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Gordimer Nadine - L' aggancio | L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto. La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende tutti decidendo di seguirlo come moglie.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Guia (14-02-2010) Nel complesso si legge, a tratti con piacere, ma non mi ha convinto molto. I sentimenti ed i pensieri sono descritti, ma non li ho "sentiti davvero", è come se rimanesse tutto troppo in superficie, come se non si arrivasse al cuore dei protagonisti. Non lo consiglierei, nè lo sconsiglierei; indifferente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
manvela (09-06-2008) Trama interessante per questo romanzo che indaga l'incontro fra culture e ceti sociali diversi all'interno di un rapporto che nasce dall'istinto sessuale e si trasforma in un sentimento molto forte. Interessante il modo in cui si compenetrano le psicologie dei protagonisti nonostante il persistere di distanze tra loro che assumono aspetti via via mutevoli ma che rimangono in parte incolmabili: Ibrahim insegue tenacemente una realtà che è la stessa da cui Julie fugge e mentre il loro amore li avvolge la consapevolezza delle loro aspirazioni li mantiene divisi... come due liquidi immiscibili trovatisi a condividere un spazio comune delimitato dal loro legame. Meno avvincente a mio avviso la scelta di narrare le vicende in terza persona e commentarle con reflessioni che per quanto profonde e a volte poetiche danno al romanzo una forma poco intimistica, quasi fosse una cronaca dettagliata corredatra di immagini e didascalie. Nel complesso un bel libro ma non mi ha infiammato il cuore! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
piera (05-05-2008) Un libro che fa sognare. Che ti trasmette la purezza e la crudeltà dei sentimenti. La volontà di voler credere di essere diversi, di potercela fare nella sfida con la vita. L'incredulità nello scorgere barriere di classe, di affetto, di possibilità, di fede e cultura. Ben descritti i personaggi. semplicemente avvincente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefania (18-04-2005) Che dire...? Questo libro è a dir poco fantastico!!! Devo ammettere che durante la lettura di alcune pagine mi sono emozionata al punto di piangere. Descrive in modo chiaro come può nascere l'amore tra due persone apparentemente diverse ma in fondo uguali...non esistono bariere...e se ce le siamo creati...è il momento di abbatterle... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Diego info@diegomatteucci.it (05-10-2003) Cape Town, Sud Africa. In una sudicia officina avviene l'incontro tra Julie Summers, bianca, di ricca famiglia, giunta lì per riparare la propria auto, e il nero Ibrahim ibn Musa, meccanico per caso, immigrato clandestino da un paese sperduto dell'Africa. Tra i due nasce una relazione vivamente candeggiata dalla ragazza, perché lei ama andare controcorrente, contro la propria famiglia, vede la sua vita come una continua avventura. Ibrahim all'inizio rimane molto sulle sue, è chiuso nei propri sentimenti, stenta a raccontarle della propria vita e da dove viene. Non apprezza nemmeno molto quando Julie lo invita a far parte del suo gruppo di amici, che ogni giorno si incontrano in un bar a discorrere della vita, dei suoi problemi, dell'uguaglianza tra bianchi e neri, del problema dell'AIDS (di cui un loro amico è affetto). Ibrahim non sa veramente se lei lo fa per amore o solo per mettersi in mostra. Quando però le autorità del posto ingiungono al ragazzo di tornare al suo paese perché hanno scoperto che è un clandestino, Julie decide di partire con lui. Una volta al suo paese, Julie rimane impressionata dalla differenza di usi e costumi della sua famiglia. In un primo momento si sente un'estranea, ovviamente, poi pian piano riesce, con l'aiuto di alcuni componenti della famiglia stessa, ad essere accettata quasi come una di loro. Insegna Inglese ad alcune ragazzine e si dà da fare in quella casa come tutte le altre donne. Ibrahim però non ama il suo paese, vuole qualcosa di più per sé e per la sua Julie. Vuole emigrare negli Stati Uniti, ha già qualche suo parente in quel paese così lontano ma così ricco di opportunità per chi si dà da fare. Dopo vari mesi, finalmente riesce ad ottenere i permessi e quando arriva il giorno della partenza, Julie stupisce tutti perché vuole rimanere in quel paesino. Questo di Nadine Gordimer (premio Nobel per la letteratura nel 1991) è un godibilissimo romanzo sulle diversità culturali che si incontrano. E c'è una domanda che secondo me permea tutta la storia dall'inizio alla fine: f Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Angela di Guardiagrele (21-08-2002) Il ritmo lento delle prime pagine potrebbe indurre il lettore a desistere ..invece all' improvviso ,le scelte adottate , le descrizioni dei paesaggi e l' imprervisto finale rendono la lettura avvincente e piacevole .Leggetelo !!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
hillevi hillevi@tiscali.it (21-08-2002) romanzo particolare. lieve eppure profondo, a suo modo sorprendente, perfino i dialoghi non sono convenzionali.
la prima parte mi ha lasciata un po' indecisa, non completamente affascinata. Ma il capovolgimento di situazione ha aggiunto un elemento in più, uno scorrere diverso al libro: ecco che tutto rientra in una logica narrativa inusuale.
ed alla fine tutto é chiaro, quando il percorso di lui e quello di lei sono compiuti e niente é più al suo posto.
molto bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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