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Wallace David F. - Il re pallido | La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell'Agenzia delle Entrate di Peoria, nell'lllinois. Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i cataloghi dell'epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare gli eventi più ordinari in avventure miracolose. Una gigantesca macchina tra saggio e racconto, popolata da un'umanità insieme buffa e dolente e sorretta dall'ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo di interesse. E che qui viene evocato con grande empatia, nel suo inscindibile misto di banalità e dignità.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Christian Valtorta (11-04-2012) Se l'avessero pubblicato come raccolta di racconti avrei detto, meraviglia.
Ecco, l'ho detto.
Che ci azzecca con un romanzo, questo libro?
Niente.
Però apri a caso un capitolo, lettore. Non c'è confronto, con il resto del mondo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
aprile (01-04-2012) Okay. Allora, secondo me (che non è che me ne intenda abbastanza) comunque secondo me, se dio invece del creatore avesse fatto lo scrittore probabilmente avrebbe scritto questo libro.
E tutti i giudizi che precedono e succedono questo mio non cambieranno di una virgola il mio convincimento. Punto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alberto (09-12-2011) l'ho cominciato da poco, lo ammetto, ma gia' mi gira la testa e mentre leggo continuo a pensare che questa sara' l'ultima cosa che leggero' di lui.Tutto quello che ho odiato di wallace alla prima lettura e' tutto quello che ora amo, che rende gli altri scrittori meno interessanti.
e' come essere andati sulle montagne russe con i suoi libri, poi,quando scendi ,guidare nel traffico ti sembra troppo facile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bc (22-11-2011) Straordinario. Benchè incompiuto, questo romanzo è l'ennesima prova del talento del suo autore, che ci mostra il "noioso" mondo degli impiegati del fisco, anche se la storia in sè sembra quasi delineare qualcosa di diverso, di sconvolgente, di indefinito...è come se continuamente dovesse accadere qualcosa, e la narrazione prosegue con i virtuosismi narrativi di Wallace, che si inserisce egli stesso nella vicenda, raccontando la sua esperienza giovanile con l'Irs.
Da segnalare soprattutto il capitolo 22, in cui Chris Fogle, uno degli impiegati del fisco, racconta in una sorta di autobiografia la sua scelta di lavorare nel mondo delle tasse.
Ciao David Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Niccolò C (18-11-2011) Definire un romanzo complesso e straordinario come Infinite Jest una mera opera di narcisismo è come ridurre I Fratelli Karamazov ad un romanzetto sulla morale. Avendo letto tutti i libri di Wallace posso dire che invece la mia opinione di questo scrittore, lo scrittore che preferisco,è totalmente diversa.
L'esperienza della lettura di Wallace è stata per me una delle più intense della vita;la vicinanza e il calore, unito alla tristezzza e alla catarsi, che solo un genio della letteratura sa donare.L'intervista pubblicata da Minimum Fax l'ho vissuta invece come la rivelazione di una persona geniale che viveva profondi conflitti, come tutti noi, ma che possedeva una mastodontica capacità di pensiero e consapevolezza per rendersi conto delle dinamiche che lo affliggevano e ammetterle, a differenza di quasi tutti gli abitanti di questo pianeta. Il solo fatto che un talento tanto straordinario della prosa abbia deciso di scrivere questo genere di romanzi, rinunciando a scrivere il genere di cose che danno veramente la popolarità (roba alla Bret Easton Ellis per capirci)mi sembra la dimostrazione che qui ci troviamo di fronte ad uno scrittore che mette l'onesta e la comunicazione al di sopra di ogni orpello nelle proprie opere.
La pubblicazione del Re Pallido mi sembra sia stata la scelta giusta, perchè anche se incompleta e probabilmente non nel taglio che lui avrebbe saputo dare , la sola presenza di qualche frammento scritto da Wallace merita l'acquisto. E di perle alla Wallace il Re Pallido è pieno. Comprato questo libro , dopo aver letto tutte le altre opere di questo scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
madapple (01-11-2011) IJ è l'esempio di uno dei più riusciti mausolei narcisistici mai creati. Sfoggio della geniale capacità camaleontica di DFW. L'inesauribile bisogno di "dimostrare che...".
(...)
Attraverso la lettura dell'intervista, mal tradotta con il titolo: "Come diventare se stessi", emerge un DFW narcisista, insicuro di sé (come ogni narcisista), accumulatore instancabile di nozioni di ogni genere nella speranza di dimostrare il suo valore...
Ma a chi? Come tutti i narcisisti a se stesso. Ovviamente. E altrettanto ovviamente, fallendo miseramente l'immane compito.
Perché... DFW ha impressionato noi, o almeno me di sicuro, ma ha fallito con l'unico che voleva/doveva impressionare, se stesso.
Nutro nei suoi confronti un affetto e un senso di tristezza che raramente un autore mi ha ispirato...
Pensare che voleva abbandonare la scrittura per aprire un rifugio per cani. Per i suoi amati cani.
(...)
Se almeno l'avessero lasciato riposare in pace...
Senza mal ricucire i pezzi della sua ultima tassonomia, macchiandosi della più nera delle perversioni.
Una sorta di necrofilia letteraria. Il Re Pallido.
Li odio.
...RIP amico mio.
RIP. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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