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Covacich Mauro - A nome tuo | Si comincia con un viaggio per mare. C'è una nave militare che risale la costa dall'Albania a Trieste, sulla nave uno scrittore che lungo quell'Adriatico smagliante ripercorre la storia imperfetta e dilaniata di tutte le vite di frontiera. Nascosta in cabina trova una capricciosa compagna di viaggio, eccitante come una fantasia. Lui si è imbarcato quasi per caso, recalcitrante "ambasciatore di cultura" nei paesi della costa orientale. Lei scappa e ricompare, lo attira e lo intrappola. Vuole una storia, vuole la sua. Il tema dell'identità, triestino quant'altri mai, è il vero nucleo di questo libro. Declinato in una storia avvincente - anzi due - si manifesta in tutta la sua complessità. Da dove veniamo, che lingua parliamo, cosa mostriamo di noi, come ci raccontiamo a noi stessi e agli altri. Se alla fine quello che ci cattura è un vertiginoso gioco di specchi, è perché lo scrittore è un prestigiatore. Nasconde le mani mentre seguiamo il volo della colomba. Oppure mostra le mani per dire: guarda, questa è la mia magia. Non c'è scrittore in Italia oggi che più di Mauro Covacich abbia scelto questa seconda strada. Seguire le tracce del suo percorso letterario significa davvero fare un viaggio dentro la finzione, per osservare la scrittura nel suo farsi e in filigrana la vita che scorre fuori e dentro i margini del foglio.
Media Voto: 3.66 / 5ant lomell@libero.it (09-01-2012) Di primo impatto può sembrare un libro diviso in due parti ben distinte, ma non è così
c'è un personaggio che lega benissimo le due sezioni del testo
e si chiama Angela.
La trama:
si parte da Bari x una crociera su una nave scuola della GDF e si risale l'Adriatico per scopi educativi e sociali, l'io narrante è lo stesso scrittore che interpreta se stesso.
La sorpresa sta nel fatto che al romanziere appare come d'incanto nella sua cabina una ragazza di colore, Angela, con cui intesse un fitto scambio di pensiero..e non solo.
Ad ogni tappa della crociera Covacich abbina con maestria considerazioni sia di carattere privato e della sua famiglia, che soprattutto digressioni riguardanti l'ex Jugoslavia, affrontando con sagacia e preparzione temi di natura geografica,storica,economica,sociale,culturale e tanti altri ancora dell'area slava; molto bella questa parte la segnalo con convinzione.
Libro diviso in due dicevo
sì perché una volta giunta la nave a Trieste ,Covacich fa proseguire il romanzo a ..Roma.
Ed ecco che ad essere protagonista assoluta è Angela, la stessa della prima parte, questa volta però in veste di infermiera che corre al capezzale di malati terminali e....
Chi leggerà il libro, si accorgerà che i discorsi di cui parlavo, relativi alla prima parte del libro, e gli spunti e le considerazioni e i dialoghi cardine della seconda parte, alla fin della fiera riconducono tutto ad un essenziale e particolare voglia dello scrittore di far emergere, attraverso queste pagine, l'incapacità di tutti noi nel saper e poter affrontare la sofferenza umana e come antidoto salvifico viene esaltata la memoria. Bel libro
più facile da leggere che da spiegare Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Raffaele (21-05-2011) Un buon libro del quale ho apprezzato molto gli argomenti trattati e, soprattutto, lo stile narrativo dell'Autore del quale non conoscevo ancora le opere. Tuttavia, andando avanti con la lettura, la sensazione non proprio stimolante che mi fosse sfuggito qualcosa aumentava fino a divenire consapevolezza una volta terminato il primo racconto che, come poi verificato, ha evidenti legami con i precedenti scritti dell'Autore che, secondo me, non consentono una piena comprensione. Il secondo racconto è veramente molto bello ed interessante, fatta eccezione per le scene più intime, a mio parere maldescritte, la cui presenza appare forzata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Laura (18-04-2011) Questo libro è stata un'esperienza entusiasmante.
Non sono stupita.
E' sempre accaduto, con ogni libro dell'autore.
Mauro Covacich è il più bravo.
Quest'ultimo capolavoro è diviso in due parti.
Due piccoli tesori.
Due volte grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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