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Garlini Alberto - La legge dell'odio | Per il ventenne Stefano Guerra la violenza è bellezza e l'odio una legge nuovissima e antica. C'erano anche lui e i suoi camerati a combattere contro la polizia in un lontano giorno del 1968, in Italia, a Roma, a Valle Giulia. Da quel giorno la vita del giovanissimo neofascista coincide con l'illusione della rivoluzione e l'asservimento reale a ogni potere, fino alla strage. E mentre prosegue il suo percorso di carnefice, sempre più disilluso, intorno a lui si snoda una storia che non avevamo mai letto. La storia segreta delle trame nere in Italia negli anni dal 1969 al 1972. Una storia che si apre oggi a prospettive sconfinate e inquietanti.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5marco (26-04-2012) Un libro scritto bene, un romanzo di formazione estremo che rende reale, e non verosimile, un punto di vista, un sentire, una ferrea ingenuità, una agghiacciante rabbia che aveva necessità di essere raccontata perchè "Solo la rabbia è visibile, solo la rabbia reclama il pubblico. Il dolore è inutile, svanisce e ricompare nell'aldilà dei morti come una farfalla dalle ali delicatissime" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vittorio pisa (12-04-2012) Mi ha piacevolmente sorpreso e convinto. Un' ottima ricostruzione storica degli accadimenti che hanno sconvolto l'italia negli anni di piombo. La storia appassionata del terrorista nero dalla quale si dipanano, con un punto di vista sino ad oggi inesplorato, le vicende dell'italia di quegli anni è ben raccontata, con numerosi e riconoscibili riferimenti alla realtà. Un romanzo davvero avvincente, ben strutturato, quasi cinematografico nell'alternanza dei piani temporali in cui si svolge il racconto. Una piacevolissima lettura. Consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario (08-04-2012) Mi è piaciuto e anche tanto. L'alternarsi dei due piani temporali funziona benissimo. Minuziosa ricostruzione storica di quell'infausto periodo. Personaggi forti e credibili. Garlini oltre a essere un grande scrittore con un background culturale solidissimo, pone sul piatto della bilancia un'onestà di fondo non confezionando un romanzo a tesi, ma una storia obbiettiva dove a primeggiare sono i sentimenti. Insomma un gran bel romanzo se non fosse per qualche incongruenza sfuggita agli editor della casa editrice. Qualche esempio: i bombardieri americani che hanno martellato per anni il Vietnam del Nord erano B 52 e non B 27; negli anni '60 non credo esistessero auto italiane con la cintura di di sicurezza, così come non esisteva ancora il mito di Bruce Lee (Dalla Cina con furore è del 1973) e non esistevano nemmeno le "teste di cuoio" come corpo scelto della polizia italiana. I Nocs nascono ufficialmente con il rapimento Dozier. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maqroll (06-02-2012) Un ottimo romanzo che indaga, con dovizia di documentazione storica, la stagione terribile del neofascismo italiano. La figura plausibile del protagonista, umano e dolente pur nella ferocia delle azioni che la sua ideologia gli fa commettere, è uno dei punti di forza della narrazione, scorrevole e ben calibrata (forse fin troppo: si nota la mano pesante dell'editor e dell'agente letterario). Quasi un "roman à clé" in cui è possibile, per chi conosce la storia dell'Italia, individuare molti nomi e molti volti realmente accaduti. Mi pare abile anche l'utilizzo di brani e frasi proprie di quel periodo e di quell'ambiente. Un'opera che va sicuramente letta e meditata, sebbene la troppa "perfezione" editoriale le faccia perdere l'occasione di essere quel capolavoro che altrove (America?) qualcuno come DeLillo avrebbe provato a scrivere. Immagino che sia già pronta la riduzione cinematografica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luigi (02-02-2012) Gran bel romanzo, che si lascia leggere molto molto piacevolmente. Il Garlini ha letto molti buoni autori e si percepisce dalla struttura narrativa. Assolutamente altra cosa rispetto a Romanzo criminale di De Cataldo, a cui si puo' accostare solo per la vasta documentazione di cui si sono serviti i due autori,ma non per il loro diverso modo di riempire la pagina bianca.
Bravo bravo bravo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alessandro222 (02-02-2012) Non sono un grande lettore, quindi vuol dire che se interessato dal tema ho letto questo romanzo in pochissimi giorni, la scrittura è potente e la storia avvincente. Ci sono immagini che ti restano in testa e non te ne liberi, così come non ti liberi della voce del personaggio principale, deviata folle, ma anche in parte riconoscibile come nostra. Il romanzo sembra suggerire che dobbiamo riconoscere anche in noi questa voce istintuale e violenta e in un certo senso annientarla. Ma credo che come ogni grande romanzo sia aperto a molte interpretazioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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