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Shelley Mary - Frankenstein | Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore. Introduzione di Nadia Fusini.
SoDiNonSapere (02-03-2012) Un libro meraviglioso.. anzi illuminante!
Ci mette di fronte all'essere umano nudo e crudo.
Pagina per pagina, ci fa odiare e amare la nostra natura umana.
Il mostro è, alternativamente, una creatura indifesa ed adorabile e una creatura di cui aver timore.
Ma chi è davvero il mostro?
E' questa la domanda che ci pone Mary Shelley!
Il riassunto ce lo danno due frasi in particolare riferite dal mostro:
"Una volta speravo, a torto, di incontrare degli esseri viventi, che perdonando il mio aspetto esteriore, mi amassero per le eccellenti qualità che potevo dispiegare."
"..l'angelo caduto diventa un malefico diavolo. Eppure persino quel nemico di Dio e dell'uomo ha degli amici e dei compagni nella sua desolazione, mentre io sono solo." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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