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De Cataldo Giancarlo - Il padre e lo straniero | Diego, impiegato ministeriale, è padre di un bambino disabile. Nell'istituto dove suo figlio è seguito, incontra Walid, elegante mediorientale che porta lì il suo Yusuf. Tra i due padri nasce un'amicizia, un giuramento di lealtà reciproca. Walid non parla mai della sua vita, ma rivela a Diego una Roma sconosciuta e segreta, risvegliando in lui desideri sopiti di felicità. Finché non scompare. Al suo posto appare un agente dei servizi segreti, che è proprio sulle tracce di Walid. E Diego è una delle tracce. La progressiva scoperta della verità sulla vita di Walid sconvolgerà la vita di Diego, costringendolo infine a una difficilissima scelta, tra la fedeltà alle leggi dello stato e la fedeltà a qualcosa che non ha forse nome, ma che ha il suo fondamento proprio nell'essere un padre.
Media Voto: 2.25 / 5kampax (03-12-2011) Sara che mi piace leggere racconti brevi, ma devo dire che sono stato soddisfatto, breve, veloce, leggero, con un poco di intrigo e di sorpresa.
Lettura piacevole Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano (11-10-2010) E' veramente imbarazzante. Storia sviluppata in modo incredibilmente sempliciotto e scontato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tiz (04-06-2010) Il tema è buono, ma sviluppato male. Manca l'emotività, non si sente l'amore per un figlio che ha grandi problemi, non si capiscono le sembianze della moglie del protagonista, non ci si affeziona ad alcun personaggio, neanche ai più piccoli e indifesi.
Mi è sembrato che l'autore andasse un po' di fretta, il racconto veloce e stringato di uno sconosciuto che ci siede accanto sulla panchina della stazione. E siccome il treno arriva tra dieci minuti, allora tempo non ce n'è e ci viengono racconate solo notizie stringate, senza gioia n'è dolore, senza coinvolgimento ed emotività.
E' il primo libro che leggo di questo autore ma non mi spinge a leggerne altri. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (25-05-2010) No è il massimo, mi sarei aspettato dopo un inizio promettente, una maggiore crudezza introiettiva e non solo nella trama, sulla disabilità e suo sfruttamento. Poteva essere una buona via ! Il libro resta quindi un po' epidermico anche se si legge tutto di un fiato. Giancà hai scritto di molto mejo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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