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Pynchon Thomas - Vizio di forma | California, inizio anni Settanta. Doc Sportello, investigatore privato con una passione smodata per le droghe e il surf, viene contattato da una vecchia fiamma, Shasta, che gli rivela l'esistenza di un complotto per rapire il suo nuovo amante, un costruttore miliardario. L'investigatore non fa neanche in tempo ad avviare le sue indagini che si ritrova arrestato per l'omicidio di una delle guardie del corpo del costruttore, il quale è intanto sparito, come pure Shasta. Sembrano le premesse del più classico dei noir, ma ben presto le coincidenze piú strane si accumulano e il mistero si allarga a macchia di leopardo. Doc inciampa così in collezioni di cravatte con donnine discinte, in falsi biglietti da venti dollari con il ritratto di Richard Nixon, in un'associazione di dentisti assassini nota come Zanna d'Oro, che è però anche il nome di un sedicente cartello indocinese dedito al traffico di eroina.
12 recensioni presenti. Media Voto: 2.75 / 5Christian Valtorta (19-12-2011) Lui non è in grado di scrivere un libro insulso, ma sappiate che questo è il suo peggior risultato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco (10-07-2011) A pagina 180 ho chiuso il libro e cominciato a leggere Elmore Leonard..
Vizio di Forma fino a quel momento era noia allo stato puro...
Solo canne, visioni e surf... Che noia!!!
Spesso facevo fatica a capire il significato del racconto...
Bye bye Mr Pynchon... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Novacaina (04-07-2011) Nonostante sapessi a cosa andavo incontro prendendo un libro di Pynchon mi sono lasciata ingannare dalla bellissima recensione sul retro.
Questo libro è la conferma che uno scrittore non riesce mai a cambiare il suo modo di scrivere.
Descritto come il primo romanzo leggero ed esilarante di Pynchon, Vizio di forma è veramente pesnte. La trama è abbastanza banale, il fatto però che ci siano personaggi inconsueti, situazioni esilaranti e un ottima loction avrebbe potuto essere un valido romanzo, e probabilmente lo è per alcuni. Ma io l'ho trovato pesante, troppi personaggi e dialoghi inutili, il libro non scorre ed è stata una completa delusione, è già tanto se sono arrivata a metà libro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Tim (18-06-2011) Com e è difficile trovare un libro interessante. Come è difficile trovare un libro che ti travolge e ti appassiona, oppure di sorprende e ti fa sorridere. Beh, anche questa volta è andata male. E' il primo libro di Pynchon che leggo. Lo ammetto, un po' volevo fare il fico a comprare un libro di una leggenda vivente (o morente?) e proprio non me la sentivo di sorbirmi le 1000 pagine di "V". Sono arrivato a pagina 130 e penso che getterò la spugna. Un inutile chiacchiericcio tra personaggi stereotipati alla "Magnum P.I." senza spessore ne' profondità, c'è qualche buona battuta, ma non vale lo sforzo. Sto spendendo troppi soldi in libri inutili ultimamente. Giuro che da oggi in poi leggerò solo classici del 900, per roba più moderna penso che proverò a mettermi a scrivere di mio pugno...sarà tempo speso meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Patroclo (16-06-2011) viene un pó da sorridere pensando alla potenza del Marketing applicato a Pynchon. questo romanzo é stato volutamente posizionato come il "Pynchon for dummies"; finalmente Pynchon amichevole col lettore, leggibile, trama, noir!
ecco io penso a chi non conoscesse lo scrittore americano e si sia fatto attrarre - immagino la delusione, perché qui siamo di fronte a Pynchon al 100%, personaggi a ripetizione, canzoncine, partenze senza arrivi e arrivi senza partenza. inoltre il romanzo é una sorta di "Vineland 2.0" un tantino piú poliziesco ma totalmente immerso nella societá post-68, tema che chiaramente oggi non é che sia il piú appassionante in circolazione. a questo punto starebbe bene una canzoncina, invece dico che tutto sommato il giochino regge, alcune battute sono fulminanti, ma ahimé é Pynchon a volte si fa fatica a seguire e a volte ci si chiede "Ma che sta scrivendo?". insomma Pynchon, della pubblicitá non vi fidate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
arianna (06-06-2011) Primo libro di Pynchon che mi capita di leggere. Difficile da classificare e giudicare. La prima parte è travolgente, i dialoghi sono esilaranti, e la storia sembra pronta per essere portata su grande schermo, mi immagino già un film a metà strada tra "Il grande Lebowsky" e "Paura e delirio a Las Vegas". Poi un lento declino, la storia si ingarbuglia e si complica inutilmente, un vero groviglio di vicende e indagini, davvero difficile arrivare alla fine, sicuramente non segue lo schema classico di un qualunque noir. E probabilmente il risultato è voluto dall'autore stesso, chissà, non lo conosco abbastanza bene per poter esprimere un giudizio più approfondito. Peccato, aspettative in parte deluse, soprattutto nella seconda parte e nel finale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
oncecaldas (02-05-2011) non mi sente nè di affossarlo, pur accogliendo alcune critiche di chi mi ha preceduto, nè di esaltarlo. l'immagine di un mondo che se ne va è senz'altro data in modo magistrale. altrettanto sicuramente la trama noir si perde nei fumi....dei protagonisti. ci sono però dialoghi e descrizioni irresistibili. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
franco (26-04-2011) Illeggibile, un guazzabuglio indistricabile di personaggi (per la gran parte inutili nell'economia della storia)e una noia mortale. Non ho messo in atto il diritto numero 3 del decalogo di Pennac solo per una questione personale di principio. Non potendo dare 0, l'unico voto che il sistema assegna lo darei di diritto al povero traduttore che deve aver fatto una fatica terribile a capirci qualcosa e a portare a termine l'impresa.
ps: se appassionati al genere lisergico consiglio caldamente di andare a risentire qualche bel disco dei Jefferson o dei Grateful per trarne assai maggiore giovamento... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sara (19-04-2011) DIVERTENTE??PARLIAMONE...
non mi è piaciuto per niente.. la trama poteva anche essere carina, ma tutti quei dialoghi in mezzo che cercano di essere divertenti e sarcastici ( riuscendoci poco a mio avviso) fanno perdere completamente il filo e ti creano confiusione ...scarso! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Davide (08-04-2011) Pynchon è uno scrittore illeggibile, insopportabilmente prolisso, avvitato sul vuoto. Qualunque noir di Leonard, per non parlare di Ellroy dei tempi d'oro, vale di più di questo esperimento da laboratorio.
Tentando di leggere questo libro non si può non divagare, perdersi, in quella nebbia di cui si parla - finalmente - nell'ultima pagina. Che sia questo il disegno perverso e autodistruttivo del Nostro? Farci sperimentare la nebbia profonda dell'esistere?
Certo, c'è la nostalgia, c'è un pensare al futuro dal punto di vista del passato (ogni tanto si chiede: ma il mondo sarà davvero così in futuro?), ma manca la strutturale necessità che il leggere deve avere: interessare il lettore, tenerlo agganciato e portarlo verso la fine. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Joe123 (06-03-2011) Spassoso, acido, beffardo, vulcanico. Unico. E assolutamente imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mino S. (01-03-2011) Sono ancora a pagina 110, e ho l'autentico terrore di finirlo !! A mio parere questo è uno di quei libri di cui se ne leggono al massimo 10 nella vita così belli e affini ai propri gusti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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