mi ha emozionato nemmeno un po'. Voto 3 perché la Parrella scrive bene e il libro si fa leggere. Ma a me non ha detto granché. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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