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Fante John; Borchert Rudolph - Bravo, burro! | È la storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinelio coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po' "italiano", in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It's All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle illustrazioni di Marilyn Hirsh. Un Fante "diverso", in apparenza. In realtà, un testo che più fantiano sarebbe difficile immaginare: centrato, come nella saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, e di pieno umorismo, di commovente umanità.
Media Voto: 4 / 5A.M. alius3@tre.it (14-02-2011) Storiella leggera leggera, quasi una fiaba con tanto d'illustrazioni e morale. Le 114 pagine scorrono via piacevolmente e senza mai annoiare. La penna di John Fante riesce a suscitare anche qualche inaspettata emozione e non è poco per un libro destinato ai più piccoli. Sono contento di non aver accantonato questo volumetto vinto ad un concorso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianluca t. (07-01-2011) Caro John Fante, non so dove tu sia né se mi puoi sentire, ma vorrei dirti che ormai ho quasi finito le parole per descrivere quanto sei bravo!
Mi hai fatto rivivere emozioni di un tempo lontano, il tempo in cui ci si affaccia alla vita e si è convinti che nulla potrà impedirci di realizzare i nostri sogni.
Una favola moderna a metà tra "Il Piccolo Principe" e "Pinocchio", calata in un'atmosfera che ricorda Verga, con un omaggio, in chiave però più comica che drammatica, all'Hemingway de "Il vecchio e il mare", quando si descrive la lotta quasi a mani nude tra l'uomo e l'animale. Bellissime le illustrazioni che accompagnano i passaggi salienti.
E'la storia di Manuel, ragazzino messicano, e del suo burro, che poi vuol dire asinello, con al centro la figura di uno splendido toro, dal nome evocativo e maestoso: Montagna Negra.
Il messaggio più forte che si ricava dalla lettura è quello della fiducia in sé e negli altri: Manuel ha fiducia nel suo asinello, che infatti non lo delude. Suo padre invece non ha più fiducia in sé stesso, né gli altri sembrano disposti a concedergliela. Eppure Manuel non lo ripudia mai, anche quando avrebbe tutte le ragioni per farlo. E alla fine lui rialza la testa e si riscatta.
Questo mi ha ricordato "l'aver fiducia in sé quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del loro dubbio" della famosa poesia di Kipling.
Se qualcuno di voi ha un figlioletto di 13 anni o giù di lì, gli regali questo libro.
Se qualcuno di voi è un insegnante lo faccia leggere ai propri alunni.
Se qualcuno di voi pensa che ormai non ci sia più nulla da fare, aspetti un attimo prima di dire che deve per forza finire così.
Questa storia, così lontana nel tempo e nello spazio, mi ha portato a pensare all'Italia dei nostri giorni, piagnucolante e rassegnata.
Il primo passo verso un tempo nuovo e migliore è quello di recuperare la fiducia in noi stessi.
Questo è ciò che ho imparato da un piccolo e coraggioso burro messicano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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