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Fo Dario - Manuale minimo dell'attore | Come faceva a scendere dalle nuvole il "deus ex machina"? Quale era l'opinione sui "comici" di san Carlo Borromeo? Perché le maschere hanno il "terzo occhio"? Come nasce il "grammelot", e perché? E come suona la traduzione simultanea della "Storia della tigre" dal dialetto di Shanghai nel "grammelot" della Padania? Che differnza c'è tra la veridica istoria del giullare Ciullo d'Alcamo e quella, molto meno veridica, che abbiamo imparato a scuola? E chi erano, esattamente, i giullari? In che cosa consisteva e consiste l'"andare all'improvviso"? Come si costruiva un canovaccio, e come si costruisce un testo teatrale? E soprattutto: come si inchioda lo spettatore alla poltrona? Tra divagazioni autobiografiche ed esempi concreti, com'è nel suo stile, Dario Fo risponde a tutte queste domande, e a moltissime altre, con l'aiuto d Franca Rame. Cosicché questo "manuale" tanto minimo non è: oltre a comprendere un'originale rassegna delle fonti bibliografiche e un glossario della terminologia teatrale di ieri e di oggi, vuole rispondere alle esigenze di chi aspira a calcare le scene ma anche di chi, come spettatore, è curioso di sapere che cosa gli sta succedendo intorno.
stefano dalla pellegrina pensolibero@infinito.it (27-05-2010) Esistono in commercio numerosi libri "sul" teatro, alcuni buoni, altri decisamente meno. Questo "Manuale minimo dell'attore" del premio nobel Dario Fo è un libro "di" teatro o meglio, un libro "dal" teatro. Un testo intelligente, scritto una volta tanto da un attore, regista, commediografo, insomma, da uno che il teatro lo fa e lo sa fare con grande maestria. Ovviamente torceranno il naso, durante la lettura, gli pseudo-intellettualoidi che credono che la parola teatro sia sinonimo di teschio in mano - essere non essere - voce impostata. Fo ha il merito di aver raccolto il meglio delle tradizioni popolari, le giullarate, i grammelot e di demistificare un certo modo di far teatro paludato e patinato. La storia, del resto si sa nasce dal basso da quelle verità che nella cultura accdemica ufficiale vengono abilmente glissate (superbe l'esegesi di "rosa fresca aulentissima" e conseguentemente lo svelamento delle leggi melfitane). Fo ha un altro grande pregio che appare ben chiaro da questo manuale (he manuale non è...): sa parlare al pubblico, sa affabulare, sa coinvolgere giocosamente. A dispetto di certi malumori, un nobel certamente meritato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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