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Tomasi di Lampedusa Giuseppe - Il gattopardo. Edizione conforme al manoscritto del... | Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini sente inevitabile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.53 / 5Christian (13-01-2012) Un romanzo che offre uno spaccato splendidamente crudo della Sicilia, mai sopra le righe, mai tedioso, mai superfluo e soprattutto sempre attuale: ce ne fossero di libri così in giro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
afasia (01-10-2011) opera magistrale per capire la sicilia e l'atmosfera di un'epoca in putrefazione avanzata!la trama è fragile, come fragile è ormai il labile titolo nobiliare dei personaggi, cristallizzati nei propri bei palazzi e nelle loro convenzioni in disfacimento. Soltanto il lungimirante protagonista coglie questo clima di cambiamento e sta al gioco, adattandosi a questa decadenza con eleganza e dignità: forze il quieto vivere in qualche avanzo di privilegio ha più valore del potere perduto. Ma soprattutto Tomasi è stato sottile nel cogliere l'essenza stessa della gente siciliana, in bilico tra rassegnata immobilità e pigrizia nell'adeguarsi al mutar dei tempi. Una condizione di stasi indolente che Tomasi attribuisce poeticamente allo scirocco africano che batte l'isola, costringendo la gente a desiderare l'ombra delle alcove, fiaccandola, prostrandola senza resistenza..e che forse è la stessa posizione di conservatorismo svogliato che caratterizza un pò noi tutti italiani da sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Katia (05-07-2011) Tanto rinomato e consigliato da molti. Sinceramente l'ho trovato di una noia assurda. Ho letto molti classici e non è la scrittura di fine ottocento o di inizio novecento ad ostacolare il mio giudizio per non parlare del fatto che è stato scritto intorno al 1950? Non è emerso come avrebbe dovuto, il clima del periodo dell'unità d'Italia e nessun aspetto storico viene affrontato. L'unica cosa che ho apprezzato sono state le descrizioni della campagna siciliana, dei profumi delle piante selvatiche e dei silenzi che regnavano sul calore estivo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Bruno (05-06-2011) L'ho letto la prima volta a 18 anni per la Maturità, lo riletto ora, a 50 anni, sempre per la Maturità, ma di mio figlio. Allora mi era piaciuto ora ho capito che si tratta di un capolavoro.
E come tutti i capolavori va centellinato per assaporarne ogni singola frase, accorgersi che nessuna parola è stata scritta a caso ma scelta accuratamente. Così come i personaggi, ognuno è mirabilmente descritto ed inserito nel suo ruolo: dal Principe, il protagonista, all'erbuario che appare, fugacemente, nel colloquio con Padre Pirrone, in quella preziosa perla di intelligenza e costume che è la digressione del capitolo V.
Non è un libro facile. Il senso di inutilità delle azioni umane nei confronti di una storia che procede irriducibile nella direzione da lei stessa predeterminata, di disillusione della vita dove, paradossalmente, chi trionfa è solo la morte, non lo rendono un romanzo di evasione. La soddisfazione non è immediata durante la lettura ma è successiva, quando ci si ferma a riflettere su quello che si è letto o, perfino, lo si rilegge.
Non è un libro da consigliare a chiunque. Spero che la mia opinione non venga considerata classista, però per apprezzarlo è necessario aver maturata una solida consuetudine alla lettura che superi la scelta esclusiva del genere romanzo: alcune pagine non hanno la scorrevolezza di questo ma pretendono piuttosto la concentrazione richiesta da un libro di saggistica.
Ma, in ultimo, chi dei precedenti "recensori" non vi ha scorto nessun aspetto psicologico è sicuro di avere letto Il Gattopardo? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio di Monterosi (17-05-2011) Diciamo subito : il romanzo mi è piaciuto moltissimo .
Con una scrittura agile , per niente ripetitiva , riesce a rappresentare, in un succedersi di immagini a colori, quasi ad anticipare il film di Visconti, l'esaurirsi di eventi e situazioni all'apparenza immutabili.
Finisce la nobiltà e conseguentemente nasce una forma di nuova borghesia; il regno borbonico inizia il suo declino, Il principe (Fabrizio), si crede simile agli dei ma alla fine muore da solo, in una stanza di albergo lontano dalle sue terre ; l'alano Bendicò , bravo a ringhiare alla ipocrisia di Angelica ma che finisce per essere buttato in un angolo del cortile in attesa del mondezzaio.
Come si è detto , anticipa il film di Visconti , ma anche quanta attualità?..
- Cambiare tutto con il preciso scopo di lasciare tutto immutato.
- Utilizzare tanti soldi per farsi avanti in politica e comperare voti (P.86)
- Sposare un Tancredi Falconeri con la prospettiva di avere un posto eminente nella Sicilia che conta (P.150) .
Dal colloquio tra il principe Fabrizio ed Aimone Chevalley emerge una visione e un giudizio estremamente negativo sul popolo Siciliano che , non avendo trascorso lunghi periodi di tempo in Sicilia, non posso giudicare corrispondenti alla reale natura isolana.
Di contro mi hanno colpito le motivazioni che spingono Fabrizio a rifiutare l'incarico di senatore . Quanta differenza tra il principe del Machiavelli che aveva come principio "il fine giustifica i mezzi" ed il principe di Tomasi di Lampedusa che definisce come requisito essenziale per guidare gli altri la capacità di ingannare se stessi .Ed ancora :
l' ironia con la quale vengono descritte alcune pagine (vedi ad esempio la rappresentazione di oggetti animati) non riesce a far dimenticare il crescente trauma vissuto dal principe Salina nell'assistere alla inesorabile e continua trasformazione dei vecchi tempi nei nuovi tempi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mondo antico (12-05-2011) UN PILASTRO della letteratura Italiana e Siciliana..Lo lessi due volte a distanza di molti anni..la prima lettura a 13 anni e la seconda a 27..la seconda lettura fu molto più approfondita, accurata e con un buon bagaglio di conoscenze storiografiche..perchè questo testo,per quanto possa sembrare semplice nello stile e lineare nella narrazione, presuppone la conoscenza di un periodo storico ben preciso: la spedizione garibaldina e il disfacimento del regno borbonico..senza queste basi, si possono cmq assaporare le bellissime pagine del romanzo e la vicenda della famiglia aristocratica Corbera, ma si rischia di non capire le ragioni profonde delle ansie del principe e del disastroso declino della nobiltà terriera siciliana tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento..Un grande capolavoro intramontabile della nostra letteratura, nonostante le migliori storie letterarie gli dedichino 1 0 2 pagine(quando va bene) di critica...OTTIMO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
totogatto (15-03-2011) capolavoro
indispensabile per capire la Sicilia e l'Italia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (30-10-2010) Me l'avevano decantato come un romanzo indispensabile e assolutamente da conoscere, così l'ho comprato. Inutile negare la mia delusione per la scarsità di interesse da parte mia nel leggere queste pagine: poco avvincente e decisamente noioso, non mi ha dato un granché dal punto di vista delle emozioni.
Mi dispiace molto non essere riuscita ad apprezzarlo come avrei dovuto, ma purtroppo non mi ha trasmesso niente. Peccato! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (14-09-2010) Un romanzo abbastanza pesante nelle sue prime tre parti. Lentamente diviene più coinvolgente e con un ritmo più scandito e veloce...
Non l'ho molto amato anche se Tomasi di Lampedusa resta sempre un campione nelle descrizioni fisiche e morali! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Clara (20-03-2010) Terribile. Sarà anche un capolavoro,ma sono crollata dopo la seconda pagina. Il Tomasi scrive con così poca scorrevolezza,che alle volte si fatica a capire la vicenda,spesso dedotta dal contesto e non dallo scritto.
Diventa noioso e ci si stanca a proseguire nella lettura. Peccato! La tematica sembrava interessante. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
fortunato rotella (27-10-2009) Etichettato da molti come “romanzo storico”, il Gattopardo, attraverso le vicende dei Salina, illustra il declino dell’aristocrazia meridionale, alla quale lo stesso autore apparteneva.
Probabilmente, per le tematiche affrontate ed il contesto nel quale si svolge, l’opera viene accolta senza grandi entusiasmi da parte del pubblico, il quale soltanto parecchi anni più tardi sembrerà riconoscerle il giusto tributo. Certo è che il lavoro di Tomasi di Lampedusa, non incanta per la trama, né tiene incollato il lettore per il ritmo che lo caratterizza. Tuttavia, il bello scrivere, unitamente alla descrizione delle scene e ad alcune riflessioni del principe (basti ricordare l’acume con cui l’autore descrive l’atavico modus vivendi del popolo siciliano) ne rendono assolutamente consigliabile la lettura.
Fortunato Rotella.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Carlo (27-05-2009) Il Gattopardo è ormai un classico della letteratura italiana. Oltre all'indubbio valore storico dell'opera è scritto in maniera sublime ed evoca immagini della Sicilia dell'epoca vive e vivide. L'epopea dei Salina rimarrà indimenticabile assieme ad una conoscenza più precisa della vita in Sicilia al tempo dei fatti narrati 1860-1910 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto92 (13-11-2008) Non mi è piaciuto "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa perchè, essendo considerato un romanzo storico, per me non lo è. Infatti nonostante la vicenda inizi dall'anno 1860, anno in cui sbarca a Marsala, in Sicilia, Garibaldi che riuscirà ad unificare l'Italia, il personaggio non emerge dalla lettura anzi, viene solamente nominato.
Pertanto non condivido affatto la fama che questo romanzo ha avuto in Italia, molti lo considerano un classico italiano, ma secondo me i classici non sono paragonabili a "Il Gattopardo".
Nessun personaggio mi ha coinvolto, infatti vengono descritti solo dal piano fisico e non psicologico; nonostante tutto, solo all'inizio del libro, ci suono buone descrizioni dell'ambiente siciliano: sono presenti molti agrumeti, le boungavillae decorano i muri delle ville ed è molto piacevole adorare il timo selvatico presente nelle foreste rimaste intatte da secoli e secoli. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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