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Ginzburg Natalia - Lessico famigliare | "Lessico famigliare" è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: "Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole". In appendice la Cronistoria di "Lessico famigliare" a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli. Introduzione di Cesare Sagre.
Media Voto: 4 / 5Salvatore Palma (21-05-2012) L'insieme delle parole, dei modi di dire, dei motteggi e delle facezie a cui attingono per comunicare i componenti di un nucleo famigliare costituisce il lessico che accomuna ed unisce persone care che il trascorrere del tempo separa e costringe a vivere in città diverse. Questo romanzo è la storia della vita e delle piccole vicende quotidiane della famiglia Levi a Torino nel periodo che va dagli anni Venti agli anni Cinquanta del secolo scorso. Sullo sfondo degli eventi storici di quegli anni, il volume si sofferma anche sui tratti caratteristici e sui comportamenti consueti dei numerosi parenti, lasciando sempre una sensazione di simpatia e di delicatezza che inteneriscono il lettore. Pur vincitore del Premio Strega del 1963, si tratta di un libro godibile e discreto ma non eccezionale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maresa paoli (31-08-2011) un racconto intimo nel quale passa un pezzo di storia d'italia della prima metà del 1900 con alcuni dei suoi importanti protagonisti. un diario come un flusso di coscienza in cui i ricordi si inseguono come tornano in mente. che cosa lo distingue da tanti altri diari di persone importanti? il linguaggio assolutamente informale e "nuovo" per il tempo in cui il libro fu scritto. da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicole (30-08-2011) Storia di una famiglia tutto sommato piacevole da leggere...non mi fa però impazzire lo stile dell autrice....Salta come si suol dire "di palo in frasca",cambia decennio da una pagina all altra,e mescola assieme una sfilza di nomi e personaggi via l altro....spesso mi ha creato confusione.Preferisco i romanzi scritti con più linearità. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ti (01-06-2011) La lettura di questo libro è stata per me una vera rivelazione!
Dire che racconta la storia familiare della scrittrice è troppo riduttivo.
E' un libro corale, attraverso i racconti della sua storia familiare si comprendono e si rivivono l'atmosfera ed i fermenti politici e culturali del periodo storico forse più avvincente del nostro Paese tra gli anni 30 e 50 del Novecento, in particolare il fascismo e la resistenza.
Racconta delle persecuzioni naziste, del suicidio di Pavese, dei bombardamenti, con grande maestria, acutezza ed anche ironia. Come non emozionarsi quando racconta come è nata la grande casa editrice Einaudi? Un libro che dovrebbero leggere tutti e che andrebbe reclamizzato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diletta (17-02-2011) E' uno dei miei libri preferiti. Racconta, attraverso le frasi e il quotidiano, la vita della famiglia dell'autrice. Ci sono i "modi di dire" e racconti sul padre burbero, professore universitario a Torino (fu prof. di chimica della Levi Montalcini), la madre, i fratelli e i parenti, vissuti nel periodo fascista. E' un libro divertente; in ogni famiglia c'è il desiderio di annotare episodi e modi di dire di genitori, dei bambini, ..., affinché restino nel tempo. E' quello che fa, magistralmente, la Ginzburg. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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