IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Antunes Antonio Lobo
Nuovi titoli pubblicati da Feltrinelli

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Antunes Antonio Lobo - Che farò quando tutto brucia?

Che farò quando tutto brucia? TitoloChe farò quando tutto brucia?
AutoreAntunes Antonio Lobo
Prezzo
Sconto 15%
€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
Prezzi in altre valute
Dati2004, 526 p., brossura
TraduttoreMartinetto V.
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 17 punti Nectar.
Per saperne di più
Invia la prima recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Quando Paulo vede suo padre Carlos nella bara, tutto ben vestito, cravatta compresa, scoppia in una risata isterica. Per anni, infatti, Carlos ha dominato la vita notturna dei night club di Lisbona come la star delle Drag Queens. Anche Paulo subiva il fascino di quella vita e, in particolare, di Rui, il grande amore del padre. Omosessuale, eroinomane, è Rui ad aver iniziato alla droga il giovane Paulo che, in un furore allucinato, ricostruisce la propria vita, il matrimonio dei genitori, il mondo dei genitori adottivi, borghesi e placidi, il suo tentativo di disintossicarsi. Un torrente di parole, storie che si incrociano come se a raccontarle fosse un coro disarmonico fatto di confessioni e bisbigli, grida e lamenti.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

È arancio fiamma la copertina dell'ultimo Feltrinelli, collana "I Narratori", di António Lobo Antunes, e la storia ha la densità e la temperatura di un rogo. La voce narrante principale è quella di Paulo, un figlio ignorato scivolato nel mulinello della droga, che dall'occhio ciclonico di un disorientato rancore evoca le figure che hanno popolato la sua vita. Purtroppo questa scrittura è al limite della leggibilità: il filo balena e poi ripetutamente scompare, si affastellano nomi, vocativi reiterati con disperazione, immagini di rovina materiale e interiore, vaghi affioramenti mostruosi, come nei disegni dei piccoli pazienti psichiatrici. Non sappiamo se la psicoterapia cui Paulo accenna (il medico, lo psicologo, il disegno di prassi di una casa, di una famiglia e di un albero) sia in corso adesso o sia anch'essa una reminiscenza infantile, che si sovrappone al faticoso percorso di disintossicazione successivo. Sappiamo soltanto che non c'è appiglio quando a essere minacciata è l'identità dell'individuo, quando cioè "tutto brucia".

A consumarsi nel fuoco è innanzitutto la figura del padre di Paulo, Carlos/Soraia, che è il cardine paradossale del libro. Paradossale perché non è che un'evanescenza inseguita, oscura perfino a sé stessa, e questa fuggevolezza è concretizzata nel tratto dell'ambiguità sessuale ("un uomo che non era un uomo, una donna che non era una donna"), nella deriva del travestitismo come maschera e vendita di un corpo mai riconosciuto, protetto e perdonato.

Anche la figura della madre, Judite, non è che una nostalgia. Il rifiuto da parte del marito omosessuale la consuma e la vota all'autodistruzione. La maternità è un'intermittenza che si perde, più forte è il bisogno di un riconoscimento da parte del compagno, più bruciante è la condivisione del suo segreto, di quella giostra di suoi amanti che si avvicendano e lasciano andandosene una banconota sotto l'abat-jour, fino al colpo ultimo dell'abbandono.

Non c'è nulla dunque che Paulo possa disegnare per lo psicologo, soltanto il cedro sotto cui nella pioggia attendeva dalla finestra il segnale per rientrare in casa, dopo ogni prestazione del padre.

Eppure, ora che Carlos è morto, qualcosa ha mosso suo figlio a parlare, qualcosa lo incalza, e lo allerta di fronte al proprio destino di autoannientamento, in quel letto d'ospedale dove il suo corpo è affondato. Proprio in quell'immobilità si smuove e si sgrana il ricordo, come recupero identitario, ricostruzione. La "narrazione" prosegue accumulando visioni sparse di quella che dopo la fuga di Carlos da casa è stata, da parte ora della madre ora di Paulo, una ricerca disperata per camerini di night club, bassifondi, spiagge malfamate e quartieri dello spaccio, una vicinanza "rubata" al vortice malato di quella vita e all'Aids che dà i primi segni, riconosciuto e negato insieme: "Aiutami a scendere Rua da Palmeira che sono stanco Paulo, non sono dimagrito, non mi avanza stoffa in vita e sulla schiena, non mi preparo più lentamente del solito, i pizzi non mi sfuggono dalle dita, mancano ancora tanti anni Paulo (...) mi vedrai, in mezzo a un tango, dirti addio".

Paulo sembra essere, in qualche modo, un alter ego risorto di Nuno, altro figlio abbandonato al proprio destino da genitori ossessionati dai loro fantasmi e desideri, che muore di overdose nell'ultimo romanzo della trilogia di Benfica, La morte di Carlos Gardel. Ma sono molti i tratti di cui qui, forse per abitudine alla cifra stilistica dell'autore, o forse per un loro intrinseco valore estetico oltre che ideale, si avverte in qualche modo la mancanza rispetto alla trilogia. Quella Lisbona aveva una sua inequivocabile specificità, nei primi due volumi addirittura una sua "geografia forte", attorno a cui i ricordi dei personaggi si coagulavano ostinatamente, pur nel movimento dominante di perdita e decadenza, e pur nella malattia profonda di quel ritorno al passato. Invece la metropoli di "quando tutto brucia" è uguale a qualsiasi altra devastata periferia del mondo: meno nomi di strade e quartieri, la toponomastica affonda nell'informulabile della tragedia individuale, si nominano appena "le luci del Tago". Non c'è spazio dentro l'anima dei personaggi perché il luogo vi si materializzi, vi costituisca l'allucinato santuario del Giudice Istruttore e dell'Uomo del Trattato delle passioni dell'anima. Non c'è spazio nemmeno perché il pensiero si possa articolare: il terreno vitale del linguaggio si restringe sotto l'assedio del fuoco, le voci stesse di questa disturbata polifonia sono compresse insieme, si sovrappongono distorcendosi. Le frasi sono tronche, le relative mozze, persino le parole vengono trapassate e divise da altre parole.

Nel Trattato e nell'L'ordine naturale delle cose l'osmosi fra passato e presente era continua, e l'accumulo descrittivo (case, ambienti, figure umane con le loro patologie, animali) aveva un pesantore di naufragio, ma possedeva altresì una grottesca ricchezza, quasi una gioia sfigurata, bizzarra e spiazzante. Era difficile non restare colpiti da quell'architettura realistica sventrata a ogni frase dalla magia, da quei ponti metamorfici gettati di continuo tra i regni naturali. E poi da quell'apocalittico parlare "da sott'acqua", dove terre emerse e fondali sono ormai tutt'uno, "dove, se avessimo voluto, avremmo potuto invecchiare felici (...) potando i relitti di fregate e le carcasse di gabbiani (...) affiorando o sprofondando nel letto secondo il piombo dei sogni". Eppure il pensiero restava vitale, e nulla di tutto questo impediva l'affioramento dei punti di vista, delle fisionomie individuali, e lo snodarsi della trama, benché non lineare ma di limo stratificato, denso di indizi sepolti. Ed era la regia impeccabile nascosta dietro i mille narratori che puntava il suo fascio di luce, batteva da un romanzo all'altro il suo segnale Morse delle cose perdute (le cicogne che nidificano sulla dimora dell'infanzia, il mare verde sempre negato a Julieta, e mille visioni ancora).

Quella voce che nella trilogia disegnava un cosmo si affievolisce per far posto al referto clinico. In parte già La morte di Carlos Gardel " seguiva i personaggi con occhio più asciutto, filmico, ma quella maggiore lucidità è ora esplosa in un delirio che lo stile non riscatta più. Si viene inondati, si prova rabbia, fastidio, sofferenza.

Quando si ama un autore forse si tende a perdonargli tutto (o almeno a provarci), a insinuare per esempio che l'opacità di Che farò quando tutto brucia, la sua perdita di strutturazione e di potenza, siano una programmatica evoluzione, o l'esito più logico e consequenziale di una parabola anziché un incidente. Si fa leva sull'indiscussa capacità di auscultazione di questo scrittore "sensibile alle foglie", psichiatra di irrecuperabili pazienti-personaggi, e sul fatto che inoltre, proprio qui dove il ripiegamento intimistico è più netto, c'è una figura per cui possiamo provare a immaginare una direttrice di salvezza, mentre nei libri precedenti a cui si sta riferendo, chi scrive ha l'impressione che la fine del mondo si portasse dietro fino all'ultimo individuo.

Nei quasi trent'anni di attività di scrittore, soprattutto attraverso la tetralogia della storia portoghese (1981-1988, di cui Einaudi ha tradotto Le navi nel 1997), la citata trilogia (1990-1994) e Lo splendore del Portogallo (del 1997, tradotto ancora da Einaudi nel 2002), António Lobo Antunes ha tracciato il cammino di un paese intero: il regime salazarista, la guerra in Angola, la rivoluzione democratica, la decolonizzazione e poi la ricerca identitaria nella nuova cornice europea. La giuria che all'unanimità gli attribuì nel 2003 il Premio internazionale Unione Latina di Letterature Romanze lo qualificò, in virtù di questo percorso, di questo gesto "modernista" di trasfigurazione di un'epoca nel filtro della coscienza dilatata dell'individuo, come "la voce più significativa della realtà profonda del Portogallo" e sancì la sua posizione di spicco nel panorama europeo.

Attendiamo dunque senz'altro le traduzioni, oltre che dei lavori degli anni ottanta, anche delle opere successive al 2001.

I più venduti di Antunes Antonio Lobo
1.Il  manuale degli inquisiIl manuale degli inquisitori
(I coralli)
Einaudi
€ 7,44
2.In culo al mondoIn culo al mondo
(Universale economica)
Feltrinelli
€ 7,22
3.In culo al mondoIn culo al mondo
(Einaudi tascabili)
Einaudi
€ 8,26
4.Buonasera alle cose di quBuonasera alle cose di quaggi&ug...
(I narratori)
Feltrinelli
€ 18,70
5.La  morte di Carlos GardeLa morte di Carlos Gardel
(I narratori)
Feltrinelli
€ 14,45
 Tutti i libri di Antunes Antonio Lobo
Chi sceglie questo libro legge anche
Bove Emmanuel
Buffoni Franco
Farah Nuruddin
Feinmann José Pablo
Fuentes Carlos
Ibargüengoitia Jorge
Lobo Antunes António
Puig Manuel
Tavares Gonçalo M.
Vila-Matas Enrique
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON