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Gangemi Mimmo - Il giudice meschino | Un magistrato indolente costretto a diventare eroe suo malgrado. Un vecchio padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini. Perché quelli che sembrano omicidi di 'ndrangheta forse non lo sono. Forse hanno a che fare addirittura con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella "spianata dell'infamia". L'anima feroce e abietta della 'ndrangheta per la prima volta racchiusa in un romanzo. Un giudice muore per mano di balordi. E i balordi muoiono per mano della 'ndrangheta, che non tollera si disturbi il prosperare dei suoi affari. Almeno, cosi sembra. Alberto Lenzi, magistrato scioperato e donnaiolo, colpito dalla morte del collega e amico, si tuffa a capofitto nelle indagini. Lo instradano in una diversa direzione le sibilline, gustose parabole di don Mico Rota, capobastone della 'ndrangheta, e il fortuito emergere di elementi legati a un traffico di rifiuti tossici. Una "commedia umana" dove si muovono personaggi verissimi, contraddittori, sfaccettati, che inseguendo il proprio meschino tornaconto arrivano tuttavia a svelare una realtà che va molto oltre la 'ndrangheta.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5fraggg (20-09-2011) Bello! Gangemi scrive davvero bene...anche questo libro, così come la signora di ellis island, è ben costruito e avvincente. Notevoli i personaggi: consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pcologo (02-06-2010) Un libro che affronta il tema scottante della mafia e delle sue innumerevoli collusioni col potere politico e con il territorio in cui agisce, visto dall'interno di una procura calabrese. Fondamentale per capire qualcosa di più della mentalità mafiosa e per capire le sfide che gli inquirenti debbono affrontare tutti i giorni, quando spesso accade che gli avversari più pericolosi non sono al di fuori delle istituzioni. Questi temi apparentemente cosi seri vengono però affrontati con leggerezza ed ironia, tratteggiando in maniera inimitabile i personaggi tipici del luogo, il mafioso, il contadino, l'avvocato, il notabile. Da leggere assolutamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola81 nicolaceccoli@alice.it (25-02-2010) Romanzo sulla 'ndrangheta chiaramente ispirato a recenti vicende di cronaca (vedi il traffico di rifiuti tossici), ma che guarda anche alla narrativa di Sciascia, pur senza eguagliarne lo spessore. Anche qui abbiamo una buona dose di ironia, anche qui viene dato un certo risalto alle conversazioni tra i notabili iscritti al circolo, anche qui viene reso un omaggio ad un uomo d'onore della vecchia guardia, la cui lealtà viene contrapposta alle nefandezze compiute dai "colletti bianchi" con la complicità di ambigui servitori dello Stato. Buona anche la scelta del protagonista, un magistrato indolente e timoroso, che le circostanze porteranno imprevedibilmente a recitare il ruolo dell'eroe. Non un libro indimenticabile, ma gradevole e, se vogliamo, anche coraggioso. Con l'aria che tira non è poco... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco francescosantorio@gmail.com (26-01-2010) Una bella sorpresa.Personaggi,a volte esilaranti, straordinarimente tratteggiati. Un linguaggio accattivante che ricorda un po' Camilleri. La Calabria descritta con disperato amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio Pisani (14-01-2010) Per fortuna qualcuno che sa ancora scrivere c'è. Racconto ben costruito, sia nella trama che nello stile di scrittura. Mi ricorda tanto i grandi narratori del meridione d'Italia. Storia di grande attualità che aiuta a capire perchè il sud è diventato la pattumiera del nord e perchè la nostra classe politica non è poi così interessata ad affrontare il problema. E pensare che, nonostante il referendum, voglio farci digerire ancora la costruzione di nuove centrali nucleari! Il nostro non è il Paese per queste cose, lasciamole fare a chi ha una coscienza civile superiore alla nostra. Bravo Ing. Cangemi per averci dato la possibilità di riflettere in modo serio e circostanziato su questi problemi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea viddicu@hotmail.com (21-12-2009) Buon libro ma non mi ha entusiasmato. L'ho trovato un pò lento soprattutto all'inizio.
Voto medio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giovanni bertini (11-12-2009) un gran bel romanzo di ndrangheta. me lo sono letto senza interruzione, mi ha preso. tocchi di grande finezza letteraria. personaggi costriti bene e credibili. c'è anche il gusto del particolare, che non guasta - si scopre un mondo impensabile, nebuloso, se ne esce con l'amaro in bocca e si ringrazia la fortuna d'essere nati altrove. Bravo. Da leggere.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ernesto (05-12-2009) Romanzo appassionante, una credibile storia di 'ndrangheta scritta da un originale scittore calabrese.
Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aldo aldo.funicelli@gmail.com (01-12-2009) Un pò Sciascia, per la descrizione dall'interno della Calabria: dentro le procure, dentro il carcere da cui i boss mandano i loro ordini.
Dentro le comunità, i salotti, i circoli dove medici, notai, commendatori commentano come fossero normali fatti di cronaca gli omicidi della ndrangheta.
Ma c'è anche dentro tanta ferocia, come nelle storie che raccontava Scerbanenco anni fa, quella con cui si manifesta la "dura lex" della mafia calabrese che ricorre all'uccisione del nemico solo in caso estremo, ma quando lo fa, è attenta a lasciare i segnali giusti.
La mano mozzata, il palo di fico d'india, la coppola in testa .
E c'è tanto della realtà che leggiamo, quando ne abbiamo voglia, dalle inchieste sui giornali che parlano di traffici di rifuti, di terreni inquinati, del business criminale dei rifiuti.
Il romanzo criminale della ndrangheta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefania (22-11-2009) L'ho letto tutto d'un fiato, bella la storia, mai banale a mio avviso, ma mi è piaciuto anche lo stile di scrittura, lo consiglio a tutti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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