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Serrano Marcela - Nostra signora della solitudine | Nel caldo torrido dell'estate cilena, Carmen Lewis Avila, scrittrice di successo, scompare. Dopo che la polizia ha archiviato il caso, Rosa Alvallay, una detective privata, viene incaricata di ritrovarla. Rosa non è una persona molto appariscente, ha superato i cinquanta, classe media, un divorzio alle spalle, qualche anno di tiepida lotta per il socialismo, l'esilio in Messico, poi il ritorno in Cile, la professione di investigatrice, pochi amici, grandi delusioni. Rosa capisce che l'unica via per ritrovare Carmen è passare attraverso la lettura dei suoi romanzi. Indagando, scoprirà molti segreti dell'inquieta personalità della donna e il misterioso motivo della sua scomparsa.
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.28 / 5antonella (15-07-2008) Racconto sconclusionato, confuso e scarsamente interessante. Un'investigatrice che racconta la propria vita caratterizzata da sentimenti scontati ed esperienze banali. Una donna scomparsa dal profilo irrazionale guidata da impulsi improbabili. Ogni tanto qualche massima azzeccata, ma un finale che coincide con un'apologia della solidarietà femminile del tutto utopistica. Tutto condito con poca passione. Non mi è piaciuto, non ha nulla del giallo e nulla del romanzo intimista. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sara (24-06-2006) non mi è piaciuto questo romanzo giallo, mi è sembrato un pò deludente. troppo debole e poco coinvolgente la trama. speravo mi catturasse di più e invece... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
bianca (24-04-2006) Un libro che mi ha coinvolta molto. La storia non è particolarmente avvincente ma il fascino deriva dall'emergere della personalità inquieta e profonda di Carmen. Donna che vive con disagio la superficialità ed il formalismo dell'ambiente in cui vive. Superficialità e formalismo manifestati anche dalle persone a lei più vicine che, nel corso del romanzo, sono più occupate a tacitare la propria coscienza che a capire il percorso dell'animo di questa donna dall'apparenza dinamica e solare... il finale ne è la dimostrazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
milena (06-01-2006) è il primo libro che ho letto di Marcela Serrano.Da allora non ho più smesso.La descrizione dei paesaggi è perfetta, la narrazione prosegue in maniera avvincente,la descrizione dell'animo femminile a dir poco sconvolgente.Splendido! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele (05-06-2003) E' il primo libro che leggo di Marcela Serrano.
Niente di stupefacente, ma molto meglio di alcuni titoli che circolano in libreria.
La storia è un pò banale, ma alla fine mi ha convinto.
A parer mio è un libro da leggere sotto l'ombrellone per poi dimenticare tutto alla fine dell'estate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
clara (18-02-2003) Noioso,prolisso,non mi ha lasciato niente .... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Angela (18-04-2002) L'ho scoperto per caso, ero un po' scettica, poi ho iniziato e non volevo più smettere di leggerlo... Cile, Messico, mistero...è un libro avvincente, forse un po' troppo veloce il finale... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Monica (09-11-2001) Un libro che non trasmette nulla! Scritto in modo piatto e con una trama scontata e banale .
Assolutamente da non consigliare ! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Letizia lrc@wanadoo.fr (02-10-2001) Grande delusione, ho trovato questo libro per lunghi tratti noioso. I personaggi mi sono apparsi senza spessore, nessuna curiosità hanno stimolato in me. La trama imperscrutabile, i luoghi irriconoscibili ma anche non immaginabili (se non grazie all'immaginario che ognuno ha precostituito attraverso esperienza personale o altri libri). Il finale? Boh! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marco (13-09-2001) Sicuramente inferiore rispetto ai precedenti lavori, è un testo che si legge scorrevolmente ma che non fa palpitare. L'epilogo è molto scontato e forte è la delusione di non ritrovare le emozioni di "Antigua vida mia". Evidentemente le leggi dell'editoria sono piuttosto crudeli... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lovi (23-07-2001) Concordo con Maddalena anche se aumento di uno. Le parti in corsivo sono le migliori, peccato
siano poche. Per il resto la scrittura è talmente semplice da rasentare il banale. Non so se sia
da imputare ad una pessima traduzione oppure al fatto che la Serrano l'abbia scritto tanto per
pubblicare qualcosa (giusto per far contento l'editore). Sinceramente non lo consiglierei. Peccato... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maddalena (16-05-2001) Il libro più INUTILE di Marcela Serrano. Chi ha letto e apprezzato i precedenti (Soprattutto "Noi che ci vogliamo così bene" ed "Antigua vita mia") resterà deluso dalla superficialità frettolosa di questo romanzo (un racconto lungo, direi piuttosto: 192 pagine "lorde" -nette sono 174: da p.11 a p.185-, scritte larghe larghe e su carta grossa per aumentare lo spessore del libro -e forse giustificare il costo spropositato di £ 25000?-). Eppure gli elementi c'erano tutti: il Messico (Oaxaca, descritta non certo al meglio), la scrittrice scomparsa misteriosamente, l'intreccio quasi-giallo fra scrittori e letterati...
Che tristezza essere delusi così da una autrice che si apprezza(va) tanto! Mi torna in mente l'ultimo titolo di Coe (sempre Feltrinelli!): dopo due romanzi geniali, un libretto sciatto e modesto. C'è proprio bisogno di abbindolare i lettori in questo modo? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alice (08-05-2001) E' un libro straordinario per la capacità della scrittrice di sondare l'anima delle donne e
darle respiro. L'autrice non giudica mai, rivela una storia e nel momento in cui si conosce
la storia di una persona non si é più in grado di giudicarla, ma si é portati a comprendere.
E' molto più scorrevole e impossibile da interrompere (é avvincente!) dei suoi precedenti
"noi che ci vogliamo così bene" e "l'albergo delle donne tristi (pur bellissimi entrambi).
L'ho trovato soltanto un po' breve e la parte finale é un po' frettolosa secondo me.
Resta comunque una delle voci più autorevoli della letteratura contemporanea.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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