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Levi Carlo - Le parole sono pietre. Tre giornate in Sicilia | "Cercate in questo libro cose semplici e modeste: il racconto di tre viaggi in Sicilia", nei primi anni Cinquanta, "e delle cose di laggiù come possono cadere sotto l'occhio aperto di un viaggiatore senza pregiudizi", ci suggeriva l'autore. La forza delle pagine di Carlo Levi è concentrata in un'unica parola: amore. Come scrive Vincenzo Consolo nella sua Prefazione, "l'amore per tutto quanto è umano, acutamente umano, vale a dire debole e doloroso, vale a dire nobile. Da qui quella sua straordinaria capacità di guardare, leggere e capire la realtà, capacità di leggere la realtà contadina meridionale, di comunicare con essa. Da questo suo amore poi, l'ironia e l'invettiva contro il disumano, contro i responsabili dei mali, e la risolutezza nel ristabilire il senso della verità e della giustizia".
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (02-05-2011) Se in Cristo si è fermato a Eboli l'autore ha descritto in modo mirabile la dolorosa condizione dei contadini lucani, qui valica lo stretto e riesce a darci un quadro di grande forza e bellezza dei problemi siciliani, solo in parte diversi da quelli dell'altro sud, e in ogni caso inseriti in quella questione meridionale che ancor oggi appare insoluta.
La grande capacità di questo autore è di appassionarsi ai problemi della gente debole, se non inerme, con la forza che gli nasce dall'amore, un sentimento viscerale che lo porta naturalmente a prendere le difese di chi, complice l'inerzia, quando non addirittura la partecipazione attiva dello Stato, è vittima di secolari ingiustizie, è ridotto alla condizione di sottouomo, vero e proprio servo della gleba in una società feudale in piena epoca moderna.
Non c'è nessuna retorica nelle parole di Levi, c'è soltanto un cuore sdegnato che vibra d'amore; è questa la grandezza di questo autore, capace di vedere con gli occhi e con il cuore, così che lui, che meridionale non è, non si presta alle facili accuse, alle tante volgarizzazioni del problema, ma cerca, trova, incide, apre allo sguardo del lettore una realtà che può anche riuscirgli insopportabile fino a giungere al sorgere di un sentimento di autentica pietà non fine a se stesso, ma congiunto alla rabbia per come tanti esseri umani sono trattati.
Questo è un libro da leggere e rileggere, le sue pagine sono da centellinare, un invito continuo alla riflessione, una sconvolgente realtà su cui è d'obbligo interrogarsi. Ritornano di continuo immagini, situazioni, perché queste parole sono pietre, che non rotolano via, ma scavano e restano nel profondo di noi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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