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Murakami Haruki - 1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre

1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre Titolo1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre
AutoreMurakami Haruki
Prezzo
Sconto 15%
€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
Prezzi in altre valute
Dati2011, 722 p., rilegato
TraduttoreAmitrano G.
EditoreEinaudi  (collana Supercoralli)
 Disponibile anche in ebook a € 9,99

Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo

Disponibilita immediata
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30 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi.

La recensione di IBS
L'uccello che girava le viti del mondo. Partiamo da lì. Si pensava di aver già trovato in quelle pagine la massima complessità di riferimenti, stratificazioni di scrittura, evocazioni di immagini, tòpoi della narrativa onirica e dell'iconografia possibili per uno scrittore. Poi è arrivato Kafka sulla spiaggia che ha sparigliato nuovamente le carte della nostra logica e ricomposto l'opera sovrapponendo ancor più immagini e parole, creazione artistica e realtà e arrivando a una quasi infinita elusività del senso, messinscena della fallacia interpretativa che non casualmente omaggia Kafka. Murakami, ne eravamo certi, non poteva arrivare a un più alto risultato. Ma non avevamo ancora letto 1Q84.
È subito evidente che l'autore ha fatto un complesso, immane lavoro di riferimenti incrociati su un tema centrale "le cose sono diverse da come appaiono", dovremmo dire il tema centrale della narrativa dello scrittore giapponese. Eppure questo argomento viene continuamente sfaldato nel suo tragitto verso il senso, che non ha nulla di lineare: è invece - come sempre - labirintico, se non addirittura sospeso. Citazioni e omaggi si susseguono lungo tutto il testo. A partire, è ovvio, dall'anno in cui si ambienta la vicenda, quel 1984 di orwelliana memoria tramutato in 1Q84 sia per un'assonanza tra la lettera e il numero nella pronuncia giapponese, che per sottolineare l'ambiguità della situazione: Q è la Q del question mark, il punto interrogativo. Lungo il romanzo incrociamo anche la Storia che Murakami, a differenza di Orwell, può ricostruire nella sua interezza, pur con l'inserimento di momenti devianti. Ciò che è accaduto nel 1984 e negli anni precedenti è lì, davanti a noi, così come viene riportato, o quasi.
"Di realtà ce n'è sempre una sola" - fa dire Murakami al taxista-traghettatore, personaggio mitologico che porta la protagonista femminile Aomame (citata sempre con il suo strano cognome che significa "piselli verdi") verso la discesa nell'altro mondo. Aomame: un po' l'Alice di Carroll e un po' temibile giustiziere e spietato killer, viso d'angelo e mostruosa smorfia terrorizzante. Ogni passaggio del romanzo gira attorno a questo concetto: le cose non sono come appaiono, ma di realtà ne esiste una sola. Anche se si può mascherare la verità con una finzione, con una menzogna, è necessario ricordare che "una volta che si dice una bugia al mondo, bisogna continuare a mentire in eterno. Diventa necessario per far quadrare i conti". Anche con il passato e con i ricordi si devono quadrare i conti. I ricordi come ondate che risalgono nella mente, che interagiscono anche col fisico, che disturbano, che si vorrebbero scacciare ma che restano, che creano angoscia o rievocano piacere, ma che arrivano inaspettati e non voluti e non se ne vanno se non quando sono loro stessi a decidere di svanire. E al contempo la realtà che muta, il pensiero che non la coglie: "appena cercava di pensare qualcosa la realtà sembrava avvicinarsi per un attimo, poi subito sfuggiva".
"Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso più breve". Lo scopre Tengo, protagonista maschile, giovane ghost writer incaricato di prendere in mano una bella storia mal scritta da Fukaeri (una diciassettenne misteriosa, impenetrabile, con un modo di parlare bizzarro, all'apparenza anche un po' folle), e trasformarla in un esordio da premio: Crisalide d'aria. Le vite dei due protagonisti, che scorrono parallele nell'anno 1Q84 - Aomame impegnata a giustiziare su commissione e con un sistema raffinatissimo uomini che hanno fatto violenza sulle donne, e Tengo alle prese con la riscrittura dell'inquietante romanzo mentre viene portato da Fukaeri a scoprire una surreale realtà dove esistono misteriose piccole creature - sembrano a un certo punto convergere. Ma in questo spazio-tempo labirintico che ha assunto forme contorte nulla è scontato. "Il tempo in sé dovrebbe avere una struttura uniforme ma, una volta consumato, si deforma. Un periodo breve di tempo può essere terribilmente pesante e lungo, e un altro leggero e breve. E a volte il prima e il dopo si invertono e nei casi peggiori scompaiono del tutto. Capita pure che si aggiungano cose che non dovrebbero farne parte." Ascoltando a lungo un applauso registrato al termine di un concerto Aomame ha la sensazione che non si tratti più di un applauso, ma si sia "trasformato nel rumore di una incessante tempesta di vento su Marte".
Vivendo in un 1984 che non sembra più tale, decide di chiamarlo 1Q84. "Che mi piaccia o no, adesso mi trovo in questo anno IQ84. Il I984 che conoscevo non esiste più da nessuna parte. Ora è l'anno IQ84. L'aria è cambiata, il paesaggio è cambiato. Devo adattarmi il più in fretta possibile a questo mondo con punto interrogativo."
Leggendo con passione il romanzo di Murakami, facendosi avvolgere alla storia, si ha la sensazione che non si tratti più di un semplice libro, ma che si espanda oltre le pagine verso la realtà, trasformandola, come se una seconda luna comparisse in cielo.

A cura di Wuz.it

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti.  Media Voto: 3.53 / 5

Michael Moretta michael.moretta@libero.it (18-02-2012)
Un libro meraviglioso, intenso, mai banale, completo e profondissimo. Naturalmente lascia ampi scenari aperti visto i due capitoli finali, e non vedo l'ora che esca il terzo libro per completare l' opera. Mi hanno affascinato le descrizioni minuziose, a volte quasi eccessive, dei particolari, la fantasia della storia che però non si trasforma mai in banalità e rimane sempre su piano tale da non farti mai venire voglia di smettere di leggere, la capacità dell' autore di farti calare totalmente nelle pagine di questo libro e di farti percepire le sensazioni dei due personaggi principali, i loro stati d' animo, le loro emozioni più profonde ed intime. Le vicende parallele di Tengo ed Aomame ti tengono incollato alle pagine, ti avvolgono nella loro fitta trama e ti fanno sognare ed immaginare davvero un mondo diverso.....il mondo con le due lune. Poesia pura, per me, è il momento in cui Tengo ed Aomame si ritrovano a pochissima distanza tra di loro, senza saperlo, ad osservare lo stesso cielo con le stesse due lune. Dopo tutti i loro travagli, le loro vicissitudini, il loro ricercarsi continuo, sono così vicini l' un l' altro mentre guardano le due lune in cielo, eppure allo stesso tempo così lontani nel loro non sapere che l' altro è così a poca distanza......se solo Tengo spostasse lo sguardo dalle due lune al balcone sopra il parco giochi vedrebbe e riconoscerebbe la sua Aomame......ma questa è la vita.....quante volte siamo stati vicini a ciò che desideriamo senza saperlo e poi ce ne siamo andati senza sapere che la nostra felicità era lì, a portata di mano, di sguardo.....Un libro magico certamente non facile e che necessita di un piccolo periodo di tempo di adattamento, diciamo così......ma la lettura di questo romanzo ricompensa ampiamente questi piccoli sforzi!
Voto: 5 / 5
Antonietta l. (16-02-2012)
Semplicemente meraviglioso e magico...
Voto: 5 / 5
Laura (11-02-2012)
Con una grande tristezza,devo ammettere che ,questa volta,il mio amato Murakami mi ha veramente deluso.Temo che abbia avuto una crisi di creatività e chi ha letto i suoi libri precedenti sa cosa intendo.La storia è molto banale,anche se l'intreccio impedisce di abbandonare il libro prima della fine.Potrebbe averla scritta uno qualunque dei vari autori di pseudo-thriller che vendono quintali di libri,ma non è questo che mi aspettavo da lui.Come qualcuno ha giustamente osservato,qui c'è di tutto:dalle descrizioni sessuali,alla difesa della donna,al gay di buon cuore,alla signora raffinata con tragedia familiare alle spalle(così come gli altri protagonisti),alle sette pseudo-religiose.Insomma,un'accozzaglia di situazioni.Chil'ha trovato "onirico"farebbe bene a leggere le altre sue opere.Peccato!
Voto: 2 / 5
Angelo (11-02-2012)
Ho appena finito di leggere 1Q84 (libri 1 e 2) e l'impressione è che debba ancora finire di digerirlo del tutto. Certo si tratta di un libro potente, importante, non banale, che a suo modo farà sicuramente storia, ma che sia un capolavoro indimenticabile o privo di debolezze è presto per dirlo. Molte cose, al suo interno, possono turbare la sensibilità dei lettori, e mi riferisco per esempio alle ambiguità che qua e là affiorano nel raccontare il sesso, l'adolescenza, il rapporto fra genitori e figli (veri o putativi). E poi una certa idea di "irreversibilità", di dissolvimento, che trovo cupa, dolorosa, disperata, e che tuttavia vedo che altri lettori hanno interpretato in chiave completamente diversa, a conferma che questo libro sa schiudere universi differenti in ciascun lettore. Comunque un libro da leggere, e dopo, solo dopo, da amare o da odiare.
Voto: 4 / 5
marco m magicmatit@yahoo.it (10-02-2012)
Questo è un romanzo che ti cambia dentro. Semplicemente meraviglioso. Adoro Murakami
Voto: 5 / 5
Fabio (07-02-2012)
Ho terminato da poco di leggere in sequenza i romanzi di alcuni autori che ammiro, in particolare: "La caverna " di Saramago, "Nemesi" di P. Roth, "La confraternita dell'uva", di J. Fante. Incuriosito dal gran parlare che si fa attorno a Murakami (è bello scoprire un nuovo autore!) mi son fatto regalare "1Q84" e ho preso in prestito "Tokyo blues" dalla biblioteca. Beh, è stata una cocente delusione. Non riesco a comprendere dove risieda il suo genio e la sua grandezza e in parte me ne dispiace. Rispetto agli autori citati sopra, la scrittura e lo stile di Murakami risultano addirittura imbarazzanti e le sue storie assolutamente prive di quel fascino che invece gli viene attribuito. Probabile che sia io a non comprenderne a fondo il valore, mi son detto, e ho quindi passato i libri a mia moglie che è anch'essa un'assidua lettrice. Niente, nessun effetto nemmeno su di lei. Che dipenda dall'età? (50 anni io, lei 46?). Un saluto a tutti. P.S. se qualcuno di voi prova a leggere, ad es., "La caverna" di Saramago, comprende bene cosa intendo.
Voto: 1 / 5
Loris (07-02-2012)
Il marketing editoriale impone capolavori a getto continuo. Non leggevo Murakami da anni, ma a dir il vero quest'ultimo lavoro non mi pare superiore ad altri del passato ( 'Norwegian wood' o 'Dance dance dance', ad esempio). Considerato che siamo a due terzi del tutto, il giudizio non puo' che essere parziale e approssimativo. Come altri autori contemporanei, Murakami soffre di elefantiasi letteraria: molte pagine potevano essere eliminate, evitando fastidiose ripetizioni. L'insistenza sul sesso e' abbastanza stucchevole e lo sfoggio di cultura musicale e letteraria a tratti diventa esibizionismo fine a se stesso. Romanzo da buttare allora? No. L'intreccio tiene, cattura, fa viaggiare il lettore sul confine tra realta' e finzione. I protagonisti sono tipici personaggi di Murakami, ma si finisce col guardarli con indulgenza e affetto. Alcune parti sono anche stilisticamente pregevoli, a conferma del talento dell'autore. Insomma, personalmente mi fermerei a un 3,5, arrotondato in eccesso per stima verso Murakami (e fiducia in una degna conclusione).
Voto: 4 / 5
serfilip (01-02-2012)
Condivido pienamente l'opinione di Andrea M.I voti attribuiti dai lettori dimostrano che Murakami o si odia o si ama. Io invece posso dire di averlo amato nello splendido "Kafka" ma di averlo poi, poco alla volta, abbandonato. Sinceramente negli ultimi romanzi (ed 1Q84 non fa eccezione), lo trovo prolisso e forzosamente onirico. Il "sogno" per Murakami ha perso la freschezza dei primi romanzi per diventare elemento caratterizzante dello scrittore, ma non per motivi creativi, ma bensì per esigenze commerciali. Ma così la narrazione diventa stucchevole e noiosa.Penso che le mie letture di Murakami si fermeranno qui.
Voto: 2 / 5
Peppe tam@ngi.it (30-01-2012)
una sola parola....meraviglioso..
Voto: 5 / 5
Giorgio (27-01-2012)
A chi ha dato voti bassi..guardatevi dentro..libro bellissimo!!
Voto: 5 / 5
Claudia (23-01-2012)
Terminato oggi 1Q84. Che dire? Per me non è il capolavoro di Murakami...E' un libro potente, questo è certo, che ti pone mille interrogativi, ti lascia dubbi, ti spinge a cercare spiegazioni e significati; significati che cominci a intuire verso il finale della storia, e poi ancor più quando Tengo, nelle ultime pagine, mette insieme tutti i pezzi della sua vita al letto del padre morente, portando a termine una sorta di percorso interiore in un mondo, quello dell'1Q84 appunto, che è sempre al confine tra la realtà e l'immaginazione, un mondo con due lune che sembra essere frutto della sua stessa scrittura. Il romanzo a mio parere ha delle falle: l'inizio è troppo lento, alcuni punti sono superflui, lo stile a volte cade un po' sotto tono,certe descrizioni sono eccessive e pedanti. Anche dal punto di vista della trama, ci sono state parecchie cose che non mi hanno convinto: i LIttle People, il Sakigake, la crisalide d'aria, la daughter, l'unione fra il Leader e le bambine...il mondo onirico di Murakami che preferisco, tutto sommato, è ben altro. E' quello di altri suoi romanzi, a mio avviso migliori. Ciò nonostante, la penna di Murakami è potente, ti trascina pagina dopo pagina, fino alla fine, negli universi di Tengo e Aomame, non riesce a farti staccare dalla storia, e a tratti torna ad essere quella penna lirica, malinconica, densa di significati e di umanità, di quelle storie forti, di quei percorsi tutti interiori a cui lo scrittore ci ha abituati. Insomma, promosso ma con riserva.
Voto: 3 / 5
Andrea M. (22-01-2012)
Ho letto molto di Murakami anche se non proprio tutto. E per quanto ormai sia stanco e stancante l'aggettivo "onirico" che sempre viene associato all'autore, devo ammettere che è inevitabile formularlo leggendo molti dei suoi racconti (che siano brevi o siano romanzi). Eppure quetse 722 pagine le ho digerite con grande difficoltà, trovando un Murakami che mi pare si sia messo al tavolo le sue 4 ore quotidiane dicendosi "sono Murakami e scrivo qualcosa alla Murakami". Reale fastidio in moltissimi punti dove ho stralciato un paragrafo su tre senza perdere nulla della trama o dell'atmosfera. Certo sa usare le parole, la scrittura, e rende vividi personaggi e situazioni, ambienti e dipinti, sebbene lo faccia con uno stile prolisso e pedante, una ripetizione costante in termini sempre similari ma sempre differenti. Eppure certe descrizioni lunghe più di una pagina a un certo punto ti tirano fuori dal liro e ti fanno sbottare infastidito. Magari è sempre stato così e sono io in un momento meno favorevole alla sua scrittura, ma non ci ho trovato molto di nuovo, né molto di particolarmente attraente. In definitiva un esercizio di stile: sa rendere i personaggi e farli vivere, sa creare ambientazioni realistiche ma non del tutto reali, solo leggermente slittate; sa gestire una trama nella sua evoluzione. ma manca qualcosa; manca l'idea di Libro. Di qualcosa che abbia un senso compiuto e dia un senso di compiutezza al lettore. In definitiva, secondo me, chi voglia accostarsi a Murakami meglio lo faccia attraverso suoi romanzi precedenti e ben noti. Una notevole fatica arrivare in fondo.
Voto: 2 / 5
fabio (21-01-2012)
1Q84 è il primo libro di Murakami che leggo. Devo dire che sono partito un po' prevenuto, non avendo mai letto nessun autore giapponese. Però il libro mi ha subito colpito, trasportandomi in un nuovo mondo. Libro bellissimo, da allora in poco più di un mese sono già al terzo libro di Murakami.... sta diventando una vera e propria dipendenza. L'unica cosa negativa è che bisogna aspettare l'uscita del terzo e ultimo libro per conoscere la fine della vicenda... Fidatevi, compratelo è veramente un libro affascinante!!!
Voto: 5 / 5
nicoladon (19-01-2012)
non comprendo i voti alti...in diverse pagine si auto copia...ripetendo fino alla noia le stesse cose. stile piatto, ricco di capitoli inutili...(quasi 1 su 3). colpi di scena posti tutti nelle ultime righe di ogni capitolo (tranne quelli inutili) tecnica degna solo dei romanzetti da 4 soldi...con l'unica differenza che questo ne vale 20!!!
Voto: 1 / 5
isabella (18-01-2012)
Scusate, sarò una voce fuori dal coro, ma mi sembra mio dovere mettere in guardia dall'acquisto di questo libro, che costa ben 20 euro. L'espediente di narrare le falle della nostra civiltà, attraverso la narrazione su due piani e l'introduzione di mondi paralleli, viene sviluppata in maniera ben più sostanziosa e supportata da una cultura assai più profonda, da altri autori, per esempio, fra i moderni, Don de Lillo con il suo UNDERWORLD. Murakami è stato per me una grande delusione, soprattutto dopo aver sentito meraviglie di questo libro ed aver letto, addirittura, che può creare dipendenza. Le 2 storie sono banali, tanto che l'autore deve far leva sul sesso e sul cibo (originale) per poter inframmezzare una narrazione piatta, dallo stile monotono ed estremamente fredda. Sono riuscita con fatica ad arrivare a pagina 230 e poi ho rinunciato, ormai senza speranza in un miglioramento. Unico punto a favore è l'eccellente traduzione di Giorgio Amitrano, che ha sicuramente alzato il livello del libro. Un consiglio: se proprio volete acquistarlo, aspettate almeno l'edizione economica, che non tarderà a venire.
Voto: 1 / 5
silvia (18-01-2012)
La lettura del nostro Murakami intriga fin dall'inizio. Un ritmo serrato che fa mancare il fiato e per cui non ci si staccherebbe mai dal libro. La scrittura ha l'ormai famosa delicatezza di Murakami che culla dolce la lettura.A tratti è pugno nello stomaco, cattivo, ma pregnante. A mio parere, sul finale sbrocca un po', si lasca trscinare dal santone e dal surreale un filo di troppo. Rimane un bellissimo romanzo e non vedo l'ora di leggere la terza parte!
Voto: 4 / 5
oncecaldas (13-01-2012)
penso che le parole spese da Sonia71 in una recensione qui sotto, siano le più belle e le più indicate per riassumere il fascino di questo romanzo. COmplimenti a Murakami ( e a Sonia 71...)
Voto: 5 / 5
scarlet nabi (11-01-2012)
Murakami ha la rara capacità di dischiudere universi. E lo fa con la grazia del racconto onirico e con l'armonia giapponese delle metafore cesellate, una tecnica piacevolissima e minuziosa che potrebbe essere definita "il realismo magico nipponico": la descrizione accurata e verosimile di fatti incredibili, che così s'inseriscono nella consuetudine senza soluzione di continuità. 1Q84 è un mondo nuovo definito dalla "Q" che sta per question mark, e nato dall'alterazione quasi impercettibile del normale 1984 (la sottile differenza sta nella quasi omofonia di quella lettera e il numero nove, in giapponese kyuu). È uno strappo deformate nello spazio e nel tempo, dove il concetto di materia si annulla e si crea un vuoto. Un vuoto che ogni personaggio cerca di riempire in qualche modo, seguendo una strada non convenzionale, creando un mosaico musicale e letterario ricchissimo. Tengo, brillante professore di matematica e scrittore - anche se lui non si sente né l'uno né l'altro - colma il bianco con le parole, dando voce compiuta alla storia di Fukaeri, una diciassettenne misteriosamente legata a una setta religiosa. Sotto il cielo con due lune c'è anche Aomame, una fisioterapista che insegna arti marziali in un circolo sportivo e lavora per conto di una vecchia signora elegante. Precisa e pulita, come una sorta di Dexter Morgan con seducente aura noir, manda "dall'altra parte" uomini violenti che la legge non ha saputo condannare e vive sospesa in una dimensione assolutamente privata costruita a partire dall'idea di un amore nato ai tempi delle elementari e preservato per vent'anni. L'immagine in copertina (del fotografo tedesco Christoph Wilhelm) è meravigliosa: la sintesi perfetta di questi viaggi attraverso uno specchio.
Voto: 5 / 5
Francesco Mambretti (08-01-2012)
Non sapevo niente dell'autore. Ho comprato questo libro perché ha una bella copertina e anche per le consuete recensioni encomiastiche del retro di copertina, alle quali evidentemente non va più dato credito. E poi perché costava venti euro, che per settecento pagine ormai è un buon prezzo. Invece è stato un pessimo acquisto. Il romanzo è infatti un gran pasticcio, ondeggiante tra il fantastico, il poliziesco e la rivista di moda, dove viene evocata con pedante insistenza l'esistenza di mondi paralleli, a cui l'autore non riesce mai a dare consistenza artistica. Per di più nella scena madre, preannunciata con estenuante insistenza, a mio avviso si arriva a giustificare la pedofilia, nel nome di incomprensibili ragioni misteriosofiche. Nessun altro tra i lettori ha avuto la mia stessa impressione? Persino Aomane sembra lasciarsi convincere dal santone, che non solo solleva le sveglie, ma si limita a violentare contro voglia soltanto le controfigure spirituali delle bambine (daughter, in inglese, chissà perché). Io sono rimasto sconcertato e ho trovato tutto questo alquanto irresponsabile. Tutti i santoni violentatori dicono di farlo per il bene del mondo. Era il caso di valorizzarlo in un libro? Mah. Al di là di tutto ciò, 1Q84 è a mio avviso un pessimo romanzo soprattutto perché si fonda su uno stucchevole susseguirsi di dialoghi senza ispirazione, basati sul tedioso espediente della ripetizione speculare tra gli interlocutori: uno dice una cosa e l'altro la ripete perplesso, perché l'autore non sa proprio cosa fargli dire. Non parliamo poi della fallimentare cura pseudo-minimalista dei dettagli insignificanti, a cominciare dalle marche dei vestiti. Come possa un romanzo del genere diventare un best seller internazionale è una bella domanda. Naturalmente per maturare un giudizio completo non c'è nessun bisogno di aspettare il terzo libro, che viene pubblicato a parte per una evidente, esagerata ragione commerciale, che ha condizionato tutta la struttura di 1Q84.
Voto: 1 / 5
Kaonashi (06-01-2012)
Puro distillato del Murakami più surrealista, questo libro è decisamente lontano dall'essere il suo capolavoro. "Nato Sotto Il Segno Della Pecora", "L'Uccello Che Girava Le Viti Del Mondo", "Kafka Sulla Spiaggia", "La Fine Del Mondo Ed Il Paese Delle Meraviglie": sono tutti testi che, sotto l'aspetto dell'efficacia della narrazione, sono superiori rispetto a "1Q84", un titolo che, oltretutto, neanche viene concluso con questo volume. "1Q84" ha l'unico pregio di lasciarsi leggere fino in fondo: è davvero impossibile staccarsi dalle pagine fino alla fine, e questo è indice di sicuro fascino emanato dalle parole. Ma questo è anche un testo partorito da una delle penne più brillanti di questo secolo, ed è quasi normale che sia così. Murakami, nel corso della sua immensa bibliografia, ha riservato ben più piacevoli sorprese. Oltretutto, prima che la critica professionista sciorini la parola "capolavoro", è bene attendere la conclusione della vicenda con il terzo volume, perché per come sono messe attualmente le cose, qui si hanno solo buone premesse per un effettivo capolavoro. Rimandato a dopo settembre.
Voto: 3 / 5
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