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Revelli Nuto - La strada del davai | «Con rigore assoluto, come se stessi raccogliendo tanti testamenti, scrivevo tutto, annotando anche le emozioni degli interlocutori, i lunghi silenzi, le crisi di pianto, gli abbandoni. Ma ben presto avvertii che l'intero racconto dei "testimoni" mi affascinava, e non solo la guerra di Russia». Nuto Revelli «La strada del davai (davai in russo significa: avanti, cammina!) non mi ha fatto dormire per parecchie notti; ma non perché i fatti raccontati mi siano nuovi giacché anch'io, allora, vi fui dentro sino al collo, ma per la verità atroce che continua anche oggi nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze. Parla, questo terribile documento umano, di quello che accadde sul fronte orientale a molti italiani, alpini nella Cuneense. La guerra sul fronte russo: i popoli, gli eserciti, l'individuo e la moltitudine ci vengono incontro come fosse ancora ieri e riproviamo le atrocità, gli eroismi, le spavalderie, la generosità, gli egoismi, la pazzia e l'ironia in un paradosso gigantesco. Ci viene spontaneo dire: ma in questo tempo abbiamo vissuto? Ma queste cose sono accadute?» Mario Rigoni Stern
Michele De Chiara micheledechiara@tiscalineet.it (07-11-2001) raccolta di toccanti testimonianze degli alpini della Divisione CUNEENSE, fronte del Don, 1941/43,
racconti di gente semplice, contadini, gente pulita, che ha avuto la vita segnata e condizionata dalla terribile esperienza vissuta nella tragedia della ritirata, e dei campi di prigionia russi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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