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O'Brien Tim - Luglio per sempre |
Cosa è stato dell'eroico idealismo della generazione nata negli anni Cinquanta? Quando sono svaniti i sogni e quando la realtà ha preso il sopravvento? Luglio 2000: al Darton Hall College del Minnesota si ritrova la classe del 1969 per un weekend da trascorrere insieme. Sono passati trent'anni e ogni laureato del '69 ha ormai alle spalle la maggior parte (quella più importante, la più attiva) della propria vita. Ci sono mariti, mogli, figli, professioni, successi, fallimenti, disgrazie, malattie, morti. Per due giorni Darton Hall diventa un grande confessionale. Così si ricostruisce un passato collettivo, un patchwork di storie individuali cucite le una alle altre e intrecciate alla più grande Storia del paese.
Media Voto: 3.25 / 5ant lomell@libero.it (19-12-2004) Americanata simpatica, in Italia su questa falsa riga però abbiama già visto il film "pane e tulipani" Voto: 3 / 5 |
mr.ripley mr.ripley@libero.it (14-06-2004) I giochi della memoria, ovvero quei fili sottili stesi nelle nostre vite che hanno saputo attraversare il tempo, evidenziando i nostri desideri mai realizzati e le nostre più remote aspettative. Il tempo passa, inesorabile, e il compito di un bravo scrittore – perché è di questo che stiamo parlando – può anche essere quello di porsi in equilibrio su questa “massa” di tempo, cogliendo tutte le dinamiche del nostro essere umani. O’Brien sceglie un momento non a caso, ovvero il lontano 1969: l’uomo sbarcava sulla luna mentre altri uomini morivano come mosche in Vietnam, nei juke-box le melodie erano leggiadre e sfuggevoli, mentre il sognatore Martin Luther King svegliava le coscienze silenziose di milioni di americani. Anni di liberazione e, per qualcuno, anni di espressione, trampolini di lancio sul palcoscenico della vita; ai giorni nostri la classe del ’69 del Darton Hall College del Minnesota viaggia intorno alla cinquantina e quanto accadde in quella stagione lontana si rievoca, come un rito pagano, ogni anno: i ragazzi e le ragazze di allora sono diventati uomini e donne, padri e madri, mogli e mariti, adulti e persone di mezza età. La leggerezza degli anni del college è sempre più sfocata: in primo piano quasi tutti hanno messo la carriera, ottime professioni, ottimi status di vita ma, che fine hanno fatto i sogni d’amore, la libertà, la felicità che nasce dal semplice fatto di stare insieme? O’Brien non usa mezzi termini e dichiara a gran voce che quella generazione ha miseramente fallito. Il libro gioca tra il passato e il presente e, con grande abilità e leggerezza, l’autore ci permette di conoscere nel dettaglio le vite e i frammenti di vita dei ragazzi di allora; il lettore non si faccia intimorire dall’atmosfera troppo “made in America” dei capitoli iniziali: l’abilità di Tim O’Brien consiste proprio nel dipanare quella matassa di sentimenti, di speranze, di sogni perduti e di giornate ricche di sole. “Luglio per sempre” è un libro che parla della disperata ricerca della felicità. In questo senso, poco importa che i protagonisti siano a stelle e a strisce: il tema è universale e possiamo condividerlo ad ogni latitudine. Voto: 4 / 5 |
Francesco Fonda ffonda@hotmail.com (20-03-2004) Libro comperato perchè consigliato da Daria Bignardi in radio. Traduzione troppo letterale. Umorismo americano non rende, non fa ridere. Personaggi femminili donne scafate, racchie, sgradevoli e puttane, ma convinte del contrario. Si può evitare. Voto: 2 / 5 |
ary (17-02-2004) E' un libro spassosissimo che consiglio caldamente; fitto di personaggi indimenticalibili!DA LEGGERE Voto: 4 / 5 |
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