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Avoledo Tullio - L' anno dei dodici inverni | Gennaio 1982, un vecchio bussa alla porta di casa della famiglia Grandi incantandola con una storia che lo legherà indissolubilmente a loro: sta facendo uno studio sui bambini nati il giorno di Natale nella regione e vuole incontrarli una volta l'anno per seguirne la crescita. Chi è quell'uomo? E, soprattutto, come fa a sapere tante cose sul futuro? In quello stesso 1982 un ragazzo brillante e confuso intraprende la sua strada nel mondo, una strada che presto diverrà un vicolo cieco. Riuscirà a sottrarsi al suo destino? Nel 1997, due donne - la vedova Grandi e sua figlia Chiara, ormai adolescente sono in vacanza in Versilia, ma un incontro imprevisto cambierà per sempre le loro vite. In un prossimo futuro, in una Londra resa irriconoscibile da una guerra, un anziano poeta chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba. Dice di avere una proposta e una richiesta: vuole stringere un patto che può far rivivere, anche se in modo diverso, l'antico mito di Orfeo ed Euridice. Comincia cosi un viaggio incredibile che chiarirà ogni cosa, e dopo il quale niente sarà più lo stesso...
18 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5roberto (01-12-2011) Giudizio senz'altro positivo, ma mi ha lasciato perplesso lo stacco deciso verso la fantascienza, quasi due romanzi in uno, l'ho letto comunque tuuto d'un fiato per capire come sarebbe finito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
espress451 (17-07-2011) Una storia tanto avvincente capita di rado. Soprattutto perché è sempre inaspettata, pur avvitandosi sul tempo passato, quindi già conosciuto. Ma l'esito, come sempre, sta nel tempo futuro. Giocando però l'intera partita nel tempo presente. Scrittore onirico Avoledo, ma di sogni tangibili. Ottimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sbirulino (16-01-2011) libro molto bello e commovente, che cattura già dalle prime pagine. una storia magica che forse scende un pò solo nella parte centrale, la quale comunque è funzionale al racconto. dopo averlo letto ho acquistato altri due libri dello stesso autore che però non mi hanno convinto (in particolare storia di lunghi tradimenti). lo consiglio vivamente Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Carla (06-12-2010) Un libro che può spiazzare chi non abbia familiarita' con la fantascienza. Ma non e' un libro di fantascienza. Un libro poetico, piuttosto, con le giuste intonazioni per raccontare una storia delicata e forte al tempo stessp. Avoledo ci dice che "siamo fatti della stessa materia dei sogni", ma che al tempo stesso siamo unici, e che ogni vita e' meravigliosa, un tesoro da salvare.
E' un libro scritto divinamente. Avoledo scrive romanzi come se piantasse con cura un albero, che cresce nel cuore del lettore dove mette radici profonde. Mi dispiace per i giudizi malevoli di alcuni lettori (?) che forse non hanno, semplicemente, capito questo romanzo che richiede amore e che altrettanto puo' darne.
Un libro che regalero' ai miei amici e amiche questo Natale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fili (20-10-2010) D'accordo con chi mi precede. L'ho trovato forzato e senza una linea narrativa credibile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lucio (28-09-2010) Io lo trovo decisamente scarso. senza rigore e carico di sovrastrutture. Decisamente BOCCIATO. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci mricci_ra@libero.it (27-09-2010) Tullio Avoledo ci propone un altro grande libro: e ancora una volta, come è tipico di questo raffinato Autore, il background socio-tecnologico di questa storia ucronica è appena accennato, sullo sfondo, al servizio di una bella storia basata sui sentimenti.
Qualche piccola sbavatura logica e qualche piccolo anacronismo si incontrano anche questa volta, a voler essere pignoli, ma la perfezione del meccanismo non è qui richiesta, nè necessaria: non siamo apertamente sottoposti a sfide come nelle storie di Ellery Queen o J.D. Carr.....
Ho trovato qui diverse analogie con il capolavoro di Samuel R. Delany "Triton": anche quello, in fondo, è soprattutto una delicata storia d'amore..... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ilse musilse@libero.it (01-09-2010) Romanzo complesso, cioè non un raccontone tirato per le lunghe come molta narrativa contemporanea ma un vero romanzo, con più personaggi principali e diverse situazioni che si intrecciano. L’atmosfera iniziale è molto simile a quella de "La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo": la possibilità di tornare nel passato messa al servizio di una storia d’amore percepita come unica e totalizzante. E, come nell’altro libro, anche qui si avverte lo studio preciso del meccanismo delle consequenzialità temporali. La seconda parte è meno riuscita, lenta, fuori fuoco, ma proprio su questa caduta di attenzione si costruisce poi l’effetto, bizzarro e bellissimo, del futuro fantascientifico che irrompe sulla scena nella terza parte. Il registro cambia di colpo, l’immaginazione galoppa e ti butta in mezzo a un mondo assurdo regalandoti una vertigine di piacere intellettuale e giocoso insieme, come quella del finale de L’elenco telefonico di Atlantide. Il finale non è all'altezza e rimette insieme i fili un po’ in fretta e forse con troppa diligenza. Avoledo ha uno stile che non si confonde nella massa e scrive con grande accuratezza, ma si muove in una atmosfera cupa e piuttosto “maschile”. Per quanto sia un gran pregio la scelta di inventare storie fino ai confini della realtà, invece di propinarci il solito autobiografismo mascherato di tanti altri, nel corso della lettura continuo a percepire il suo io che governa la narrazione in maniera molto forte. Forse è per questo che ne apprezzo soprattutto la vena fantascientifica, mentre per esempio i suoi ritratti di donna mi appaiono a senso unico: donne tristi, bellissime e sfortunate, icone di una fragilità esteriore e di una maledizione interiore nelle quali ci imprigiona la visione maschile del mondo e che non bastano a rappresentarci. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
max (02-05-2010) ho sempre amato la scrittura di avoledo: colta, ironica, penetrante; ma spesso, al momento di sciogliere i nodi della trama, mi aveva un po' deluso, per conclusioni affrettate o non troppo coerenti. a leggere i commenti su questa sua ultima opera temevo di trovarmi di fronte allo stesso problema. E invece è proprio nell'ultima parte, con quell'invenzione fantastica dopo un inizio venato di mistero ma pur sempre riconducibile alla logica di una delicata storia di una famiglia sconvolta da vicende troppo più grandi di lei, che il racconto della vita e dell'amore di Emanuele (?) trova una più completa spiegazione e un finale struggente ma nello stesso tempo dolcissimo. Una spiegazione nella quale l'elemento fantastico in realtà non disturba, perché riafferma poeticamente come la magia dell'amore possa superare tutte le barriere. Solo un appunto: voglio fondare un club per impedire a quelli che scrivono le note di copertina di assassinare un romanzo; succede sempre più spesso, magari per attirare lettori superficiali con "specchietti per le allodole": se volete leggere questo piccolo capolavoro, che vi consiglio di cuore, NON leggete prima i risguardi e l'ultima di copertina. perdete metà della sorpresa e della bellezza del libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mila (18-02-2010) Avoledo che dire. Un libro diviso in due parti. La prima con una storia ben costruita, che riesce, con un atmosfera un po’ malinconica e noir, a creare un senso di attesa e di curiosità, poi una seconda parte, diciamo un terzo del libro, dove un po’ tutto ti crolla addosso, la trama si risolve nell’assurdo e nella fantasia, seguendo un po’ le norme di Musso, ma mal riuscito.
E allora alla prima parte diamo un 5 ed a alla seconda un 1, così per media arriviamo a tre. Peccato perché Avoledo ha una prosa che ti cattura, un narratore dei nostri giorni come pochi. Alla prossima
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (15-02-2010) Se devo essere sincero l'ultimo libro di Avoledo non mi ha convinto. Al di là dell'indubbie capacità scrittorie e della trama emozionante, il libro sembra scivolare in una conclusione che lascia perplessi, che sfocia nel grottesco e di cui non riesco ad afferrare il senso. Possiamo rimediare ai nostri errori solo facendone tesoro e cercando di non commetterne più, magari potessimo cambiare il corso degli avvenimenti. Purtroppo la cosa vera è che spesso non riusciamno ad imparare niente dall'esperienza ed è questo il vero mistero della vita! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Valerio (07-02-2010) Primo libro letto di Tullio Avoledo, intrigato banalmente dal titolo e dalla copertina, e scoperta folgorante. Ne ho letto la prima metà in un volo per Londra e non vedevo l'ora di ritornare indietro per leggere con calma la seconda metà. Una trama non scontata, con la capacità di usare il tema del viaggio nel tempo senza cadere affatto nella banalità, con una tensione che regge fino all'ultimo. E al contempo una storia d'amore commovente, che si incide nel cuore anche senza bisogno di lunghe descrizioni, che si compone di riflesso come i pezzi di un puzzle ma senza nessuna fatica cerebrale. Infine, una capacità di descrivere i protagonisti con pochi tratti che tuttavia non si fanno dimenticare. Oserei dire il libro più bello, avvincente e emozionante che ho letto negli ultimi anni. Unica piccola scivolata: quella Chiesa della Divina Bomba, con uno scenario dozzinale, probabilmente voluto così dall'autore per una sua motivazione, ma che stona con la magia e la potenza di tutto il resto. Come mettere la gassosa invece del vino in una tavola imbandita al meglio. Se c'era un'ironia voluta, non l'ho colta, e mi ha distratto dal mondo interiore asciutto e dignitoso in cui Avoledo mi aveva proiettato; per fortuna sono relativamente poche pagine, e si perdonano facilmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara (20-01-2010) Sono una fan di Tullio Avoledo fin dal suo primo romanzo, e non solo continua a non deludere, ma ogni suo libro è meglio del precedente, più completo, scritto ancora meglio, se possibile, più intricato eppure di chiarezza sconvolgente. Sono libri che rimangono dentro, e sì, dovrebbe essere più conosciuto, questo scrittore, forse non lo è perchè non fa solo quello, nella vita. Grazie per ogni libro, davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio (09-01-2010) Ho letto quanto pubblicato di questo scrittore, che reputo il migliore in circolazione nel ns. paese.
Questo, a mio modesto parere, è il libro più bello.
Da leggere, assolutamente, per capire che c'è chi ancora riesce a scrivere benessimo, provocando emozioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
RobQ (05-12-2009) Un Avoledo ancora più potente e immaginifico dei precedenti. Una storia d'amore come pochi altri avrebbero potuto scrivere, ricca di rimandi e intrecci.
Usa il genere in funzione della storia e non la storia in funzione del genere.
Bravissimo e forse troppo sottovalutato.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero (02-12-2009) Amo molto questo autore, e la cosa sorprendente è che ogni libro è meglio del precedente: con "L'anno dei dodici inverni" è riuscito a fare un miracolo, mescolando una storia d'amore commovente e potentissima (raccontata con uno stile come sempre impeccabile) con i meccanismi classici dei viaggi nel tempo. E' un romanzo che non deluderà i fan e che è ideale per chi non ha mai avuto il piacere di leggere un libro Avoledo (una volta che ne leggi uno, sei "costretto" a leggerli tutti). Io mi sono già innamorato di Chiara Grandi, uno dei personaggi femminili più intriganti che abbia mai incontrato nelle mie letture... Bravo Tullio, davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola (02-12-2009) Molto ben scritto, avvincente, emozionante, intrigante, arguto...
Come al solito Avoledo riesce a regalare delle riflessioni, delle sensazioni, delle emozioni che ti porti dietro per molti giorni dopo aver finito il libro.
Un mix perfetto di romanticismo, mistero e fantascienza, con delle citazioni veramente ad hoc.
L'unica cosa che può far storcere il naso è la leggera somiglianza con il libro di Audrey Niffenegger, La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, ma essendo anche questo un bellissimo libro, non è sicuramente un aspetto negativo.
Adesso non ci rimane che aspettare la prossima opera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniele danielemarotta.linfalibri@gmail.com (01-12-2009) Premetto. Avoledo e' il mio scrittore italiano vivente preferito. Per me oggi nessuno ha il suo talento. Venendo al libro in questione, a me e' piaciuto, molto piu' della ragazza di Vajont, secondo me scritto troppo in fretta. Qui invece si torna all'Avoledo scrittore di razza, ammaliante, profondo, apocalittico e...romantico...perche' questa e' proprio una storia d'amore..molto ben narrata, unico neo, non e' poi molto originale, ricorda molti film degli ultimi anni, tipo butterfly effect e compagnia..Comunque un bel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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