|
|  |
Agnello Hornby Simonetta - La zia marchesa | Sicilia fine Ottocento. Costanza Safamita è l'unica figlia femmina di una ricca famiglia di proprietari terrieri, tanto amata e protetta dal padre, il barone Domenico, quanto rigettata dalla madre. Con la sua chioma di capelli rossi e il suo aspetto fisico quasi "di un'altra razza", cresce fra le persone di servizio, fra l'orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquanto ridotte della vita in provincia. Sarà lei, per volere del padre, a ereditare le sostanze e il prestigio della famiglia. Affronterà la mondanità palermitana e una vita coniugale in equilibrio tra l'amore per il marito e l'impossibilità di abbandonarglisi, saprà affrontare i capimafia e contenere lo sfascio della famiglia, in un mondo arcaico e barbarico, fotografato nel momento della fine.
Recensioni 1 - 20 di 53 recensioni presenti. Media Voto: 4.32 / 5Mirko deep3@hotmail.it (22-01-2012) Ho preso questo libro per puro caso e devo dire che mi è piaciuto molto. Questo romnzo per atmosfere e personaggi mi ricorda vagamente IL GATTOPARDO di Giuseppe Tommasi d Lampedusa. molto bello :-) compratelo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria lettica (12-03-2009) ho letto questo libro 3 anni fa l ho riletto due mesi fa lo trovo accattivante e molto ben scritto mi ha appassionato la storia spaccato di una sicilia molto ancorata alle tradizioni dalle superstizioni.é un libro da leggere percapire anche il senso dell amore e la sua abnegazione Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia shiondgl@interfree.it (30-01-2008) Di poco inferiore a "La Mennulara", ma intenso, appassionato, dolente: un affresco della Sicilia e dei suoi abitanti nella cornice storica dell'Ottocento, ricco di spunti di riflessione e che prende l'anima. Complimenti a Susanna Agnello Hornby. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio (24-09-2007) Sarà che tanti anni fa mi sono avvicinato alla letteratura, oltre che leggendo i romanzoni russi, proprio grazie alle opere di ambientazione siciliana, ma a me i romanzi della Agnello Horby continuano a piacere. Il discorso vale soprattutto ora che l’avvocato siculo-inglese sembra aver rinunciato alla trama dell’ “intrigo con mistero e soluzione finale”, adottata nel suo primo romanzo “La mennulara”, a favore di un inatteso ma non inattendibile ritorno alla saga familiare. La narrativa italiana attuale sta cercando lettori, e per allargare il proprio “bacino d’utenza” non esita a spacciare per rivelazioni scrittori esangui, dall’ispirazione labile e dalla produzione stitica (“romanzi” di 105 pagine con capitoli di dieci righe in corpo sedici, capito il genere?).
Penso che i veri lettori ne abbiano abbastanza delle Milene Agus e delle Valerie Parrella - ma sono solo due nomi – per non dire dei commissari Montalbano, e magari come me sperano che si possa tornare a parlare di una vera e propria NARRATIVA italiana. Ho la fortuna non solo di poter quotidianamente sperperare nel vizio delle lettura alcune ore della mia giornata, ma anche di viaggiare, e nelle librerie che visito all’estero degli autori così acclamati in patria non c’è nessuna traccia (l’ultimo successo internazionale di uno scrittore italiano è ancora “Il nome della rosa”, perfino nella musica leggera andiamo meglio...).
Auspicherei una inversione di tendenza, ma mi rendo conto che è da ingenui sperarlo: di premi davvero importanti la Agnello Horby non ne ha vinto nessuno, nonostante sia pubblicata da Feltrinelli. E si veda, nei commenti che precedono il mio, quanti confessano di aver stentato a orientarsi fra le parentele: e se avessero letto "Guerra e Pace"??? Ecco, il "bacino d'utenza" è questo...
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
annie (19-02-2007) coinvolgente-commovente.
ancora ci penso. bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio lomell@libero.it (28-08-2006) Molto interessanti ed intelligenti i proverbi siciliani, piazzati all'inizio dei capitoli(Perchè la sposa maiulina non si gode la cuttunina? A parte questo dubbio, io che sono campano d'origine li ho intuiti, ma gli altri?) puntigliose le ricostruzioni delle vite dei protagonisti, lineare l'analisi storica degli avvenimenti, ma la trama in sè; secondo me, non coinvolge mai completamente il lettore come il libro meriterebbe. Comunque da leggere e da consigliare Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Isabella Maria isabellamariab@yahoo.it (28-07-2006) 'La zia marchesa' è un prezioso ricamo: nulla è casuale, i punti sono sono dati uno per uno e ognuno, indispensabile, concorre alla riuscita del risultato finale. L'affresco della Sicilia è piacevole, il ritratto dei personaggi, piuttosto ramificato, appassiona e rapisce. Belle le figure del Baronello Domenico e della rossa Marchesa Costanza. Bello il racconto del loro rapporto.
Lo stile è fluido e mai ridondante.
Alla signora Agnello Hornby ampio spazio tra le migliori penne italiane contemporanee. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valeria (10-07-2006) Non capiro' mai questa gente che scrive meta' in italiano e meta' in dialetto. Costringono ad un sforzo di fantasia per capire, e non sempre ci si riesce, quello che dicono i personaggi. Fatta questa premessa la storia e' nettamente inferiore a La Mennulara. Ci sono troppi personaggi, la trama e' troppo intricata e il finale e' affrettato. Credo che non leggero' piu' niente di questa autrice Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cristina torri cristina.torri@libero.it (05-08-2005) da leggere. assolutamente: senza se e senza ma. una storia di donna che si staglia sullo sfondo di un grande affresco narrativo che è insieme il canto d'amore dell'autrice per una terra aspra e generosa insieme, la sicilia; l'accorato rimpianto per un'epoca storica che, avendo in sè sia le possibilità per la resurrezione che i germi del disfacimento, fece sviluppare questi ultimi. una vicenda umana senz'altro romanzesca - e forse per questo più godibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessia Fiorillo a.fio.cr@auna.com (01-08-2005) Mi è piaciuto ancora di più della Mennulara; più sensuale, appassionato, avvincente...l'ho divorato!Peccato che il finale sia però sempre troppo "denso e affrettato", lì il libro ci perde molto e ci lascia con un tragico amaro in bocca; sarebbe stato bello lasciare Costanza matura, finalmente realizzata e felice, dopo tante difficoltà. Non c'è proprio nessuna speranza? Se anche il terzo libro (che aspetto con ansia) finisce male, giuro che scrivo un telegramma a Simonetta e glielo dico! Per concludere:un libro da regalare ad un'amica; sicuramente il pubblico femminile è più sensibile a questo tipo di lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
F.B. (11-07-2005)
Gradevole, ma , ritengo assolutamente inferiore al precedente romanzo "la Mennulara" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ilenia (27-06-2005) Dopo aver letto la Mennulara e con una grande passione per la letteratura siciliana, ho aspettato parecchi mesi prima di leggere La zia marchesa: temevo una delusione. Il racconto invece è coinvolgente e affascinante, i personaggi rimangono dentro a lungo dopo la lettura. Però ho trovato La mennulara più originale, qui si sente a volte un po' troppo il peso di predecessori illustri quali Il Gattopardo e La lunga vita di Marianna Ucrìa e altre volte -poche- il racconto si dilunga quel tanto che rischia di annoiare. E poi la parte finale del romanzo, disperata, che lascia un sapore di romanzo ottocentesco, quello delle eroine condannate in fondo anche da se stesse e che mi ha lasciato molto perplessa. Ma forse la forza del romanzo sta anche nel concedere ben poco ad un consolatorio riscatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosanna r.ricci@visentinialpeggiani.it (20-06-2005) Nel panorama sconsolante degli autori italiani (su dieci se ne salva a stento mezzo), è un romanzo molto gradevole da leggere per chi ama quel genere di storie (e io lo amo) ed è scritto bene (per il Sig.Barbonetti: siamo sicuri che i ritmi della letteratura moderna siano migliori di quelli ottocenteschi? mah!). Certo, la storia è un pò scontata, non originale (vedi Marianna Ucria), e così pure l'ambientazione e il racconto in feed back (di cui davvero non capisco l'utilità). Insomma non è un capolavoro, ma che importa, fa piacere leggerlo e questo basta (almeno a me). Comunque lo consiglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Manuela66 (06-06-2005) scorrevole, piacevole, proprio un bel romanzo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvana (17-05-2005) Un romanzo avvincente, che si muove sul filo di lana dei ricordi della balia Amalia Cuffaro: un’intricata vicenda ricca di colpi di scena, che dipinge gli ultimi spasmi di un’aristocrazia orgogliosa, solenne e dissoluta, che agonizza travolta dai mutamenti di fine Ottocento.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefania (08-05-2005) Una narrazione molto intensa, appassionante e sensuale, un chè di verghiano moderno e femminile; se "La Mennulara" era una promessa, "La zia marchesa" è una conferma! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
f.g. (11-03-2005) Non è fra i libri migliori che si possano leggere. Me lo hanno regalato e, dal titolo, credevo peggio!! In realtà è un po' lento, ma neanche troppo e ci si affeziona abbastanza alla protagonista, durante il racconto. Tuttavia secondo me il finale è triste e "buttato lì"; non ho letto il precedente libro dell'autrice, ma ho trovato in questo "scopiazzature" da grandi autori e comunque nel leggere questa storia mi è venuto alla mente il Verga. Anche se complessivamente non malaccio, non mi sento di consigliarne la lettura...vabbè, alla prossima!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Laria (28-02-2005) Bello, da regalare all'uomo che si ama o che si vorrebbe amare! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
laura (23-02-2005) non all'altezza de'la mennulara', resta comunque un bel ritratto di donna. il finale,forse, è un po' troppo'di corsa'.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni Diana (14-02-2005) Straordinario, una storia accattivante, un affresco della Sicilia che emoziona fin dalle sue prime pagine.Adesso sto leggendo anche la Mennulara. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 53
|
 | I più venduti di Agnello Hornby Simonetta |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|