IBSIBS
 
home libribooksdvddischiMP3videogiochiremainders
Home LibriCarrelloLista desideriI tuoi datiI tuoi ordiniBibliotechePartnerAiuto e FAQ
RicercaRicerca avanzata
Spedizione gratuite in Italia per ordini superiori a 39 €


Trova in Libri
Classifica italiana libri
Top 100 libri
I libri più regalati
Promozioni in corso
Libri scolastici
Occasioni -25%
Libri -65%
Servizio novità IBS
Audiolibri
Buoni acquisto
Reparti Libri
Architettura e urbanistica
Arte
Astrologia ed esoterismo
Bibliografia, biblioteconomia, editoria
Classici greci e latini
Cucina e casa
Diritto
Economia e management
Fantascienza e fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, viaggi e guide
Gialli, horror, noir
Informatica
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, dizionari, enciclopedie
Medicina e salute
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Scienza e tecnica
Società, politica e comunicazione
Spettacolo e sport
Storia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di pių sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Kapuscinski Ryszard
Nuovi titoli pubblicati da Feltrinelli

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi DVD
GamesTutte
Informativa sulla privacy

Kapuscinski Ryszard - Ebano

Ebano TitoloEbano
AutoreKapuscinski Ryszard
Prezzo € 16,53
Prezzi in altre valute
Dati2001, 280 p., 8 ed.
TraduttoreVerdiani V.
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)

Attualmente non disponibile su IBS
Inserisci il tuo indirizzo e-mail e ti avviseremo quando il libro tornerà disponibile (Informativa sulla privacy)

Invia un tuo commento
Descrizione
Viaggiatore curioso e acuto, Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Abita nelle case dei sobborghi pių poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di tubercolosi e si fa curare negli ambulatori locali; rischia la morte per mano di un guerrigliero; ha paura e si dispera. Ma non rinuncia mai allo sguardo lucido e penetrante del reporter, all'affabulazione del narratore: che parlino di Amin Dada o della tragedia del Ruanda, di una giornata in un villaggio o della cittā di Lalibela, tassello dopo tassello le pagine di "Ebola" compongono il mosaico di un mondo carico di un'inquieta e violenta elettricitā.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice


Kapuscinski, Ryszard, Il cinico non Š adatto a questo mestiere, e/o, 2000
Kapuscinski, Ryszard, Ebano, Feltrinelli , 2000
recensioni di Piccoli, G. L'Indice del 2000, n. 07

Quando mi è arrivato a casa il libro con le conversazioni con Kapusīcinīski "sul buon giornalismo", l'ho guardato e messo da parte in attesa di terminare la lettura di Ebano. Qualche giorno dopo, sfogliando un quotidiano, ho visto una recensione sul libro della e/o e ho creduto di scoprire un grossolano errore di stampa, proprio nel titolo del libro: "Il cinico non è adatto a questo mestiere". Hanno aggiunto un "non", ho pensato. Ma il libro in vista sullo scaffale è pronto a smentirmi. Il "non" l'avevo eliminato io.
Com'è possibile un abbaglio del genere? Sarà che Kapusīcinīski non frequenta le redazioni dei giornali occidentali, e italiani? Sarà che io sono stato così sfortunato da non trovarvi nessuno che gli assomigli almeno un po'?
Di inviati speciali ne ho incrociati vari, da Beirut a Gerusalemme, da Managua a Bogotà. I migliori, e anche i più famosi, mi sono apparsi prigionieri del mito che si sono costruiti girando come trottole per il mondo. Molti altri, prigionieri delle hall dei grandi alberghi, dove ritrovano i loro simili, dei giorni scanditi dai cocktail ufficiali, talvolta persino delle fatture da raccogliere per le note spese. O dei fuoristrada noleggiati, e guidati da un autista che talvolta si rivela l'unico "umile" da intervistare, in mezzo a tanta gente che conta e decide.
Di inviati come Ryszard Kapusīcinīski, invece, non ne ho mai visti e conosciuti. Uno che ha cominciato la sua carriera giornalistica coprendo da solo per la stampa polacca l'intera Africa della fine degli anni cinquanta, sulla soglia dell'indipendenza. Che rincorreva senza soldi guerre, rivoluzioni e colpi di Stato. E che amava "sparire tra la gente", riuscendo, lui bianco slavato in mezzo ai neri, a farsi accettare. "Se mi avessero individuato come straniero, come diverso, la gente mi avrebbe magari rivolto la parola, ma certo non si sarebbe lasciata andare con la stessa libertà a commenti e osservazioni sincere", racconta Kapusīcinīski.
La sua diversità, prima di emergere dalla scrittura, nasce dalle scelte di vita. Dai disagi che si procura, o dai quali non scappa, Kapusīcinīski trae fotografie della realtà, altrimenti inafferrabili, arrivando al generale e alla visione d'insieme dai particolari di un personale che non è mai noioso. Condivide la vita dei poveri perché sono i poveri, che formano la gran parte dell'umanità, a interessarlo. "Non potrà mai fare il corrispondente chi ha paura della mosca tse-tse, del cobra nero, degli elefanti, dei cannibali... chi trema al solo pensiero dell'ameba e delle malattie veneree, o dell'idea di essere derubato e picchiato, chi mette da parte i dollari per farsi una casetta in patria, chi non sa dormire in una casetta africana e chi disprezza la gente di cui scrive", afferma categoricamente Kapusīcinīski.
Ed è quanto dimostra in tutte le pagine di Ebano, una fotografia dell'Africa, anzi della sua Africa di giornalista polacco. Racconti mirabili di colpi di Stato visti dal basso, in Kenya, Tanganika, Zanzibar e Uganda, ma anche diari di viaggi, scomodi, avventurosi e infiniti tra le capitali africane, da Accra a Kampala, da Lagos a Dar es Salaam. E poi testimonianze di malattie sofferte, dalla malaria cerebrale alla tubercolosi. E agili pagine di storia, raccontata con maestria. E spiegazioni chiare e godibili delle leggende e dei miti. Sfogliando Ebano si scoprono le priorità del viaggiatore in carne e ossa. Ad esempio, gli insetti che rendono così difficile qualunque immersione dai tropici in giù. E gli odori che assalgono chiunque appena scende dalla scaletta dell'aereo, e i rumori. E la luce, "la prima cosa che colpisce".
Solo vivendo con e come gli africani, condividendone disagi e allegrie, si riesce a spiegare la loro vita. E a capire anche quella che sembra un'apatica rassegnazione. "L'europeo e l'africano hanno un'idea del tempo completamente diversa, lo concepiscono e vi si rapportano in modo opposto", scrive Kapusīcinīski. Per l'europeo il tempo è autonomo e assoluto, un'entità con la quale fare continuamente i conti in un conflitto perduto in partenza. Per l'africano il tempo è un'entità inerte, passiva e condizionabile. Da qui la sua capacità di immobilizzarsi, di farsi terra, di apparire incurante alle catastrofi come alle mosche. E di attendere: il destino, un aiuto o più banalmente la partenza del bus. "Che succede intanto nella testa di queste persone? Lo ignoro. Pensano? Sognano? Ricordano? Fanno progetti? Meditano? Viaggiano nell'aldilà? Difficile dirlo" ammette Kapusīcinīski. A proposito di Ebano, Kapusīcinīski sostiene che il libro non parla dell'Africa, ma di alcune persone che vi ha incontrato: "L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l'Africa non esiste".
Nonostante questa consapevolezza impietosa, Ebano fa capire più dell'Africa di qualunque altro libro, perché trasuda immediatezza, sincerità, capacità di indagine. E soprattutto umiltà e rispetto, che sono l'esatto contrario del cinismo.
Certo tutti i direttori di giornale vorrebbero Kapusīcinīski tra i collaboratori delle pagine della cultura, ma quanti digerirebbero un tipo del genere agli Esteri, un giornalista che non sa stare ai tempi dell'informazione e soprattutto che stonerebbe nei cori su spartito durante i grandi eventi: elezioni e catastrofi, rivoluzioni e guerre. Soprattutto guerre, visto che, come sostiene un proverbio tedesco (Komm der Krieg ins Land / Dann gibt's Lugenwie Sand), quando in un paese arriva la guerra, arrivano a valanga le bugie.
Che avrebbe fatto Kapusīcinīski, o il giornalista-modello che lui dipinge, durante la guerra del Golfo, quando tutti i tg e giornali presero per buoni dei veri e propri falsi? Come la favola del cormorano morente, ricoperto del petrolio con cui Saddam Hussein aveva inondato il Golfo Persico, e che dopo qualche settimana si rivelò un povero uccello prelevato da uno zoo di Atlanta e riempito di pece nera. O quella, tragica, della "fanciulla kuwaitiana sfuggita allo sterminio", che raccontò che i soldati irakeni avevano staccato la corrente negli ospedali di Kuwait City per uccidere i neonati, e che si scoprì essere la figlia dell'ambasciatore kuwaitiano presso l'Onu, assente da anni dal suo paese. Avrebbe dubitato, protestato o si sarebbe unito al coro su spartito della maggiore agenzia statunitense di pubbliche relazioni, la Hill & Knowlton, responsabile di analoghi episodi nella guerra dei Balcani dell'anno scorso?
Pochi cantano fuori dal coro. Uno di questi, quasi l'eccezione che conferma la regola, Giulietto Chiesa, il corrispondente della "Stampa" da Mosca, sostiene che "non si deve mai, proprio mai, credere alla prima versione dei fatti presentata dal Potere, quale che esso sia. Di solito è falsa". Ma gli altri, quasi tutti gli altri, sono pronti ad abbandonare coscienza, etica professionale e spesso anche la ragione e la faccia, per farsi complici delle grandi bugie, delle censure e delle montature. Per codismo, paura, pigrizia o per arruolamento convinto ai poteri forti.
E qualcuno ha anche il coraggio di difendere le bugie.
Il 3 novembre 1999 l'inviato della "Repubblica", Guido Rampoldi, in un'inchiesta del suo giornale intitolata Kosovo, il mistero delle fosse comuni (che non si trovavano), confessava: "Le allusioni a Milosevic-Hitler, un gingillarsi disinvolto con la parola genocidio, le foto di fosse comuni scattate dai satelliti che corrispondevano a scavi qualunque, gli annunci di massacri mai avvenuti: tutto questo non corrispondeva alla realtà, anche se spesso vi si avvicinava. Come intuivamo anche durante la guerra". Nonostante le intuizioni, però, lui e il suo giornale, e la gran parte dei giornali italiani, continuarono a raccontare bugie. Perché? Rampoldi lo spiegava con grande candore: "possiamo immaginare con quale spirito le società occidentali avrebbero accettato il conflitto, se i governi avessero raccontato la verità".
Non c'è da vergognarsi? Dispiace dirlo, caro Kapusīcinīski, ma, per quello che vediamo ogni giorno in questa parte del mondo, solo "il cinico è adatto a questo mestiere".

I vostri commenti
8 recensioni presenti.  Media Voto: 4.62 / 5

renntiger (10-09-2008)
L’Africa "Africa", cosė vera e cosė diversa da quella dei safari e delle spiagge bianche delle guide turistiche, l’Africa della TBC, della malaria, del caldo che ti scioglie e che non ti permette nemmeno di pensare, l’Africa del razzismo nero, dei signori della guerra, dei bambini soldato. Da non perdere per chiunque voglia capire per davvero l'Africa.
Voto: 5 / 5

francesca (11-11-2005)
magnifico libro. Storie cariche di umanitā. Trovo riduttivo definire Kapuscinski un reporter, un giornalista. E' un grande narratore. Leggetelo.
Voto: 5 / 5

marta atenablu@hotmail.com (15-07-2005)
La semplicitā con cui ho ritrovato le stesse domande, le stesse inquietudini, le stesse descrizioni č stata disarmante, soprattutto perché a farlo č un uomo del calibro di Kapuscinski. Eppure sembrava me semplice visitatrice di un'Africa che č il tutto e il contrario di tutto. un libro per chi sa che in Africa non ci andrā mai... per chi ci andrā, un libro da leggere dopo, per rivivere ancora in qualche modo l'Africa e le sue inquietudini, per avere una sorta di diario di ciō che si č visto.
Voto: 5 / 5

eminenti goffredo emin_g_way@yahoo.it (10-12-2001)
Bello, bellissimo, da leggere anche a chi non puō farlo. Uno dei libri di letteratura di viaggio pių belli che abbia letto.
Voto: 5 / 5

Laura sol0939@iperbole.bologna.it (13-11-2001)
Anche a me questo libro e' piaciuto molto, in effetti non ho molto da aggiungere alle recensioni precedenti, tranne la sottolineatura che non e' un libro di facile lettura, non e' un romanzo, e' scritto da un giornalista, un libro di viaggio con numerosi resoconti storici, notevole per chi, come me, subisce il fascino e la curiosita' dell'Africa e delle sue genti.
Voto: 3 / 5

gianluca sidner@libero.it (12-11-2001)
Ho letto con grande passione questo insieme di reportage, che mi ha insegnato tanto della cultura africana e di come purtroppo, tanta ricchezza, sia stata e sia tuttora in mano a pessimi appartenenti del genere umano. Per chi vuole conoscere, scoprire, amare l'Africa e gli africani, grazie al pių grande reporter vivente.
Voto: 5 / 5

saverio saver@lycosmail.com (22-01-2001)
Un ottimo libro che vorresti non finire di leggere e quindi da rileggere ancora. Insuperabile la descrizione della morte del serpente,i ragionamenti ,le descrizioni.Kapuscinski rara,inteliggente voce che permette di sapere di gente che muore e di cui nessuno parla.
Voto: 5 / 5

marco carnazza carnazza@usa.net (30-10-2000)
E un libro di grande interesse, di quelli che non si dimenticano; direi una fotografia di parti dell'africa attuale che ci rivela una realtā locale ben diversa da come la dipingono gli altri media. L'autore deve essere una persona umanamente ricca e simpatica. Unico neo, se posso esprimere il mio parere, un confuso e quasi doveroso addossare al colonialismo le colpe di ogni problema africano. Malgrado egli nella sua onestā dimostri nell'arco di quasi tutto il libro esattamente il contrario. Stimolante!
Voto: 4 / 5

I più venduti di Kapuscinski Ryszard
1.EbanoEbano
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 8,00
2.ImperiumImperium
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 8,50
3.Shah-in-ShahShah-in-Shah
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 7,50
4.In viaggio con ErodotoIn viaggio con Erodoto
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 7,50
5.Il  Negus.Il Negus.
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 7,50
 Tutti i libri di Kapuscinski Ryszard
Chi sceglie questo libro legge anche
Dalrymple William
Giammaria Duilio
Masto Raffaele
Mo Ettore
Ramazzotti Sergio
Reader John
Rumiz Paolo
Tayler Jeffrey
Theroux Paul
Thubron Colin
IBS ti consiglia anche
WuzLeggi l'intervista
Wuz117 commenti presenti
Ricerca Ricerca avanzata

Copyright © 1998-2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

P.IVA 12252360156

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Informativa sulla privacy

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa:
Mirandola comunicazione

Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
RadioAlt.it

Vai a inizio pagina