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Ovadia Moni; Di Santo Gianni - Il conto dell'ultima cena. Il cibo, lo spirito e... | Moni Ovadia se ne va in giro tra Antico Testamento e regole kasher, insegnamenti rabbinici e storielle ebraiche, ricette tipiche e cucina che se la fa con la religione, alla ricerca di un'etica del cibo. D'altra parte Adamo ed Eva erano vegetariani. È solo dopo il diluvio universale che la carne entra a far parte dell'alimentazione dell'uomo. E tutto nasce ancora dalla storia del popolo ebraico. La tradizione ebraica della kasherut indica i cibi che si possono consumare perché conformi alle regole della Torah. Ma oltre questo il cibo ebraico ha prodotto un'enorme mole di storielle, divieti, ricette e prescrizioni che Ovadia cullandoci tra cibi e digiuni, tra falafel, halle, krapfen, e altre leccornie, tra antiche osterie e contaminazioni culinarie, e una musica che accompagna l'ospite a tavola, con l'ironia tipiche dell'ebreo errante.
Alessandro (18-05-2010) In appendice al libro Ovadia dice di non sentirsi portato per la scrittura: difficile non dargli ragione. La verve, il ritmo, il sarcasmo tipici degli spettacoli teatrali di Moni Ovadia (dal vivo davvero irresistibile) non fanno mai capolino, almeno in questo libro. Pagine monotone, senza mai un sussulto, senza nemmeno solleticare l'appetito. Si salva solo per alcune curiosità legate al mondo ebraico. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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