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Vargas Fred - La cavalcata dei morti | Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio che sembra scaturire dal medioevo. C'è un cadavere, sul sentiero dove da mille anni i prescelti vedono passare la Schiera furiosa. Ovvero la cavalcata dei morti, che trascinano con sé anche i vivi condannati a morire per i loro peccati. La giovane, luminosa Lina ha visto la Schiera. È solo una visionaria, o le foreste normanne celano segreti più spaventosi di una antica, cupa credenza? “Durante le mie ricerche sul Medioevo”, - spiega Fred Vargas – “mi sono imbattuta nella leggenda della ‘Schiera furiosa’, un gruppo di cavalieri spettrali che di tanto in tanto tornava in terra per punire con la morte i responsabili di delitti mai scoperti e quindi impuniti. Questi mostri che combattono a modo loro l'ingiustizia mi sono sembrati subito un ottimo punto di partenza per un romanzo noir”.
Ecco spiegato il motivo per cui il commissario Adamsberg, il personaggio forse più noto della giallista francese, sia costretto ancora una volta a lasciare la sua Parigi per un’ambientazione leggermente più gotica, la Normandia. Non che ne avesse tanta voglia, ne siamo certi. Il commissario sognatore è, insieme a Maigret, a Montalbano e a pochi altri, uno di quei commissari che si ritrovano in mezzo alle azioni senza avere nessun ruolo veramente propulsivo nella vicenda. Lui preferisce passeggiare e meditare, in attesa dell’intuizione che lo condurrà alla verità. Una fiducia ben riposta, non c’è che dire, dal momento che proprio le numerose inchieste di Adamsberg hanno portato alla ribalta internazionale i romanzi di Fred Vargas.
Per comprendere il segreto di un successo giunto tardivamente - il primo romanzo pubblicato in Italia nel 2000 Io sono il tenebroso arriva dopo che l’autrice ha già pubblicato in Francia altri sette romanzi – è sicuramente il passaparola dei lettori, che hanno trovato nello stile elegante della sua scrittura, nel suo modo di canzonare i suoi personaggi senza prenderli - e prendersi - troppo sul serio e nella sua abilità di intrecciare trame a volte complicatissime, la chiave vincente. Quelli di Fred Vargas in effetti sono romanzi noir un po’ alternativi, sia che si tratti della sua prima serie, quella che ha per protagonisti tre giovani storici, sia che si tratti delle inchieste di Adamsberg, quelli che solitamente vengono considerati i canoni tipici del genere vengono puntualmente sovvertiti.
Con uno stile particolarissimo, anche per via della tendenza a inglobare nella narrazione uno stuolo di personaggi vivacissimi e reali, dalla poliziotta bulimica al poeta, dallo zoologo al genio incompreso, Fred Vargas ci trascina ancora una volta in una trama poliziesca ai limiti della verosimiglianza, attraverso una spericolata incursione nel mondo delle leggende medioevali.
A distanza di tre anni dall’ultimo romanzo, Un luogo incerto, un giallo che virava nelle atmosfere horror grazie all’ingresso in scena di un vampiro serbo, Fred Vargas ritorna nei boschi della Normandia, già scenario di Nei boschi eterni, dove spettri e armate tenebrose sono pronte a sconvolgere la vita tranquilla degli abitanti del luogo. È proprio una di loro, una vecchia villica scontrosa, come nella migliore tradizione francese, a interpellare Jean-Baptiste Adamsberg, diventato ormai leggendario anche tra la gente dei boschi normanni, per portarlo sulle tracce dell’armata furiosa, La cavalcata dei morti.
Difficile credere che una vecchia leggenda popolare, quella di un esercito di morti che trova e rapisce le anime impunite di chi si è macchiato di atroci delitti, abbia qualcosa a che vedere con un omicidio molto concreto e terreno, come quello di un vecchio magnate della finanza e dell’industria che viene trovato morto nella sua auto. Eppure sarà una brillante intuizione di Adamsberg a farci trovare il bandolo della matassa e a collegare due casi che apparentemente non hanno nulla in comune. Alta finanza e leggende medioevali… che sia una questione di credulità?
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 4.22 / 5Batablam (22-05-2012) L'ho letto in ritardo. Non vedo l'ora di leggere il prossimo. Insuperabile, come sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto samanoske66@yahoo.it (01-05-2012) considerando che la vargas è una garanzia, con questa uscita ha veramente superato se' stessa. intrigante, divertente, mai scontato( come è lo stile intelligente della vargas). imperdibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
colin (13-04-2012) Letto! In un attimo. Viva Vargas. Viva Admsberg. Avanti il prossimo. Speriamo di non attendere troppo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adriana (26-03-2012) Arrivata al settimo capitolo della serie Adamsberg, mi sento di eleggerla come la migliore fra gli investigativi contemporanei (nordici, spagnoli, greci e britannici compresi). Nell'attesa del prossimo capitolo, spero di trarre la stessa soddisfazione dagli evangelisti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
grif (20-03-2012) I classici ingredienti del noir ci sono tutti: il commissario di polizia, una serie di omicidi e in più delle strane leggende che circolano in Normandia; i personaggi sono ben tratteggiati e la lettura piacevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marcostraz (08-03-2012) Direi un buon libro, non un capolavoro, ma una lettura molto piacevole, scorrevole, scritto bene e con una buona storia...qualche tocco di umorismo un pò surreale di troppo secondo me, ma nel complesso un libro molto gradevole... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia Trucco (27-02-2012) Bellissimo romanzo, sia per i riferimenti storici sia per il profilo psicologico dei personaggi, delineati, come sempre, con magistrale ironia. Mi sono un po'mancati la Rettancourt, il gatto e gli altri personaggi del distretto parigino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni Pilone (26-01-2012) La lettura è scorrevole, la trama ha una tinta di mistero che strizza l'occhio a mode contemporanee. Non si può dire che è avvincente ma più che altro è la storia dei suoi caratteristici personaggi ai quali ci si affeziona, che rende interessante il libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Chiara Savorgnan (26-01-2012) Bellissimo, coinvolgente, intelligente, fine, denso, ricco e scritto con grande maestria. Fred si è superata, questa volta!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (17-01-2012) E' stato il mio primo libro della Vargas che mi è stato regalato. L'ho letto in pochi giorni. Veramente ottimo! Una volta letto invoglia ad acquistare tutti gli altri titoli che hanno come protagonista l'ispettore Adamsberg! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
m (20-12-2011) Come sempre con la Vargas siamo ad altissimi livelli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele (16-11-2011) Non conoscevo l'autrice (è il suo primo libro che leggo) ma ne ero incuriosito. Mi sono lasciato conquistare dalla presentazione e dai numerosi commenti positivi degli altri lettori. Bel libro, non c'è che dire, scritto in maniera scorrevole e dalla trama avvincente. A mio avviso, finale tutt'altro che scontato. Darei il massimo dei voti se non fosse per quella sconsiderata e politicamente schierata difesa dell'autrice nel caso Battisti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maurizio (14-11-2011) Bel romanzo. Ne più ne meno di quello che mi aspettavo..e questo per me oggi è già qualcosa.
Gran bella accozzaglia di personalità all'anticrimine di Parigi e Adamsberg non ne è il più rappresentativo. Confesso che è piacevole ritrovarli tutti insieme al lavoro. Forse ne manca una sola?
Il mio personaggio preferito? Il gatto pigro e pasciuto, sulla fotocopiatrice?ormai una star.
Comunque, la Vargas riesce ancora una volta a scrivere un poliziesco partendo dall'interno dei personaggi, usando le loro debolezze come chiave risolutiva dell'enigma, e l'assassino non sta mai troppo lontano.
E se per rileggere un suo nuovo all'altezza bisognerà aspettare anni, beh?si prenda pure tutto il tempo che ci vorrà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Walter (25-10-2011) Non avevo mai letto nessun libro di questa autrice, leggendone questo devo riconoscere che è stata una felice scoperta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (14-10-2011) Come in tutti gli altri romanzi, l'autrice segue la regola aurea: "non mi importa di arrivare, l'importante è camminare..".
Si tratta quindi di un libro non propriamente giallo ma arancione, come i raggi di un sole piacevole, alla luce del quale non ci interessa tanto sapere chi sarà l'assassino, quanto assistere al quotidiano spettacolo dell'esistenza, colta da un'angolazione sempre armoniosa, ironica, irriverente e carica di energia positiva. Miscela sapiente di particolari minuziosi che, se da un lato intrattiene e cattura, dall'altro è evanescente, non lascia molto su cui riflettere, tranne un senso di leggerezza niente affatto trascurabile, in quanto elogio di aspetti della realtà spesso penalizzati da un'etica utilitaristica caparbiamente resistente, nonostante stia assistendo alla dimostrazione dell'inutilità dei suoi principi fondanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Janis (06-10-2011) Libro che si legge tutto d'un fiato, molto scorrevole e interessante. Come hanno detto altri, i personaggi sono tutti molto interessanti, la storia nel suo insieme meno, sopratutto, rispetto ai libri precedenti della Vargas, la motivazione del colpevole non è molto credibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
annacarla (02-10-2011) Non è un giallo: la trama è un pretesto per un susseguirsi di splendide digressioni, di bizzarrìe, di dialoghi perfettamente calibrati, di pennellate ironiche e garbatamente surreali. Si legge con gusto -grazie anche alla impeccabile traduzione- e con rammarico ci si avvicina alla fine. Indimenticabile -nella galleria di personaggi tutti finemente cesellati- il piccione Hellebaud. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Palmina palmina.arcuri@gmail.com (27-09-2011) Ho letto tutta la saga del commissario Adamsberg. Bellissimi i primi, molto deludenti gli ultimi 3 episodi, in particolare quest'ultimo la cui soluzione era ipotizzabile a metà volume. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Capitanoachab terzamano@tiscali.it (08-09-2011) E' il primo libro della Vargas che mi capita fra le mani e mi ha fatto compagnìa durante le ferie 2011. Ben scritto e, fatto eccezionale, assolutamente ben tradotto, scorre placidamente per tutta la vicenda con personaggi scolpiti a tutto tondo (indimenticabile Leona).
Per arrivare alla perfezione (si sa è più facile leggere che scrivere) avrei gradito ci fosse più Normandìa, ma le mie sono ubbìe da anzianotto cui questa ragione piace moltissimo.
Bel libro, consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simona bbcm89@tin.it (05-09-2011) Questo è il primo romanzo della Vargas che leggo... dopo tanto successo riscosso nelle classifiche ho deciso di acquistarlo, ma che delusione! Sono abituata a dei veri gialli, quelli alla "Elizabeth George" tanto per intenderci, che ti fanno vivere la vicenda fin troppo nei dettagli, sia tecnici che umani.
Adamsberg mi ha ricordato un pò la figura del tenente Colombo, un pò pasticcione, distratto, ma che alla fine - non si sa bene come - riesce a portare a termine il suo lavoro...sinceramente mi aspettavo qualcosa di più! Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 45
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