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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

McEwan Ian - Miele

Miele TitoloMiele
AutoreMcEwan Ian
Prezzo
Sconto -15%
€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00)
Dati2012, 351 p., rilegato
TraduttoreBalmelli M.
EditoreEinaudi  (collana Supercoralli)
 
Disponibile anche usato a € 10,00 su Libraccio.it

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Descrizione
La prima voce narrante femminile di McEwan dall'epoca di "Espiazione", Serena Frome, è una figlia degli anni Sessanta senza slogan né rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell'Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all'MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d'intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorché superficiale, rapidità di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta "guerra fredda culturale": Serena parteciperà all'operazione "Miele", con la quale l'agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell'Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale è individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 40 recensioni presenti.  Media Voto: 3.35 / 5 | Invia recensione

Materlab (05-09-2014)
Non il migliore di McEwan, ma nemmeno il peggiore. Il marchingegno letterario - come da tradizione - è costruito ad arte, e nonostante la scarsità di "situazioni" le pagine scorrono abbastanza bene. Una stella in meno perchè dall'autore è lecito aspettarsi qualcosa di più.
Voto: 2 / 5
Enzo (28-08-2014)
Il dolcissimo biondo nettare evocato dal titolo si rivela,al contatto con la lingua-pupilla,sorprendentemente amaro. Miele è il più debole romanzo di McEwan appartenente alla produzione post-Espiazione,nonché un'indecente riciclaggio di idee vecchie e più recenti dello stesso autore. Come se non ci avesse deliziato abbastanza con lo scialbo e pressoché inutile Lettera a Berlino-anch'essa una presunta spy-story a quanto pare ignara di esserlo-ritorniamo al tema dello spionaggio con protagonista una ragazza che l'autore descrive a più riprese intelligente,ma che per buona parte del tempo ci martorizza con le sue tribolazioni amorose da oca,che s'imbarca in una banalissima love story con uno scrittore emergente. Psicologicamente Serena non assume mai consistenza;nessun personaggio lo fa.Si confermano alcuni irritanti difetti di McEwan (che ha scritto comunque delle pregevolissime opere): anzi tutto l'ingenuità del suo sentimentalismo (inavvertibile nei capolavori Espiazione e L'amore Fatale);secondo,gli ci vorrebbe un pizzico di disillusione in più oltre che di umorismo,ingredienti che invece si trovano sapientemente miscelati in Solar che ci rivela un'inedito quanto gradito McEwan.Non che debba raggiungere le vette ci cinismo di Martin Amis ma una tacca in più non guasterebbe. L'accenno a Lettera a Berlino si protrae verso gli altri primi sterili lavori letterari-tramite i cattivi racconti di Tom (eccetto Monte di Empietà), meccanismo post-moderno ispirato al lavoro di Calvino, tuttavia senza nemmeno avvicinarsi alla sua genialità. Riutilizzare infine,in una bassa variante,lo stesso espediente metatestuale di Espiazione è un po' patetico. Insomma un romanzo superficiale,spregevolmente commerciale,mal congeniato,che non si lascia nemmeno gustare per la solita buna prosa dell'autore,qui frammentaria e farraginosa. Miele è un omaggio alla "letteratura",cui,per fortuna di McEwan,manca di una personificazione che possa denunciare la propria offesa.
Voto: 2 / 5
Fruel (17-06-2014)
é il secondo libro di McEwan che leggo- avevo iniziato con "Chesil beach" su consiglio, ma non mi aveva convinto per niente- perciò ho deciso di dargli una seconda possibilità con questo romanzo, la cui trama mi sembrava accattivante, ma concordo con altre recensioni sul fatto che risulta noioso, letto con fatica, anche se alla fine ne è valsa la pena solo per l'impennata delle ultime 50 pagine...in ogni caso mi aspettavo più scorrevolezza e meno momenti filosofici.
Voto: 3 / 5
morena (06-05-2014)
Considero McEwan un grandissimo scrittore ma Miele l'ho trovato un po' noioso, ho fatto fatica ad arrivare in fondo. Ho apprezzato le ultime trenta pagine, ma quanta fatica per arrivarci! E forse sono un po' poche!
Voto: 2 / 5
Claudio S. (27-02-2014)
Serena, figlia di un vescovo anglicano, non ci pensa due volte a baciare e farsi baciare; critica la sorella hippy (siamo nei primi anni "70), ma alla fin fine è senz'altro più lei per il free love che la vituperata sorella. Ma lei è decisamente più scaltra: intreccia una relazione con un attempato professore che le spiega la vita e la introduce nel MI5, il servizio segreto britannico. Dopo appena qualche mese le viene affidato un incarico da Max un suo superiore con la quale non ha perso tempo a flirtare; deve contattare uno scrittore emergente e, manco a dirlo, si dà da fare anche con lui.Ne ricavo che i servizi segreti britannici del tempo fossero alquanto superficiali nella selezione dei loro organici (vedasi anche Shirley personaggio di contorno e alla fine assai poco credibile). Finale con presunto "happy end".
Voto: 3 / 5
Paolo (13-01-2014)
Che fatica arrivare sino alla fine del libro, regalo di natale di una persona cara che conosce la passione che ho sempre provato per i lavori di McEvan. Ma che pizza: noioso e poco scorrevole. Carina la fine ma mi sarei aspettato di più dopo aver sofferto così tanta noia. Rileggetevi Graham Greene che già 50 anni prima aveva scritto di spionaggio, e con humor (Il nostro agente all'Avana).
Voto: 1 / 5
Erika (05-01-2014)
"Miele" è un ottimo punto di partenza per chi non si è mai avventurato nei romanzi di McEwan, in quanto raccoglie, nelle pagine, tantissimi riferimenti alle opere precedenti che un suo assiduo lettore sicuramente individua. Da studiosa di McEwan, ho potuto notarlo sin dalla prima pagina. :)
Voto: 4 / 5
elisa r. (20-08-2013)
mi ha ricordato molto Lettera a Berlino che, secondo me, è il più bel libro di Mc Ewan. anche in questo caso il finale ti permette di avere la sensazione che la storia abbia una sua esistenza e che i personaggi sopravvivano alla fine della lettura. è un libro che val la pena leggere se ti piace lo stile di mc Ewan.
Voto: 4 / 5
alce67 (03-06-2013)
Era un 3 fino a 30 pagine dalla fine; la solita ottima prosa di McEwan, una storia tra spionaggio e relazioni non nuova per l'autore. Lettura molto piacevole che però non aggiungeva molto a chi ama già McEwan. C'è però un'impennata in chiusura; sorprendente e raffinata.
Voto: 4 / 5
paola (14-05-2013)
Buon libro dell'autore che, a differenza dei primi che non mi sono piaciuti molto,tipo Chesil Beach e Solar, mi ha proprio convinta. Descrittivo fino al'esasperazione, narra i dettagli di varie situazioni caotiche sentimentali e di vario genere, bello!!finale strepitoso
Voto: 4 / 5
claudio (04-05-2013)
Che dire? Come spy story questo romanzo non è che sia granché. Il numero di pagine impiegate, poi, appare scarsamente giustificato dal contenuto. Finale piuttosto inverosimile. McEwan scrive bene, per quel che ho potuto constatare, e, per quanto mi riguarda, una rivincita se la merita. Certo che questo primo impatto non mi consente di convenire con un giudizio riportato sull'ultima di copertina: "Ian McEwan è uno dei più grandi narratori letterari oggi viventi". Addirittura!
Voto: 3 / 5
Valter (02-05-2013)
Bellissimo romanzo di McEwan. Ho letto tutti i romanzi suoi, tutti straordinari, e questo è Geniale! E' riuscito a tradurre in parole, in un universo femminile, la sensibilità di una ragazza che necessita di affetto e di crescita in termini di esperienza professionale ed amorosa, descrivendo in grande stile i suoi dubbi e incertezze, il periodo, i luoghi ed il contesto della spy-story.
Voto: 5 / 5
antonio (01-05-2013)
Per quanto mi riguarda, forse il migliore di McEwan.
Voto: 5 / 5
Novecento (02-04-2013)
Non capisco questi voti bassi alla nuova perla di McEwan. In realtà non si può cominciare a leggere l'autore inglese con "Miele". Non capireste altrimenti quanto McEwan abbia dovuto abusare del proprio stile per far fronte all'intreccio spy-story che solo nel finale si svela. Letto tutto d'un soffio. McEwan non tradisce mai.
Voto: 5 / 5
CORRADO (10-03-2013)
Mi fa impressione che alcuni osino stroncare e sconsigliare un libro che sinceramente non fa che confermare che siamo di fronte a uno dei maggiori autori viventi (secondo me papabile come premio nobel). A questo punto mi pongo anche dei seri dubbi sull'utilità di tali recensioni che sono assolutamente fuorvianti.
Voto: 3 / 5
Lorso57 (10-03-2013)
Realizzazione molto inferiore all'idea narrativa che mi era parsa accattivante. Mc Ewan indubbiamente sa scrivere ma in questo caso si perde in un gioco troppo intellettualistico che si rivela noiosetto per il lettore. Occasione persa.
Voto: 2 / 5
Loris (05-03-2013)
Lette le prime cento pagine, cominciavo a pensare di aver smarrito il feeling con McEwan. La narrazione mi sembrava frammentata e poco coinvolgente. Con la partenza dell'operazione 'Miele', fortunatamente il romanzo trova una direzione e si fa più intrigante, fino ad un epilogo che costringe a riguardare ciò che si è letto con altri occhi. Ho apprezzato il gioco dei racconti attribuiti ad Haley e palesemente ricalcati su quelli del primo McEwan. Quanto al rapporto tra realtà e finzione (o vita e letteratura), il tema è sviluppato in modo originale, ma in questo stesso ambito in passato 'Espiazione' ha offerto un esito più compiuto e felice. Insomma, non si tratta del miglior libro di McEwan, ma alcune invenzioni e la consueta qualità della scrittura lo elevano al di sopra della media dell'offerta letteraria. Certo, chi insegue spy-story e pagine adrenaliniche è meglio che si rivolga altrove.
Voto: 4 / 5
Mario69 (04-03-2013)
Un gioco continuo di specchi e riflessi! L'ultimo riflesso lo scopriamo all'ultima pagina. Un gioco per spiegare a noi, suoi lettori, il McEwan giovane, i suoi libri e scrittori di formazione. Una riflessione su se stesso (raggiunta una certa età) che ha voluto condividere con noi? Forse sì. Poteva dare di più in questo libro? Forse sì. Non è certo il suo migliore. Vale comunque la pena di leggerlo? Direi di sì.
Voto: 3 / 5
francesco (16-02-2013)
McEwan è un genio, non c'è che dire. Chi altri, se non un genio, avrebbe concepito un finale così, dove capisci finalmente cos'è quello che hai appena finito di leggere? Poi la prosa scorre piacevolmente (grazie anche al traduttore, ca va sans dire), intensi sono i ritratti psicologici, ben fatte le descrizioni di luoghi e situazioni. Forse puoi scoprire qualche forzatura sul finale (peraltro utile per prepararlo), ma gliela perdonerai volentieri. Quanto alle molte stroncature, dobbiamo rassegnarci: al mondo esistono persone che trovano orribili Dante e Mozart, Picasso e Leopardi... be', peggio per loro! Il mondo è bello perchè è avariato, diceva il grande Petrolini.
Voto: 5 / 5
ciccio pasticcio (07-02-2013)
Primo libro che leggo,non di facile soluzione non capisco dove l'autore voglia parare,come il protagonista è comfuso: mi spigo meglio, 1)non si capisce se è un romanzo di spionaggio 2)non si capisce se è un romanzo d'amore stile "harmony" 3)non capisco tutta questa gloria e ubriacattura da MCEWANLOGIA che ha esercitato sul "banale"pubblico italiano....grazie
Voto: 1 / 5
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