|
|  |
Mannuzzu Salvatore - La ragazza perduta | Un racconto: l'insolito regalo di compleanno di un marito a una moglie che lo accusa di non amarla più. Quando scende la sera, e fa freddo fuori e dentro, un uomo "quasi vecchio" legge alla sua compagna una storia d'amore che ha appena finito di scrivere per lei. Torna cosi un inverno lontano, quando un giovane magistrato all'inizio della sua carriera arriva dal continente su un'isola. Là, dentro una precaria camera d'affitto, gli tocca smaltire insieme alle carte processuali la noia della solitudine. Ma una sera la telefonata di una sconosciuta increspa la calma triste e piatta di quello scenario. Sembra un errore, uno scherzo, e invece è l'inizio di una relazione. Chi lo chiama è Zezi, una diciassettenne buffa ("una squaw bambina"), persino bella e a suo modo infelice. Insiste a cercarlo, serenamente sfacciata, con la sua voce puerile ma di contralto; e presto il magistrato non riesce a fare a meno di quelle telefonate. S'imbatte allora in una realtà sconosciuta, che è già amore, anche se il nome gli verrà solo più tardi; una zona inesplorata di sé nella quale si perde, costretto a fare i conti con la propria vita, in bilico tra le rigidità della professione e le imprudenze frivole (le assennate follie?) della ragazza. Ma cosa cerca Zezi? Perché vanta amori di ogni genere e con indecenza soave si dà della puttana? Forse per recuperare qualcosa che ha perduto, che non ha mai avuto? Che si tratti di bisogno di protezione o di malizia, lei gli propone un fidanzamento, però condizionato.
Media Voto: 3.33 / 5Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (04-02-2012) L'autore ci spiega: "Si sa com'è un racconto: nulla in esso è vero e tutto è vero"; e con poche parole ci da una grande lezione di scrittura creativa. Nonostante abbia dato il massimo dei voti per la grande capacità narrativa, ancora una volta devo dire che i racconti lunghi o romanzi brevi non riescono poi ad approfondire fino in fondo i personaggi e la storia. Viene omessa, volutamente, la vita di coppia tra il giudice, di cui non ci dice il nome, e la moglie Zezi. L'autore ci racconta come si sono conosciuti e focalizza tutta la narrazione su quel periodo. A volte i dialoghi sono troppo serrati e si fatica a capire chi parla. Zezi era una ragazza un po' troppo bugiarda, il giudice era molto geloso. Alla fine Zezi non è contenta del racconto che ha scritto per lei il marito, lo accusa di essere cattivo. Un sottile filo di amarezza attraversa tutto il racconto, del resto, la vita non è spesso piena di amarezze? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aqua (21-07-2011) la prima parte è interessante, la descrizione della solitudine di un giovane magistrato trasferito lontano da casa, il coinvolgimento emotivo che attecchisce in un contesto di silenzio e deprivazione affettiva, la vertigine delle emozioni.
la parte centrale del libro diventa un po confusa, ripetitiva.
la figura centrale di Zezi appare eccessiva o forse non sono sufficientemente spiegati i suoi pensieri e ciò che ha determinato i suoi eccessivi comportamenti
libro per alcuni aspetti interessante ma non mi ha appassionato Voto: 2 / 5 |  |  |  |
tina (01-06-2011) Un piccolo racconto scritto e regalato alla moglie come regalo di compleanno e da questa non gradito, come si scoprirà alla fine del libro. Di fatto racconta come è nata la loro storia. Giovane magistrato inviato in un luogo impervio della Sardegna sopravvive alla solitudine grazie alle telefonate che riceve da una sconosciuta minorenne.
Tra i due si sviluppa un rapporto ambiguo in cui lui è sempre più attratto da lei, fino ad innnammorarsene, pur tra mille sensi di colpa a causa della giovane età della ragazza, lei invece fa la dura cercando di dare l'idea di una giovane di facili e disinvolti costumi, cosa non vera.
Racconto confuso, poco lineare, privo di una trama solida. Risultato non ti appassiona, e quindi noioso. Suo pregio: la brevità! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Mannuzzu Salvatore |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|