|
|  |
Pochi altri autori riescono come McEwan a far appassionare il lettore ai destini di personaggi quantomeno discutibili, "eroi" che attraggono in misura proporzionale al disgusto che suscitano. È il caso di Michael Beard: basso, grasso, inverosimile seduttore, fedifrago patentato e marito seriale al quinto matrimonio, a poco più di cinquant'anni è ormai uno svogliato e dispotico burocrate della scienza da quando la genialità, che pure in gioventù gli valse il Nobel per la Fisica, lo ha abbandonato. Da successore di Einstein ad almanacco vivente dei sette peccati capitali (con una certa predilezione per gola e lussuria): la parabola esistenziale di Beard sembra condurlo inesorabilmente verso la malinconica contemplazione della propria decadenza. Almeno fino al giorno in cui gli viene affidato il Centro nazionale per le energie rinnovabili: tra i suoi sottoposti non tarda a mettersi in luce un giovane, Tom Aldous, tanto brillante quanto ingenuo (almeno agli occhi del cinico Beard) nella sua aspirazione a "salvare il mondo". Eppure il progetto di Tom non è cosi campato per aria se, come dice, la sua scoperta è in grado di risolvere una volta per tutte i problemi energetici del pianeta. L'incontro tra il giovane ricercatore e il maturo scienziato avrà sviluppi inaspettati: un intreccio che, lungi dall'essere fine a se stesso, è l'occasione per un confronto spietato con una morale collettiva indifferente, al di là degli slogan, ai rischi del riscaldamento globale. Michael Beard è un Premio Nobel per la Fisica. È al suo quinto matrimonio, oltre la soglia dei cinquant’anni, ed è un fedifrago inguaribile. È basso, sovrappeso, goloso e lussurioso, e sembra aver esaurito negli anni tutta quella genialità e autorevolezza che lo aveva fatto affermare nel suo ambito. Totalmente concentrato su se stesso e sui suoi bisogni, Beard è un uomo a cui non affideresti nemmeno la responsabilità di fare la raccolta differenziata. Eppure gli viene affidata la direzione del Centro nazionale per le energie rinnovabili, in onore ai suoi meriti passati.
Quando il suo quinto matrimonio con Patrice, una donna molto più giovane di lui e ancora bellissima, si avvia al collasso, Beard accetterà un invito per partecipare a una spedizione al Polo Nord. Lo fa, non certo per “constatare di persona gli effetti del riscaldamento globale”, ma sperando di stabilire una distanza con gli eventi che di recente hanno sconvolto la sua vita privata. Ma nemmeno qui troverà pace, e sarà coinvolto in avventure al limite del ridicolo, tra fughe da orsi polari affamati e peni congelati durante una minzione nella neve a diversi gradi sottozero. Tornato a casa, troverà un giovane scienziato del suo dipartimento, Tom Aldous, uno che ingenuamente crede nella speranza che si possa salvare il mondo, sdraiato sul divano di casa sua, nudo, con addosso la sua vestaglia.
Eppure il progetto del giovane non è poi così campato in aria e potrebbe essere un valido punto di partenza per risolvere il problema del fabbisogno energetico del pianeta. Nell’insuperabile costruzione narrativa di McEwan, che passa dalla tragedia, alla commedia, alla farsa con magistrale abilità, la storia prenderà una piega inaspettata e il fascicolo di Aldous permetterà il riscatto di Beard agli occhi della comunità scientifica. Accerchiato dalle donne, da un avvocato, da un criminale ex amante della moglie, dalle stesse cellule del suo corpo coalizzate per la catastrofe fisica imminente, vittima di una cospirazione universale per impedirgli di realizzare il suo genio e fare del bene al mondo, Beard finirà in Messico a studiare il progetto di fotosintesi artificiale.
Diviso in tre parti e corredato di un’appendice, Solar segue la vita del protagonista dal 2000 al 2009 e in questo cammino si fa eccellente affresco dell’egoismo e dell’individualismo feroce che caratterizza la nostra società e l’essere umano in generale. Una visione pessimistica e cinica, quella di McEwan, del consorzio umano, che non trova certo redenzione nell’ironia attraverso cui tutta la vicenda è trattata. C’è una metafora esemplare con cui McEwan sembra riassumere l’atteggiamento umano di fronte al problema ecologico e climatico del pianeta. L’uomo si muove nel mondo come nello spogliatoio del campo base artico, obbedendo all’avidità e all’interesse personale, senza preoccuparsi degli altri e del mondo naturale che lo ospita. Così spariscono pezzi di abbigliamento, l’attrezzatura viene accatastata disordinatamente, e uscire vuol dire rubare qualcosa che apparteneva ad altri. L’accumulo di entropia nello spogliatoio equivale allo svolgersi del disastro climatico che vediamo aggravarsi ogni giorno e osserviamo senza eccessivi scrupoli morali. E come pensavano, quegli scienziati tanto fiduciosi nei progressi della scienza e dell'uomo quanto irrispettosi e irresponsabili dei beni loro concessi, di riuscire a salvare un pianeta tanto più vasto dello spogliatoio?
Solar è anche un’acuta riflessione sul ruolo dell’arte nella nostra società, al di là della questione del problema ecologico e del cambiamento climatico. È solo una ipotesi stravagante, quella che pensa l’arte nelle sue forme più nobili come capace di sollevare questioni scientifiche di così grande importanza per il futuro del pianeta e dell’umanità, di analizzarle e rivelarne tutto l’orrore e la minaccia? Può l’arte, e la letteratura nello specifico, indurre il pubblico a riflettere e a reagire? Forse l’estraneità all’idealismo di Beard corrisponde a quella di McEwan? Chissà se l'autoconsapevolezza può bastare. Forse sarebbe meglio non affidare nulla alla scienza, all'arte o all'idealismo, e riporre la speranza nella legge.
Se non abbiamo una risposta esaustiva per simili domande, possiamo di certo affermare che solo l’arte sa ritrarre così minuziosamente e sinceramente l’indole umana, nei suoi aspetti più reconditi, mettendo in luce tutti i suoi difetti.
Punto di forza di Solar è proprio l'ironia satirica attraverso cui è costruito. Non a caso, con questo romanzo McEwan si è aggiudicato il Premio intitolato all'autore comico britannico P. G. Wodehouse. Fin dalla partenza in sordina incentrata sui progressi scientifici nello studio di energie alternative, che rivela una accurata documentazione sull'argomento, il romanzo riassume i connotati tipici della prosa di McEwan, in particolare la lingua misurata, accurata e tagliente come una lama. Non stupisca, dunque, l'ironia messa in campo in maniera più vistosa che in precedenza, soprattutto in rapporto all'odio dichiarato dall'autore per i romanzi comici. La comicità non è in nessun momento il fine di McEwan, eppure saper ridere di se stessi e della propria imperfezione è forse, oggi più di ieri, uno strumento efficacissimo per rappresentare il degrado attuale e futuro in cui ci apprestiamo spensieratamente a vivere.
A cura di Wuz.it
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5aristos aristos@virgilio.it (12-01-2012) Rimango sempre più sconcertato dalla letteratura contemporanea, che non mi emoziona come i Pirandello, i Calvino, ecc., anche quando è ben scritta, come questo Solar. Forse scritto troppo bene, con molti rimandi interni che l'autore riesce a gestire, con troppi rimandi esterni alla contemporaneità, con un flusso narrativo appunto ben gestito, ma freddo. Penso manchi quello che Giacomo Debenedetti definiva "personaggio-uomo", colui che in definitiva nel racconto "parla anche di te". Questo avevano i personaggi di Pirandello, di Svevo; questo manca ai personaggi di oggi. A chiusura di libro nulla ho imparato di me stesso, dell'umano, del mondo; devo dire a chiusura di libro resto con la sensazione di aver perso tempo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dave (14-11-2011) Era il primo libro di McEwan che leggevo e ne sono rimasto molto soddisfatto. Il protagonista, Michael Beard, è un antieroe sapientemente delineato e spietatamente abbietto, cinico, egoista e ambizioso.
Molti i punti esilaranti ma anche quelli amari in cui non ho potuto fare a meno di paragonare il protagonista a gran parte dei politici nostrani. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PERRO (18-10-2011) del tutto spettacolare, per quanto come sempre accade con mac ewan, richieda un po' di tempo per entrare nella narrazione e capire che non noia abbiamo davanti, ma profondità dell'anima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Raffaele (05-09-2011) McEwan è uno dei miei scrittori preferiti, ho letto tutti i suoi romanzi e lo ritengo tra i primissimi in Europa; tuttavia in "Solar" non ho ritrovato il suo stile inconfondibile che rende interessante qualsiasi argomento e personaggio.
Siamo molto lontani da "Amsterdam" da "L'Amore Fatale" e da "Sabato" solo per citare quelli che amo di più; per non parlare di "Espiazione" che ritengo un vero capolavoro. Anche in "Chesil Beach", che pure non ho particolarmente apprezzato, emergevamo le sue eccellenti caratteristiche narrative che lo hanno reso un gigante della letteratura e che qui, invece, mancano. Un giudizio comunque positivo per l'immensa stima. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
colAlto (26-07-2011) il migliore McEwan
ho letto diversi libri di McEwan ma non ero una sua grandissima fan, ma con questo libro mi ha conquistata. Il personaggio del premio Nobel Michael Beard piccolo,grasso, calvo e donnaiolo e' descritto molto bene, inoltre attuale per il soggetto il riscaldamento del pianeta e la ricerca di energia rinnovabile, ma nel libro si scopre che non esiste solo energia solare ma anche criminale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tea (29-06-2011) Inizio nel dire che McEwan lo adoro come scrittore, in primis con il libro "Sabato" il mio preferito, senza dimenticare "Bambini nel tempo", però devo ammettere che in questo libro non sono riuscita a "vederlo" partire, la scrittura è sublime, divertente e unica ma la storia finita l'ultima pagina ti domandi "ma cos'ho letto?"
Ho dato 2 per il modo di scrivere altrimenti avrei dato 0, non lo consiglio! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Antonio (28-04-2011) Un libro certamente piacevole, grazie all'indubbia abilità di McEwan (che in parte mi ricorda Ammaniti), ma che alla fine non lascia niente.
Proverò con gli altri libri di questo autore, per il momento il giudizio è sospeso... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cecilia (01-04-2011) McEwan è uno dei miei autori preferiti. Solar non è il suo capolavoro ma è una lettura godibilissima, sapientemente orchestrata e che,nonostante l'argomento sia in alcuni passaggi un pò ostico, non ti annoia mai. ...e poi scrive così bene! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Loris (14-03-2011) Ho conosciuto McEwan con 'Lettera a Berlino', quasi due decenni fa. Da allora ne sono diventato un lettore fedele, recuperando i lavori precedenti e acquisendo ogni nuova uscita. Dal punto di vista stilistico penso abbia pochi uguali oggi. Per questo 'Solar' nutrivo qualche timore, legato alle recensioni che evidenziavano la scelta di un registro comico e grottesco. Alla prova dei fatti, sono entrato nel romanzo con piacere crescente, constatando che McEwan ha creato una farsa tragica, dove si sorride (o ride) amaro. Michael Beard e' un simpatico cialtrone, un egocentrico che vuole appagare i propri appetiti (culinari e sessuali) ed essere sempre al centro dell'attenzione. E' in buona sostanza un opportunista, un cinico che non crede all'apocalisse ambientale, ma la usa per inseguire denaro e fama. Anche quando vede i segni della catastrofe imminente (sentimentale e professionale), preferisce ignorarli, procedendo cosi' per inerzia verso l'autodistruzione. Ovviamente Beard e' lo specchio di comportamenti individuali e sociali oggi assai diffusi che McEwan vuole mettere alla berlina. Il suo essere uomo di scienza apra la strada a dotte digressioni (forse noiose per chi e' digiuno di fisica) e determina lo stile della narrazione. Pur senza toccare l'eccellenza di altre prove, McEwan si conferma autore di assoluto valore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (05-03-2011) Un romanzo piacevole, ben scritto e dalla trama piuttosto accattivante: però non lascia il segno, se non per un paio di passaggi di un umorismo esilarante Voto: 3 / 5 |  |  |  |
silvia (02-03-2011) è molto divertente pur affrontando temi cruciali della nostra epoca con leggerezza mai superficiale: un equilibrio perfetto che si rispecchia nella prosa eclettica e scorrevole nonostante tratti temi complessi. Ne leggevo poche pagine al giorno per farlo durare di più! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto (28-02-2011) Tutto il romanzo di McEwan mi è parso un malcelato tentativo di trapiantare l'anima di Barney Panofsky nel corpo di Michael Beard.
L'intervento è riuscito, ma il paziente è morto!!!
Una delusione su tutto il fronte della consistenza narrativa: si salva solo l'aspetto stilistico, per cui il mio voto è 2 anzichè 1
A chi parla di capolavoro, consiglierei maggiore sobrietà e migliori letture. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Margherita (25-02-2011) ho letto altri libri di McEwan e devo dire che a fine lettura rimango sempre soddisfatta! Questa volta, nonostante ci siano dei passaggi troppo specifici e tecnici, ho trovato il libro molto simpatico. Un bel libro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piumina (21-02-2011) Sono rimasta profondamente delusa dalla lettura di "Solar". Dopo aver letto "Sabato", "Chesil Beach", "Espiazione", mai avrei immaginato che McEwan potesse scrivere un romanzo così brutto, noioso, dalla trama "forzata" e, nonostante il tema dell'energia rinnovabile sia attuale e pressante, per nulla interessante, dai personaggi inconsistenti. Ho letto il libro con gran fatica, sperando almeno in un colpo di scena finale che neutralizzasse la delusione ma l'ultima pagina è arrivata e chiudere il libro è stata una liberazione. Memore dell'entusiasmo e della soddisfazione provata nel leggere i precedenti libri reputo "Solar" un romanzo piatto e senz'anima, talmente lontano dagli altri quasi fosse stato scritto da un'altra persona...... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sordello sordello2001@yahoo.it (11-02-2011) I romanzi di McEwan valgono sempre la pena di essere letti. Confesso però che dopo le prime 50 pagine iniziavo a dubitare di questa affermazione, invece...Invece a un certo punto il romanzo esplode, diventa interessante, avvincente come un giallo ma con un valore "letterario" e oserei dire "filosofico"; mirabilmente narrata, la visione del mondo e della vita del Beard viene esplicitata, a volte in modo ridondante, nel quadro di una vicenda che si fa via via più avvincente fino al gran finale nel deserto del New Mexico. E il deserto dell'anima di Beard (e chissà, del nostro mondo)è la morale di questa favola ironica e amara di McEwan. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Trixter (27-01-2011) E' il primo romanzo di McEwan che mi capita di leggere e, sinceramente, al termine della lettura mi sono sentito soddisfatto. Intendiamoci, non è un capolavoro, anzi a tratti m'è parso logorroico e noiosetto, tuttavia nel complesso direi che è scritto in modo geniale (molto bravo anche il traduttore) ed è arricchito da un paio di gag esilaranti (la scena delle patatine e le disavventure sui ghiacci di Beard sono veramente divertenti!). Insomma, una lettura discreta, leggera e profonda allo stesso tempo, con belle descrizioni ed ottimi approfondimenti psicologici. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesco v (19-01-2011) Primo libro di McEwan. Indubbiamente un bel romanzo, forse poteva essere piu' breve e meno tecnico. Finale in crescendo. Difficile gridare al capolavoro, comunque consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianni70 (18-01-2011) Secondo me SOLAR è il migliore tra gli ultimi romanzi di McEwan! Non faccio commenti sul tema "ambientale" ne mi voglio soffermare sul fatto che le parti che trattano di questo argomento possano essere troppo lunghe e tecniche (pregio/difetto dell'ultimo McEwan che infarcisce i racconti delle personalità dei suoi protagonisti con dettagli meticolosi, come per il chirurgo di SABATO) ma per me lo scrittore questa volta ha dato vita ad un personaggio indimenticabile. Michael Beard è una persona spregevole, è un parassita è uno sfruttatore, una persona mediocre che vive di rendita su successi passati. E' un bugiardo, un ladro, un amante infedele e un padre incapace. Pensa tutto il tempo a come poter sfruttare la propria posizione per poter godere di privilegi, anche stupidi, come una camera d'albergo migliore o un biglietto aereo di prima classe. Il tutto dall'alto di un enorme Ego, non suffragato da meriti reali. Fisicamente è obeso basso e calvo, eppure non pensa ad altro che accoppiarsi e avere più amanti. Si lascia andare a fantasie erotiche con giovani donne che a dispetto del suo fisico repellente dovrebbero adorarlo per la sua superiore presunta intelligenza. Eppure, McEwan, a questo essere mediocre...affida i destini energetici dell'umanità. Un paradosso! Il libro è a tratti esilarante e pieno di colpi di colpi di scena, sicuramente non vi annoierete a seguire le vicende nel corso degli anni di questo personaggio, fotografia esatta della mediocrità insita in ognuno di noi. E' il o un "prototipo" di maschio occidentale europeo in cui molti segretamente si ritroveranno, che altri compatiranno ma a cui quasi tutti inevitabilmente si affezioneranno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiana (17-01-2011) No, non è un bel libro; è scritto abbastanza bene, l'autore non è un novellino, ma non basta. La trama è molto carente: sfilacciata e inconsistente; le descrizioni scientifiche sono inutili e noiosissime, non si impara quasi nulla e non ci si diverte.
La mia è solo un'opinione, ma sincera: sebbene io sia una grande ammiratrice dell'autore questa sua ultima opera è una gran delusione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
michele (15-01-2011) Un autore il cui nome mi era noto da tempo, ma che non avevo mai preso seriamente in considerazione e un libro con una trama che mi stuzzicava, forse non abbastanza da indurmi all'acquisto.
Poi un 'amica, probabilmente dotata di sfera di cristallo, me l'ha regalato per Natale.
Beard, il protagonista, nobel per la Fisica in gioventù, è basso, tarchiato, calvo, totalmente incapace di amare, lussurioso, goloso,pigro all'ennesima potenza, tremendamente opportunista.
Trovargli una virtù sarebbe impresa da titani ma grazie alla maestria di McEwan,a mio parere, non si può fare a meno di "amarlo".
Non intendo svelare niente della trama ma alcune parti sono davvero godibilissime.
Su tutte la scena comica del sacchetto di patatine: potrà anche averla presa da qualche parte ma per descriverla così devi essere un grande scrittore.
Forse un pò troppo nozionistico e ripetitivo in alcune parti, stavo per dargli 4/5 ma Beard mi mancherà e quindi....
Un grazie ad Ilenja la mia amica...penso di regalarlo anche a lei. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
|
 | I più venduti di McEwan Ian |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|