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Zagrebelsky Gustavo - Sulla lingua del tempo presente | "Noi non solo pensiamo in una lingua, ma la lingua "pensa con noi" o, per essere ancora più espliciti, "per noi"." Nell'Italia di oggi, per fortuna, non vi è un ministero della propaganda a forgiare una lingua che influenzi le coscienze, addormenti le resistenze e spinga al pensiero unico; eppure è difficile negare che il linguaggio usato dalla politica e amplificato dai mezzi di comunicazione di massa ruoti attorno a espressioni, parole, frasi che ricorrono sempre di più, si fanno senso comune, sono spesso udite ma non certo indagate e capite a fondo. Gustavo Zagrebelsky passa in rassegna una serie di questi "luoghi comuni linguistici" e denuncia il rischio che sia questa lingua a pensare per noi, e che i cittadini vivano immersi, senza rendersene conto, in una rete di significati che, se pure gli sfuggono, nondimeno strutturano la loro esperienza, danno forma alla loro vita politica, in ultima analisi regolano e limitano le loro possibilità di comunicare.
Media Voto: 4.66 / 5roman (14-05-2011) Ottimo. Breve ma pregnante. Leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Morris (02-05-2011) Un piccolo grande libro che chiarisce molte cose e ci spinge a cercarne altre. Illuminante. Da leggere- Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ludovico (10-03-2011) Un piccolo libretto di un grande scrittore che ci fa riflettere sul significato più profondo, a volte equivoco e fuorviante,di alcune delle locuzioni e parole oggi più amate dalla nostra classe politica. Si va da "Scendere (in politica)" a "Politicamente corretto" passando per " Amore", "Prima Repubblica" e così via atteraverso una scrittura limpida e veloce che rende la lettura davvero piacevole. In definitiva, un ottimo punto di partenza per letture più approfondite sull'argomento. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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