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Di Natale Silvia - Il giardino del luppolo | Adolf Kolmar è un giovane sensibile, emotivamente e psichicamente instabile. La sua storia comincia nel 1910 a Mühlbach nell'Hallertau in mezzo alle colline coperte di luppolo. Adolf non è un ragazzo facile: soffre di crisi di soffocamento, è gracile e finisce con il coltivare un mondo interiore e un isolamento che fanno a pugni con la franca irruenza del fratello Franz e con il solerte entusiasmo dell'amico Max. Le cose si fanno ancora più complicate quando comincia a soffrire di allucinazioni: è il Male (fantasmi, voci, apparizioni) che lo tiene all'erta, ed è un Male che, con l'avvento del nazismo, viene sempre più a coincidere con il lucido presagio di una tragedia di proporzioni immani.
Media Voto: 4.5 / 5Bruno - da Parigi (17-01-2005) Dopo aver letto Kuraj, che mi è piaciuto ma sul quale ho espresso alcune riserve, sono passato al Giardino. Che mi pare migliore. E' un buon romanzo, ma gli manca quel colpo d'ala che te lo fa ricordare a distanza di anni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paolo stefani (10-03-2004) che storia! raccolgo l'invito a leggere questo libro da una intervista radiofonica di una trasmissione intitolata "il posto delle parole" condotta da livio partiti. ho raccolto l'invito anche pressato dalla storia raccontata dall'autrice. e mi sono buttato. a finirlo in fretta. e poi passare a kuraj. sempre della stess a autrice. peccato non abbia altri titoli. lo consiglio senza tanti giri di parole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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