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Frascella Christian - La sfuriata di Bet | Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama cosi anche se si trova a Torino. Bet ce l'ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un'anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili. Il ritratto di un'intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare.
Media Voto: 4.25 / 5Emanuela (10-05-2012) Bel romanzo..l'ho divorato in due giorni. Molto realistica la periferia torinese e il mondo della scuola in cui vive Bet. Assolutamente consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio De Rosa (15-02-2012) Bel libro, originale e divertente, anche se preferisco ancora "Mia sorella e' una foca monaca" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elda (20-10-2011) Divertente, leggero ma non banale, effervescente come la protagonista, è un breve romanzo di facile e piacevole lettura che rispecchia la precaria situazione socio-politica italiana di oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (01-09-2011) Quante sfuriate servirebbero...
Stiamo affondando nelle sabbie mobili di una pazienza troppo prolungata. Bet non ce la fa proprio più a tacere, a voltare la testa. Le sue rabbie montano a dismisura, ma non perché sia una sovversiva terrorista, no. Non accetta più questo squallore, la volgarità dei nostri tempi, questa soffocante mediocrità. Vorrebbe un mondo normale, senza fascisti, senza Bruno Vespa, senza super-manager illusionisti. Un lavoro sicuro per la madre, uno straccio di giustizia sociale e nient'altro. Frascella dimostra di conoscere i giovani di oggi, che purtroppo ( o per fortuna, chissà... ) non hanno spazio e voce nell'informazione canonica.
E noi adulti li giudichiamo apatici, senza valori, egoisti o vanesi. Le solite stupidate di una generazione che non vuole ammettere di aver creato disastri.
E invece di Bet ce ne sono tante. Io ne conosco.
E ci spero. Spero nella loro impazienza, nella loro capacità di indignarsi e rovesciare il tavolo. Di pensionare un branco di vecchie cariatidi che non sanno minimamente immaginare il futuro.
Spero non ascoltino i nostri consigli democristiani di prudenza e moderazione. C'è bisogno di aria. Di bagliori beneauguranti come i Fuochi di Sant'Elmo.
L'unica cosa che possiamo fare è accompagnarli con lo sguardo, senza intervenire. Magari qualche volta, se proprio ne hanno bisogno, abbracciarli questi splendidi giovani! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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