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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

McEwan Ian - Miele

Miele TitoloMiele
AutoreMcEwan Ian
Prezzo
Sconto 15%
€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
Dati2012, 351 p., rilegato
TraduttoreBalmelli M.
EditoreEinaudi  (collana Supercoralli)
 
Disponibile anche usato a € 10,00 su Libraccio.it

Nella promozione Einaudi fino al 28 aprile

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Descrizione
La prima voce narrante femminile di McEwan dall'epoca di "Espiazione", Serena Frome, è una figlia degli anni Sessanta senza slogan né rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell'Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all'MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d'intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorché superficiale, rapidità di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta "guerra fredda culturale": Serena parteciperà all'operazione "Miele", con la quale l'agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell'Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale è individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico.

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806214050 Miele La prima voce narrante femminile di McEwan dall'epoca di "Espiazione", Serena Frome, è una figlia degli anni Sessanta senza slogan né rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell'Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all'MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d'intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorché superficiale, rapidità di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta "guerra fredda culturale": Serena parteciperà all'operazione "Miele", con la quale l'agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell'Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale è individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico. 17,00 new EUR in_stock
I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 36 recensioni presenti.  Media Voto: 3.47 / 5 | Invia recensione

Claudio S. (27-02-2014)
Serena, figlia di un vescovo anglicano, non ci pensa due volte a baciare e farsi baciare; critica la sorella hippy (siamo nei primi anni "70), ma alla fin fine è senz'altro più lei per il free love che la vituperata sorella. Ma lei è decisamente più scaltra: intreccia una relazione con un attempato professore che le spiega la vita e la introduce nel MI5, il servizio segreto britannico. Dopo appena qualche mese le viene affidato un incarico da Max un suo superiore con la quale non ha perso tempo a flirtare; deve contattare uno scrittore emergente e, manco a dirlo, si dà da fare anche con lui.Ne ricavo che i servizi segreti britannici del tempo fossero alquanto superficiali nella selezione dei loro organici (vedasi anche Shirley personaggio di contorno e alla fine assai poco credibile). Finale con presunto "happy end".
Voto: 3 / 5
Paolo (13-01-2014)
Che fatica arrivare sino alla fine del libro, regalo di natale di una persona cara che conosce la passione che ho sempre provato per i lavori di McEvan. Ma che pizza: noioso e poco scorrevole. Carina la fine ma mi sarei aspettato di più dopo aver sofferto così tanta noia. Rileggetevi Graham Greene che già 50 anni prima aveva scritto di spionaggio, e con humor (Il nostro agente all'Avana).
Voto: 1 / 5
Erika (05-01-2014)
"Miele" è un ottimo punto di partenza per chi non si è mai avventurato nei romanzi di McEwan, in quanto raccoglie, nelle pagine, tantissimi riferimenti alle opere precedenti che un suo assiduo lettore sicuramente individua. Da studiosa di McEwan, ho potuto notarlo sin dalla prima pagina. :)
Voto: 4 / 5
elisa r. (20-08-2013)
mi ha ricordato molto Lettera a Berlino che, secondo me, è il più bel libro di Mc Ewan. anche in questo caso il finale ti permette di avere la sensazione che la storia abbia una sua esistenza e che i personaggi sopravvivano alla fine della lettura. è un libro che val la pena leggere se ti piace lo stile di mc Ewan.
Voto: 4 / 5
alce67 (03-06-2013)
Era un 3 fino a 30 pagine dalla fine; la solita ottima prosa di McEwan, una storia tra spionaggio e relazioni non nuova per l'autore. Lettura molto piacevole che però non aggiungeva molto a chi ama già McEwan. C'è però un'impennata in chiusura; sorprendente e raffinata.
Voto: 4 / 5
paola (14-05-2013)
Buon libro dell'autore che, a differenza dei primi che non mi sono piaciuti molto,tipo Chesil Beach e Solar, mi ha proprio convinta. Descrittivo fino al'esasperazione, narra i dettagli di varie situazioni caotiche sentimentali e di vario genere, bello!!finale strepitoso
Voto: 4 / 5
claudio (04-05-2013)
Che dire? Come spy story questo romanzo non è che sia granché. Il numero di pagine impiegate, poi, appare scarsamente giustificato dal contenuto. Finale piuttosto inverosimile. McEwan scrive bene, per quel che ho potuto constatare, e, per quanto mi riguarda, una rivincita se la merita. Certo che questo primo impatto non mi consente di convenire con un giudizio riportato sull'ultima di copertina: "Ian McEwan è uno dei più grandi narratori letterari oggi viventi". Addirittura!
Voto: 3 / 5
Valter (02-05-2013)
Bellissimo romanzo di McEwan. Ho letto tutti i romanzi suoi, tutti straordinari, e questo è Geniale! E' riuscito a tradurre in parole, in un universo femminile, la sensibilità di una ragazza che necessita di affetto e di crescita in termini di esperienza professionale ed amorosa, descrivendo in grande stile i suoi dubbi e incertezze, il periodo, i luoghi ed il contesto della spy-story.
Voto: 5 / 5
antonio (01-05-2013)
Per quanto mi riguarda, forse il migliore di McEwan.
Voto: 5 / 5
Novecento (02-04-2013)
Non capisco questi voti bassi alla nuova perla di McEwan. In realtà non si può cominciare a leggere l'autore inglese con "Miele". Non capireste altrimenti quanto McEwan abbia dovuto abusare del proprio stile per far fronte all'intreccio spy-story che solo nel finale si svela. Letto tutto d'un soffio. McEwan non tradisce mai.
Voto: 5 / 5
CORRADO (10-03-2013)
Mi fa impressione che alcuni osino stroncare e sconsigliare un libro che sinceramente non fa che confermare che siamo di fronte a uno dei maggiori autori viventi (secondo me papabile come premio nobel). A questo punto mi pongo anche dei seri dubbi sull'utilità di tali recensioni che sono assolutamente fuorvianti.
Voto: 3 / 5
Lorso57 (10-03-2013)
Realizzazione molto inferiore all'idea narrativa che mi era parsa accattivante. Mc Ewan indubbiamente sa scrivere ma in questo caso si perde in un gioco troppo intellettualistico che si rivela noiosetto per il lettore. Occasione persa.
Voto: 2 / 5
Loris (05-03-2013)
Lette le prime cento pagine, cominciavo a pensare di aver smarrito il feeling con McEwan. La narrazione mi sembrava frammentata e poco coinvolgente. Con la partenza dell'operazione 'Miele', fortunatamente il romanzo trova una direzione e si fa più intrigante, fino ad un epilogo che costringe a riguardare ciò che si è letto con altri occhi. Ho apprezzato il gioco dei racconti attribuiti ad Haley e palesemente ricalcati su quelli del primo McEwan. Quanto al rapporto tra realtà e finzione (o vita e letteratura), il tema è sviluppato in modo originale, ma in questo stesso ambito in passato 'Espiazione' ha offerto un esito più compiuto e felice. Insomma, non si tratta del miglior libro di McEwan, ma alcune invenzioni e la consueta qualità della scrittura lo elevano al di sopra della media dell'offerta letteraria. Certo, chi insegue spy-story e pagine adrenaliniche è meglio che si rivolga altrove.
Voto: 4 / 5
Mario69 (04-03-2013)
Un gioco continuo di specchi e riflessi! L'ultimo riflesso lo scopriamo all'ultima pagina. Un gioco per spiegare a noi, suoi lettori, il McEwan giovane, i suoi libri e scrittori di formazione. Una riflessione su se stesso (raggiunta una certa età) che ha voluto condividere con noi? Forse sì. Poteva dare di più in questo libro? Forse sì. Non è certo il suo migliore. Vale comunque la pena di leggerlo? Direi di sì.
Voto: 3 / 5
francesco (16-02-2013)
McEwan è un genio, non c'è che dire. Chi altri, se non un genio, avrebbe concepito un finale così, dove capisci finalmente cos'è quello che hai appena finito di leggere? Poi la prosa scorre piacevolmente (grazie anche al traduttore, ca va sans dire), intensi sono i ritratti psicologici, ben fatte le descrizioni di luoghi e situazioni. Forse puoi scoprire qualche forzatura sul finale (peraltro utile per prepararlo), ma gliela perdonerai volentieri. Quanto alle molte stroncature, dobbiamo rassegnarci: al mondo esistono persone che trovano orribili Dante e Mozart, Picasso e Leopardi... be', peggio per loro! Il mondo è bello perchè è avariato, diceva il grande Petrolini.
Voto: 5 / 5
ciccio pasticcio (07-02-2013)
Primo libro che leggo,non di facile soluzione non capisco dove l'autore voglia parare,come il protagonista è comfuso: mi spigo meglio, 1)non si capisce se è un romanzo di spionaggio 2)non si capisce se è un romanzo d'amore stile "harmony" 3)non capisco tutta questa gloria e ubriacattura da MCEWANLOGIA che ha esercitato sul "banale"pubblico italiano....grazie
Voto: 1 / 5
jane (06-02-2013)
Che McEwan sappia scrivere - e bene - non avevo dubbi, ma sono andata avanti nella lettura aspettando di capire se il libro mi piaceva e solo all' ultimo, molto all' ultimo ho potuto dire che mi è piaciuto.La lunghezza forse eccessiva mi dava l'impressione che fosse un po' "diluito" , in realtà , se lo si ripensa dopo, ci si accorge all' opposto che è anche troppo "denso" : lo spionaggio, la/le storia/e d'amore, l' Inghilterra anni 60-70, e la letteratura, tanta letteratura a tanti livelli, l' autobiografia, le short stories, la critica, l'editoria, il romanzo nel romanzo....
Voto: 4 / 5
silvia (30-01-2013)
"Miele" è un romanzo sottotono, soprattutto se offuscato dal paragone con la maggiore incisività dei precedenti: "Bambini nel tempo", "Amsterdam", "Sabato", "Solar". Nonostante ciò emergono i tratti distintivi dello splendente stile di Ian McEwan, che tramite un procedimento quasi chirurgico circoscrive e porta alla luce l'indefinibile, mettendo a fuoco un particolare riesce a descrivere con estrema efficacia situazioni complesse. L'argomento è la letteratura: romanzi e scrittori usati a loro insaputa dai servizi segreti come strumento di propaganda anticomunista, nell'ambito della guerra fredda culturale. Interpretando il ribaltamento finale come un invito costruttivo a trarre il meglio anche dalle circostanze avverse, potremmo farci travolgere da un ottimismo raro, ormai fuori moda, e chiudere un occhio su alcuni spigoli non smussati come siamo abituati ad aspettarci da un autore di questo calibro. Un profumo gradevole ed evocativo quando non è intenso ma soffuso e appena percettibile si apprezza ugualmente, così accade per questa opera, non lascia il segno, ma c'è.
Voto: 4 / 5
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (24-01-2013)
Quanta,quanta fatica per arrivare all'ultima meravigliosa lettera ! Non so ancora se ne è valsa la pena, perchè è un libro in complesso noioso ma punteggiato di spazi anche umoristici e divertenti e perciò più scorrevoli e godibili. Il finale è una storia a sè, bellissimo,tenero e...illuminante. Ma 20 pagine così non sono un po' poche ?
Voto: 3 / 5
ciccio pasticcio (21-01-2013)
Primo libro che leggo del MCEWAN,non mi è piaciuto.troppo lungo per essere un "giallo/thriller" politico visto che la protagonista fa parte dei servizi segreti....ma non ho capito se volesse farne una storia d'amore e tradimenti o altro!!!! inoltre usa parola "colte" per dire cose banali brutto SCONSIGLIATTISSIMO
Voto: 1 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 36

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