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Vonnegut Kurt - Mattatoio n. 5 |
Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 4.63 / 5Nicola Mosti (19-11-2008) La scrittura volutamente povera, quasi sgrammaticata, è in linea con i pensieri bislacchi del protagonista frenastenico. Questo binomio riesce a tratti a catturare l'interesse dei lettori più curiosi, ma non arriva mai a costituire un motivo sufficiente per acquistare il libro.
Vonnegut? Probabilmente un genio visionario, sicuramente uno scrittore soltanto discreto. Voto: 3 / 5 |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (20-05-2008) Perfettamente d'accordo nel dire che dopo aver letto un libro così, si resta felici. La definizione che mi viene spontanea per Slaugherhouse Five è "oscuramente geniale", una definizione estendibile - oscuramente geniale pure Vonnegut, quindi - alla quasi totalità dei suoi romanzi. Qui si procede per frammenti, brancolando nel buio (stessa cosa succede in ghiaccio-9), alla ricerca di un filo conduttore che non c'è, ed è bellissimo che non ci sia, perché alla fine ti resta comunque qualcosa, o moltissimo, o anche di più. Complessità semplice. Vonnegut assolutamente da ammirare, nella sua grandezza, nel suo (apparente) caos, nella sua abilità strabiliante. Così va la vita. Voto: 5 / 5 |
Romano De Marco romdema@tin.it (17-03-2007) Davvero molto bello, un libro sulla guerra (non "contro la guerra", una definizione troppo retorica per questo autore geniale) divertente, struggente, mai banale. Fantascienza di serie B e ironia si mescolano con la realtà storica più cruda e spietata in un romanzo che ha in sé qualcosa di magico e riesce a condannare senza moralismo, ad andare oltre le apparenze, a dire molto di più sulla guerra e sugli uomini di quanto decine di scrittori siano riusciti a fare con opere molto più note e dichiaratamente "di denuncia".
Ora temo che, quando leggerò nuovamente qualcosa di Vonnegut, sarà difficile trovarsi di fronte un altro romanzo così deliziosamente equilibrato, pieno di sottile ed ironica intelligenza che seduce dalla prima all'ultima pagina. Se dovesse accadere sarà per me la prova di aver scoperto un vero e proprio genio.
Super consigliato!
Voto: 5 / 5 |
stella miss-milky@hotmail.com (10-02-2007) bellissimo..sconvolgente..l'ho letto qualke anno fa in inglese e sicuramente per i miei 16 anni di allora l'ho trovato..unico. parla della guerra in una maniera stranissima,tuttavia singolare e sa colpire il lettore.è uno dei miei libri preferiti,ne ho letti tantissimi e anke se i libri ke parlano di guerra non mi sono mai piaciuti,questo non ho potuto fare a meno di leggerlo. lo consiglio a tutti,fa pensare e riflettere... Voto: 5 / 5 |
danilo leverkuhn83@excite.it (16-07-2006) Affresco disincanatato dell'assurdità, della morte, dell'orrore. Un pezzo di storia raffigurato in uno specchio che ne restituisce una immagine distorta, ma più autentica, perchè non filtrata dagli schemi abituali ,anch'essi assurdi, assurdi più ancora dell'orrore in sè, più assurdi perchè l'orrore, nostro malgrado, è reale. Uno specchio frantumato dalla memoria e dal non-senso, una scrittura per questo frammentata, intricata, mai lineare. Perchè dipingere l'orrore con linearità non è soltanto, come qualcuno ha scritto, banale, ma è anche fuorviante. Dinanzi alla follia terrifica del mondo, descrivere "linearmente" l'orrore che si perpetua significa automaticamente produrre un'indagine sul significato di esso. Ma il significato non c'è. Ad un anno dalla lettura di questo libro, permane la consapevolezza dell'assurdità che ci circonda. Voto: 4 / 5 |
Riccardo (06-02-2006) Un libro sulla guerra senza scrivere un libro sulla guerra, con tutti i momenti assurdi di una esperienza del genere, scritto nell'unico modo che possa evitare di glorificare qualcosa che non e' affatto eroismo. Voto: 5 / 5 |
Mimmo (27-01-2006) Vonnegut è Queneau e Flann O'Brien messi insieme. Scritto come tanti piccoli telegrammi trafalmadoriani,profondo,mai banale,"Mattatoio N°5"parla della guerra,del tempo,dello spazio,visti con gli occhi,e con la mente,di Billy Pilgrim,assurdo e strampalato personaggio,perchè assurda e strampalata è la guerra.Qual'è la nostra speranza?quella di guardare,nel tempo,solo i momenti belli,e che in realtà la morte non è che uno di quei momenti a cui voltare lo sguardo.Così va la vita. Voto: 5 / 5 |
Sonia (22-12-2005) Ne avevo una copia negli anni '90. Prestata e mai piu' rivista. Cercato per anni su ogni bancarella e libreria dell'usato. Comprato in inglese. Volevo che il mio compagno potesse leggerlo. Gliel'ho tradotto a mano, di notte, copiando i disegni e regalandoglielo per il compleanno. Entrandoci cosi' dentro, scivolando su ogni parola, con qualche anno in piu' rispetto al '95, l'ho apprezzato e amato ancora piu' a fondo, e ne ho sentito a pieno la profonda verità che racconta dietro mille metafore e mille cronache. Forse, in assoluto, il più libro contro la guerra dell'ultimo secolo. Voto: 5 / 5 |
Albertus grandi.albe@tiscali.it (26-06-2005) Vonnegut è Flash Gordon e Nietzsche fusi in un'unica persona. E' il grande barzellettiere della letteratura del '900. Nessuno come lui sa descrivere situazioni assurde con tanta impasisbilità di stile. Mattatoio numero 5 fa ridere e commuovere. E' una specie di romanzo blog che mescola biografia a fiction, storia a fantascienza. I viaggi temporali del protagonista che ripercorre la propria vita senza un odine cronologico, sono come uno zapping televisivo solo apparentemente senza senso. In realtà il libro è contro la guerra, ogni tipo di guerra e rancore e l'amaro disincanto che sprigiona si sublima, nella pagina finale, direi nell'ultima riga, in poetica a favore e nel rispetto della vita. Voto: 5 / 5 |
Paolo Guerrini (07-06-2005) Incentrato sulla figura del soldato, optometrista, a volte buffo, Billy Pilgrim, Mattatoio n. 5 è semplicemente un capolavoro! Tra amare riflessioni, ed altrettante crude descrizioni, la storia si dipana intrecciandosi sempre intorno a quello che, purtroppo, sembra essere il nostro personalissimo, dannato destino: la guerra.
Vonnegut condanna apertamente, ma, a mio modesto avviso, non si dispera. Lassù tra i dischi volanti di Trafamaldore si può "rifiatare", affidandosi alla leggerezza della fantasia e della fantascienza. E quaggiù? Quaggiù ci resta, alla fin fine, soltanto il tenero cinguettio di un piccolo uccello. Poco? Forse no. Voto: 5 / 5 |
marco (12-04-2005) Un capolavoro strepitoso. Kurt Vonnegut uno scrittore dal genio incandescente e assoluto. Una lettura da non farsi mancare. Voto: 5 / 5 |
gplinto gplinto@supereva.it (03-02-2005) E' il libro più assurdo che abbia mai letto ed uno dei più belli! Voto: 5 / 5 |
Andrea andreacipelletti@lycos.it (27-09-2004) Un libro bellissimo che ho letto diversi anni fa recuperandolo in una sperduta libreria nella prima edizione edita in Italia: sfuggire alle atrocità della guerra immaginandosi in un posto lontano e migliore (Trafalmagore) , in ottima compagnia (una delle più belle donne del periodo) ed in un “diverso tempo”… sperando in un futuro dove certe atrocità non dovrebbero più esistere… ma purtroppo le “Crociate dei bambini” continuano anche oggi…
Voto: 5 / 5 |
manu (26-09-2004) l'ho cercato per anni e ne è valsa la pena..descrive in modo commovente, privo di retorica, ironico e tagliente un'esperienza indescrivibile...vonnegut è un genio Voto: 5 / 5 |
Valter Moretti vmoretti2@hotmail.com (17-09-2004) Si tratta di uno dei piu' bei libri che io abbia letto (e riletto) in tutta la mia vita.
Le situazioni tragicomiche descritte nel libro sono uno specchio amplificato della condizione umana e dell'assurdita', della meraviglia, della pienezza
che l'esistere puo' dare. Le domande sullo sfondo
sono le domande fondamentali, che a volte non possono nemmeno essere formulate (cfr. l'ultima frase del libro). Voto: 5 / 5 |
Andrea (28-08-2004) Non conoscevo Vonnegut e, stupidamente, mi ero fatto un'idea di uno scrittore barboso e pesante. Mattatoio n° 5 è invece un libro piacevole e Billy Pilgrim un simpatico e strampalato protagonista capace di attraversare i disastri della guerra e di viaggiare nel tempo con la leggerezza di un Forrest Gump "tralfamadoriano". Voto: 4 / 5 |
ric richimcmurphy@libero.it (11-07-2004) Molto buono, ma fa leva troppo su alcuni sogni scontati dell'uomo medio occidentale, tipo quello di ritrovarsi su un pianeta sconosciuto con una modella ex porno che non puo' fare a meno di copulare con te...
comunque è vero quando incredibilmente prevede Reagan presidente!!!
Da leggere al di là di tutto. Voto: 4 / 5 |
Francesco fpallotti@hotmail.com (18-12-2003) Il migliore libro uscito nel 2003. Mancava da un po' di tempo in Italia.
Ho avuto la fortuna di leggerlo in Inglese prima che nella traduzione italiana (buona).
Riflessioni e divagazioni, senza troppo indulgere, sulla guerra e sull'umanità in generale.
Lo metterei allo stesso livello di "Gravity's Rainbow" (ma quest'ultimo leggetelo in italiano, perchè la lettura in originale è alquanto ardua).
Voto: 5 / 5 |
giada paulin giadapau@libero.it (15-08-2003) Non vorrei esagerare ma ho finito da pochi minuti di leggere questo bellissimo libro che definirei trafalmadoricamente, senza tempo. Scritto 30 anni fà e cosi attuale. Rimasto nelle biblioteche private di pochi fortunati e non pubblicato più fino a quest'anno regala una visione del massacro più grande e più taciuto della storia con un sacrasmo ed una semplicità capace solo di chi ha visto con i propri occhi e non può dimenticare. L'unico modo per continuare a vivere in pace con se stessi é viaggiare nel tempo e immaginare dimensioni parallele nelle quali vivono extraterrestri più saggi dei terrestri. Cosa insegnano i trafalmadoriani? Tutto vive nel tempo, nulla muore. La cosa migliore da fare? Pensare solo ai momenti belli. Una intricata ragnatela di presente passato e futuro, terreno ed extraterreno costruisce la trama di questo libro che come un filo che non si interrompe mai e gira su se stesso, costringe ad una lettura senza interruzione. Dedicato a chi per un pomeriggio vuole immergersi in questo mattatoio che è stata, é e sarà sempre la vita. Voto: 5 / 5 |
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