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De Luca Erri - Montedidio |
"Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Un quartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va a bottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, la vita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per la malattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta in regalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta sempre con sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua volta da un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna il mestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite a bottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788807016004
Montedidio
"Chi salirà nel monte di Dio? Chi ha le mani innocenti e il cuore puro." Un quartiere di vicoli a Napoli: Montedidio. Un ragazzo di tredici anni va a bottega da Mast'Errico, il falegname. E' l'inizio della sua vita nuova, la vita che a sera, a casa, in una casa vuota per l'assenza del padre e per la malattia della madre, il ragazzo va scrivendo su una bobina di carta avuta in regalo dal tipografo di Montedidio. Ha anche un altro regalo, che porta sempre con sé, un "bùmeran", un legno nato per volare che il padre ebbe a sua volta da un marinaio di passaggio. Così passano i giorni: Mast'Errico gli insegna il mestiere e Don Rafaniello, uno scarparo che Mast'Errico tiene ospite a bottega, gli insegna a pensare sugli uomini e sulle cose.
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Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti. Media Voto: 4.65 / 5rossella (31-03-2010) Comprato per caso e dimenticato per anni.
Ho visto in Germania la traduzione tedesca "Ich bin da" e incuriosita l'ho letto. Divorato. Vivo ormai lontana da Napoli e mi ha a tratti commosso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberta (27-03-2007) forse è demenziale dire che questo libro è bellissimo, anzi ripensandoci è favoloso.la storia è dolcissimae,ma comunque esprime le vene agrodolci della vita, pieno di significati che incuriosiscono chi legge che non vorrebbe mai fermarsi...la mia pecca che non mi perdono è di aver scoperto troppo tardi lo scrittore Erri De Luca ma mi metterò d'impegno per recuperare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rocco Coppola govinda2002@libero.it (01-03-2007) La prima parola che mi è venuta in bocca dall'inizio della lettura è stata: POESIA.
Ed è andata così via via nella lettura di questo libro breve ma intenso: ricco. Un carico di emozioni vive,intime, viste dagli occhi di un ragazzino 13enne di cui non so neanche il nome; ma potrei essere io da piccolo o chiunque di noi "senta" di provare e "vedere" con gli stessi occhi. Bravo Erri alla prossima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Norberto n_larcher@hotmail.com (27-02-2007) Il mare è pieno di conchiglie ma solo l'ostrica contiene una PERLA.
Questo libro è la PERLA trovata.
L'autore è l'ostrica che l'ha partorita.
Io sono il fortunato che l'ha trovata per caso in un mare di conchiglie vuote.
Grazie Erri per avermi regalato questo gioiello. Ne avevo fame. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marzia m.magnanini@hotmail.it (23-12-2006) questo libro mi ha suscitato tantissimo...grandi sorrisi e lacrime...una nostalgia enorme di napoli...e un tocco troppo vicino visto che sono adolescente...profondo,dolce,crudo,di una poesia così armoniosa...di un vero...umano..ho visuto per qualche giorno a montedidio e non mancherò la prossima volta che vado a napoli di farci un salto.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Josef Vogel josefvogel@swissonline.ch (20-10-2005) Un libro pieno di poesia. Peccato che il mio italiano non basta per capire tutto. Non è previsto una traduzione in tedesco? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristina cristina.trezzini@rtsi.ch (09-07-2005) Ho appena finito di leggere, in poche ore l'ho divorato, questo piccolo libro che mi riconcilia con i racconti e la letteratura. Ho conosciuto personaggi che resteranno con me ancora per molto, l'entrata nel mondo degli adulti del piccolo apprendista munito di "boomerang", il magnifico calzolaio con le sue ali, il falegname saggio, tutt'attorno l'umanità di una Napoli del dopoguerra che ancora sapeva sognare.Quanta nostalgia e quanta commozione. Mi precipiterò a cercare altri scritti di Erri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia Intartaglia lucia.intartaglia@fastwebnet.it (08-06-2005)
Avrebbe potuto intitolarsi " Il cielo sopra Napoli" questo romanzo che è Storia e Creazione insieme, mai finzione. Una storia di angeli, di quelli cui le ali devono ancora spuntare, di quelli che non le avranno mai, e di quelli invece che le hanno perse. A Napoli è facile perderle, le ali, ma - per assurdo - è ancora più facile averle, forse perché c'è questo cielo speciale, che ti attira verso l'alto e l'alto è sopra l'abisso dei vicoli, dei panni stesi che sbattono contro i muri sporchi e screpolati delle case, case da povera gente, sopra la realtà di un'infanzia negata e tradita che pure , in qualche modo, riesce a restare " intatta" fino alla morte. La voce narrante è quella del giovane apprendista che scrive su un rotolo di carta di bobina da tipografo le vicende della giornata, e la giornata" è ' nu' muorzo gli ricorda Mast'Errico, il falegname che gli impara il mestiere. A queste voci si accompagnano le voci di Maria, già adulta eppure innocente figura femminile che trova nell'ammore il riscatto, e quella di Rafaniello, il gobbo, che risuola le scarpe, aiutando la povera gente a camminare senza dolore; Rav Daniel si chiama, nella sua lingua, così simile al napoletano, e sotto la gobba si schiudono lentamente, con fatica, le ali con cui spiccherà il volo la notte di San Silvestro.Dal terrazzo dove vengono stesi i panni, il più alto di Montedidio, proprio la notte di San Silvestro il ragazzo lancerà il suo Bumeràn, regalatogli dal padre che lo ebbe a sua volta da un marinaio, e insieme lancerà il proprio cuore, accettando di dire - m'importa di te- come l'amore dei tredici anni più cresciuti di Maria gli ha insegnato. E sarà la scelta di essere adulto perché non basta portà 'e sorde a casa p'esser ommo .E mentre l'ombra di Rav Daniel passerà su di loro, il ragazzo griderà il suo grido d'amore,che volerà lui pure alto, e andrà lontano,oltre Montedidio , oltre quel rotolo di bobina che pesa tutto dalla parte scritta, che è stata la sua infanzia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rita cobrorita@virgilio.it (23-05-2005) Ho abitato a Montedidio per vent'anni, poi sono "salita" al Vomero che però con la sua collina non ha mai eguagliato le "altitudini" di Montedidio! Amo ancora il mio vecchio quartiere ed ho letto il romanzo di De Luca con il cuore nello zucchero. Uno dei libri più belli che abbia mai letto.
P.S. Il calzolaio "scartellato" esisteva davvero, anche se i suoi capelli erano nero corvino....! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adso adso72@virgilio.it (12-10-2004) Poesia, lirismo, candore, vita, Napoli.... il tutto fuso insieme Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro (03-10-2004) Un libro "speciale"............ consigliatomi da un'amica "speciale" ....grazie erri..... grazie lalla!
Mi ha fatto "tenere le lacrime dentro gli occhi....... si affacciavano e tornavano indietro" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kia (26-07-2004) Non mi è piaciuto per niente!!!!!!!!!! uno dei più brutti libri che ho letto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
GIMO (04-05-2004) UNA NAPOLI MERAVIGLIOSAMENTE DESCRITTA DA ERRI.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
claude brozzoni claudebrozzoni@free.fr (29-02-2004) Sono francese di padre bergamasco. Ho letto questo libro in Francese.E' una meraviglia.
Provo a sviluppare la conoscenza della letteratura italiana attuale presso i miei amici.
Grazie molto Signore De Luca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sofia (18-09-2003) Bellissimo e perfetto. E' il terzo romanzo di De Luca che leggo e da quando l'ho scoperto non posso fare a meno di comprare i suoi libri. Sono una sorta di rifugio per l'anima, una poesia che culla, una magia che avvolge e commuove.
La sua Napoli entra nel sangue e risulta indimenticabile come i suoi personaggi forti di povertà e di poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Delia Violante delia@sketchdesign.com (02-07-2003) Libri cosi non sono facili da trovare! Scrittura molto semplice ma profonda in contenuti. L'uso del napoletano da' maggiore prospettiva al racconto. Senz'altro un libro da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Albino giuseppealbino@hotmail.com (02-10-2002) Penso sia uno dei più bei libri pubblicati negli ultimi tempi. De Luca, fa vivere, nelle pagine di questo romanzo, gioia, dolore, emozioni e fascino in maniera eccezionale. Il dopoguerra, e l'adolescenza del protagonista, vengono narrati da uno dei quartieri più belli di Napoli, Monte di Dio. La dolcezza con cui "un ragazzino" apprende il lavoro di falegname,l'attaccamento verso un "boomerang" regalatogli dal padre, "l'ammor" verso una ragazza sua coetanea, la limpidezza del cielo notturno napoletano, il fascino dell'apprendimento verso la saggezza dei suoi datori di lavoro ed il grande dispiacere per la perdita della madre sofferente, fanno del racconto un romanzo bellissimo; a tratti commovente, dove forse i veri protagonisti sono l'orgoglio di essere figli e amati, la poesia della quotidianità "napoletana",e la povertà che costruisce la vita con la ricchezza dei ricordi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia Intartaglia silentecho@katamail.com (30-08-2002) Montedidio di Erri De Luca
Avrebbe potuto intitolarsi “ Il cielo sopra Napoli” questo romanzo che è Storia e Creazione insieme, mai finzione. Una storia di angeli, di quelli cui le ali devono ancora spuntare, di quelli che non le avranno mai, e di quelli invece che le hanno perse. A Napoli è facile perderle, le ali, ma – per assurdo - è ancora più facile averle, forse perché c’è questo cielo speciale, che ti attira verso l’alto e l’alto è sopra l’abisso dei vicoli, dei panni stesi che sbattono contro i muri sporchi e screpolati delle case, case da povera gente, sopra la realtà di un’infanzia negata e tradita che pure , in qualche modo, riesce a restare “ intatta” fino alla morte. La voce narrante è quella del giovane apprendista che scrive su un rotolo di carta di bobina da tipografo le vicende della giornata, e la giornata” è ‘ nu’ muorzo gli ricorda Mast’Errico, il falegname che gli impara il mestiere. A queste voci si accompagnano le voci di Maria, già adulta eppure innocente figura femminile che trova nell’ammore il riscatto, e quella di Rafaniello, il gobbo, che risuola le scarpe, aiutando la povera gente a camminare senza dolore; Rav Daniel si chiama, nella sua lingua, così simile al napoletano, e sotto la gobba si schiudono lentamente, con fatica, le ali con cui spiccherà il volo la notte di San Silvestro.Dal terrazzo dove vengono stesi i panni, il più alto di Montedidio, proprio la notte di San Silvestro il ragazzo lancerà il suo Bumeràn, regalatogli dal padre che lo ebbe a sua volta da un marinaio, e insieme lancerà il proprio cuore, accettando di dire – m’importa di te- come l’amore dei tredici anni più cresciuti di Maria gli ha insegnato. E sarà la scelta di essere adulto perché non basta portà ‘e sorde a casa p’esser ommo .E mentre l’ombra di Rav Daniel passerà su di loro, il ragazzo griderà il suo grido d’amore,che volerà lui pure alto, e andrà lontan Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luigi luigigargiulo67@hotmail.com (05-06-2002) Ammiro l'uso delle metafore che mai scade nella retorica . Nel libro di de Luca la commistione tra il ricordo e l'attualità trova efficacia. Montedidio diventa la scena dove il rapporto tra le radici di una città povera e l'incognito del futuro crea un'energia che stride. Lo stile è moderno, forse addirittura ardito. Complimenti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maria (24-04-2002) Sono una napoletana "in esilio" e l'ho letto
già tre volte...poi l'ho regalato a tutti i miei amici
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 26
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